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L'indagine, in crescita export verso Nord Africa e Medio Oriente

L'indagine, in crescita export verso Nord Africa e Medio Oriente

Roma, 8 feb. (Labitalia) - Le esportazioni italiane verso il Nord Africa hanno superato i 12 miliardi di euro, mentre nei mercati mediorientali hanno raggiunto gli 11 miliardi di euro. Sono alcuni dei dati resi noti oggi, a Roma, in occasione della presentazione della Jiac. In generale, l'area Mena (Medio Oriente e Nord Africa) rappresenta oggi oltre il 6% delle esportazioni italiane totali di beni, in uno scenario previsionale che indica una crescita media dell'export italiano nel periodo 2016-2018, rispettivamente del +5,3% per il Medio Oriente e del 4,4% per l'area nordafricana. Il governo algerino ha predisposto un programma quinquennale di investimenti (2015-2019) da 262 miliardi di dollari, che favorirà le imprese impegnate nelle grandi opere e nel settore edile, dando particolare slancio (+6,5%, in media nel 2015-2018) all'importazione dall'Italia di macchinari nei comparti acciaio e ceramica.

In Egitto si prospettano interventi per oltre 100 miliardi di dollari in favore dell'edilizia popolare e delle infrastrutture. Opportunità per la filiera agroalimentare, in particolare macchinari, emergono in Tunisia, dove il clima favorevole e la vicinanza al mercato europeo stanno attirando importanti investimenti nel settore agricolo (10% del pil nazionale). La crescita demografica saudita (+3% annuo) favorirà le vendite di alimentari e bevande (+9,3%), con interessanti prospettive anche per i macchinari per la trasformazione alimentare.

Il Qatar, grazie al pil pro capite più elevato al mondo, rappresenta il mercato con le maggiori prospettive per il comparto del lusso (+9,4% nelle esportazioni italiane di gioielli). Inoltre, le vendite di mobili di design (+5,5%) beneficeranno della costruzione di nuove strutture alberghiere e di zone residenziali. Gli Emirati Arabi Uniti, in particolare Dubai, si confermano un vero e proprio tempio dello shopping, dove l'abbigliamento italiano, soprattutto le grandi firme, hanno ormai acquisito un posizionamento di primo piano (+5,8% l'export di tessile e abbigliamento).

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