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Quanta, parte da Torino progetto accoglienza per richiedenti asilo 'Anabasi'

Quanta, parte da Torino progetto accoglienza per richiedenti asilo 'Anabasi'

Torino, 5 feb. (Labitalia) - Parte da Torino 'Anabasi', il progetto di accoglienza attiva per i richiedenti asilo politico ideato e promosso dal Gruppo Quanta. L’iniziativa è stata presentata oggi, dal vicepresidente del Gruppo Quanta, Enzo Mattina, dal presidente del Comitato provinciale Croce Rossa Italiana Torino, Graziano Giardino, dal presidente Cnos-Fao, don Enrico Peretti, dal sindaco di Settimo Torinese, Fabrizio Puppo.

'Anabasi', parola greca che significa viaggio lungo e difficile, è un progetto di formazione sperimentale, finalizzato alla creazione di figure professionali specializzate molto richieste dal mercato del lavoro e all’inserimento lavorativo e al rafforzamento dei processi di inclusione sociale.

I destinatari dell’iniziativa sono circa 80 richiedenti asilo politico, ospiti del centro di accoglienza Teobaldo Fenoglio di Settimo Torinese, che seguiranno percorsi di orientamento e formazione professionale presso le strutture Cnos-Fap presenti sul territorio piemontese. I settori verso i quali orientare l'acquisizione di competenze e i successivi inserimenti lavorativi sono: saldo-carpenteria, lavorazione del legno, lavorazione meccaniche e produzione agroalimentare. Le attività, che hanno preso il via lo scorso 1° febbraio, includono la certificazione e l’insegnamento della lingua italiana, dei diritti e doveri dei lavoratori e dei cittadini nella Repubblica italiana.

'Anabasi' è finanziato con risorse Quanta del Fondo interprofessionale Forma.temp ed è stato concordato con le organizzazioni sindacali piemontesi Felsa-Cisl, Nidil-Cgil, Uiltemp-Uil, che curano direttamente la parte formativa sui diritti e doveri dei cittadini e dei lavoratori.

“Favorire processi di inclusione sociale -spiega il vicepresidente del Gruppo Quanta, Enzo Mattina- attraverso percorsi di formazione e accompagnamento al lavoro è fondamentale. Sul finire del 1800, non possiamo dimenticarlo, i termini che oggi vengono attribuiti ai migranti erano utilizzati per riferirsi agli italiani provenienti dal Mezzogiorno".

"Con Anabasi -sostiene- vogliamo scrivere una storia diversa e replicare l’iniziativa anche in altre realtà che si sono già mostrate interessate al nostro progetto. Attraverso iniziative finalizzate a garantire un’occupazione di qualità, come quella che passa per le agenzie per il lavoro, è possibile favorire l’inclusione sociale”.

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