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Lo studio, più solide e redditizie le banche specializzate

Milano, 18 apr. (Labitalia) - Le banche specializzate italiane sono ai vertici europei per redditività e solidità patrimoniale rispetto alle banche generaliste. E' quanto emerge dallo studio di Excellence Consulting, società di consulenza con focus sui comparti bancario, assicurativo e del risparmio gestito. Lo studio da un lato analizza i modelli di business nella distribuzione dei servizi finanziari in Italia attraverso un benchmark tra il modello della banca specializzata e quello di banca generalista, dall’altro confronta la variazione delle quotazioni in Borsa nel gennaio 2016 delle due tipologie sia in Italia che in Europa.

Non sono solo le banche italiane, spiega, sotto attacco nella prima parte dell’anno in Borsa e soggette a incertezze (decreto salva-banche, bail-in, riforma delle popolari e del credito cooperativo), a essere in difficoltà, ma potrebbe essere l’intero modello di banca generalista affermatosi in tutta Europa nell’ultimo decennio a mostrare la corda in relazione al nuovo scenario economico e finanziario che sta caratterizzando l’attuale momento di mercato e che probabilmente sarà destinato a durare ancora a lungo.

“Abbiamo studiato -afferma Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting- i bilanci dal 2010 al 2014 ed emerge che il modello delle banche specializzate, che in Italia assumono ad esempio la connotazione di reti di consulenti finanziari, genera stabilmente più crescita e redditività rispetto al modello di banca generalista, che caratterizza la maggioranza delle banche e dei gruppi bancari".

"Abbiamo poi analizzato -spiega- l’andamento borsistico nel gennaio 2016, un periodo per nulla semplice. Le banche specializzate italiane non solo perdono meno del doppio delle banche generaliste, che toccano il record negativo in Europa, ma riescono ad avere risultati migliori anche rispetto agli indici del settore bancario a livello europeo, perdendo meno della media delle prime banche di tutti i maggiori paesi”.

Le banche specializzate mostrano maggiore capacità di crescita, in termini di aumento della raccolta indiretta (tasso medio annuo del 10,12%). Anche le banche registrano incrementi rispetto al 2010, ma in misura molto inferiore (1,47%), mentre i gruppi rilevano un tasso di crescita della raccolta indiretta negativo (-2,82%). Le banche specializzate confermano il miglior profilo di efficienza nel 2014 (54,61%), seguite dai gruppi (59,43%) e dalle banche (73,74%).

Nonostante i gruppi di banche e le banche generaliste generino fatturato superiore rispetto alle banche specializzate, esse non remunerano in modo adeguato il capitale. La remunerazione del capitale investito sia per i gruppi che per le banche generaliste è negativa (gruppi -9,85% e banche -9,75%), mentre per le reti è pari al 27,02%. Ciò riflette per i gruppi e le banche generaliste la presenza di attività che implicano l’assunzione di maggiori rischi economici che si riflettono in perdite di profitto.

“Il modello delle banche generaliste, così come lo conosciamo in Europa, è maggiormente esposto -sostiene Maurizio Primanni, ceo di Excellence Consulting- rispetto al nuovo contesto di mercato e non solo in Italia. Le perdite di valore delle banche generaliste sui mercati finanziari non sono solo conseguenza dei crediti deteriorati, ma anche della minore capacità di tali modelli di banca di generare adeguata redditività in relazione al prodotto bancario lordo".

"Ovviamente sui mercati nel gennaio 2016 -avverte- c’è stato anche un sentiment negativo di natura speculativa, ma occorre differenziare le cause congiunturali dai fenomeni strutturali. Il mercato finanziario però ci sta suggerendo anche i rimedi. Quello della banca generalista non è l’unico modello, ci sono anche banche specializzate nella gestione del risparmio (per esempio le banche-reti di consulenti finanziari) e gruppi multispecialistici che si occupano sia di risparmio che di credito con aziende dedicate (in Italia ad esempio il gruppo Mediobanca) che, remunerando meglio il capitale investito, raccolgono maggiore consenso dagli investitori".

"Le banche generaliste -suggerisce- devono riorganizzarsi, assumere i paradigmi relazionali-consulenziali del modello di banca specializzata. In questa direzione spingono non solo il mercato, ma anche le evoluzioni normative attraverso l’accelerazione nella certificazione delle competenze del personale bancario che da esse deriveranno a breve“.

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