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Italia al 41° posto per capacità di attirare talenti

Italia al 41° posto per capacità di attirare talenti

Roma, 20 gen. (Labitalia) - L'Italia è al 41esimo posto, in un ranking che comprende 109 Paesi, per la capacità di attirare talenti e la mobilità internazionale. Da un lato, infatti, il nostro Paese vanta alti standard dal punto di vista della capacità di sviluppare e formare talenti e le loro competenze professionali, dall'altro però non risulta sugli stessi livelli per quanto riguarda la capacità di attrarre nuovi talenti e professionisti. E' quanto emerge dal 'Global Talent Competitiveness Index (Gtci)' 2015-16, studio pubblicato da Insead, istituto di direzione aziendale internazionale, e fondato sulla ricerca condotta in collaborazione con Adecco Group e Hcli (Human Capital Leadership Institute di Singapore).

Il tema di quest'anno, 'Capacità di attirare i talenti e mobilità internazionale', verte, appunto, sulla correlazione significativa tra la circolazione dei talenti e la prosperità economica. La mobilità, secondo lo studio, infatti, è fondamentale per colmare i gap di competenze; inoltre, un'alta percentuale di lavoratori orientati a innovazione e imprenditorialità sono nati o hanno studiato all'estero.

Non sorprende, quindi, rilevare che i primi in classifica siano destinazioni ambite dai professionisti altamente qualificati. I tre paesi migliori in termini di competitività dei talenti sono la Svizzera al primo posto, seguita da Singapore e Lussemburgo, rispettivamente secondo e terzo classificato, a conferma delle posizioni del 2014.

I paesi classificati nella top 10 hanno dimostrato una chiara apertura in termini di mobilità dei talenti: circa il 25% delle rispettive popolazioni di Svizzera e Lussemburgo è nato all'estero; la percentuale sale al 43% a Singapore. La proporzione è significativa anche negli Stati Uniti (4), Canada (9), Nuova Zelanda (11), Austria (15) e Irlanda (16).

La top 20 non ha subito modifiche rilevanti rispetto alla pubblicazione dell'ultima edizione della relazione Gtci, fatta eccezione per l'ingresso della Repubblica Ceca (20) nel gruppo, il netto miglioramento della performance della Nuova Zelanda e una modesta flessione per Canada e Irlanda. Quest'anno, inoltre, l'indice Gtci ha ottimizzato la copertura geografica, analizzando 109 stati (rispetto ai 93 del 2014), che rappresentano l'83,8% della popolazione mondiale e il 96,2% del Pil mondiale.

Per quanto riguarda la posizione del nostro paese, Andrea Malacrida, amministratore delegato Adecco Italia, ha commentato: "Sono fiducioso sulla possibilità, anche per il mercato italiano, di poter iniziare a costruire forme di attrazione verso i migliori talenti e candidati. L’alternanza generazionale, in questo caso, può essere un primo passo verso questo obiettivo, così come buone prospettive di miglioramento possono derivare dai percorsi di alternanza scuola-lavoro. E’ inoltre necessario guardare alla mobilità internazionale anche come occasione per i talenti di raggiungere le proprie ambizioni. È importante che chi ha maturato esperienze di lavoro all’estero, però, possa rientrare nel nostro Paese e possa avere la possibilità di valorizzare le proprie competenze".

Commentando i risultati, Ilian Mihov, Rettore di Insead, ha affermato: “A fronte della rapida evoluzione delle dinamiche dei mercati del lavoro globali, l'indice Gtci assume un'importanza sempre maggiore per i principali influencer alla ricerca di strumenti quantitativi e raccomandazioni che contribuiscano a dare impulso alla competitività e a raccogliere le sfide attuali nel mondo del lavoro; persino le principali economie come Cina, Germania e Brasile subiranno i contraccolpi delle gravi carenze di manodopera”.

“Rileviamo con sollievo che l'enfasi posta dallo studio Gtci 2015-16 sull'importanza della formazione professionale abbia generato feedback positivi in tutto il mondo - ha aggiunto - e infatti osserviamo un maggiore orientamento verso tale tipo di formazione in molteplici politiche".

"Negli anni a venire, intendiamo coinvolgere il nostro pubblico globale in un dialogo costante di elevata qualità per confermare il nostro impegno ad assistere i principali influencer e organi decisionali nel rilanciare la competitività dei talenti e la prosperità”, ha concluso.

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