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Istat: a marzo retribuzioni invariate su mese, +0,8% su anno

Istat: a marzo retribuzioni invariate su mese, +0,8% su anno

Roma, 28 apr. (Labitalia) - A marzo l’indice delle retribuzioni contrattuali orarie rimane invariato rispetto al mese precedente e aumenta dello 0,8% nei confronti di marzo 2015. Complessivamente, nei primi tre mesi del 2016 la retribuzione oraria media è cresciuta dello 0,8% rispetto al corrispondente periodo del 2015. Lo rende noto l'Istat. A fine marzo, ricorda l'istituto di statistica nazionale, i contratti collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica riguardano il 40,8% degli occupati dipendenti e corrispondono al 38,7% del monte retributivo osservato.

Nel dettaglio, le retribuzioni contrattuali orarie registrano un incremento tendenziale dell’1,0% per i dipendenti del settore privato (0,8% nell’industria e 1,2% nei servizi privati) e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione. I settori che a marzo presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono tessili, abbigliamento e lavorazione pelli (3,4%); energia elettrica e gas, commercio (entrambi 1,9%). Si registrano variazioni nulle nei settori della metalmeccanica, delle telecomunicazioni e in tutti i comparti della pubblica amministrazione.

Tra i contratti monitorati dall’indagine, continua l'Istat, a marzo sono stati recepiti due nuovi accordi e nessuno è scaduto. Complessivamente i contratti in attesa di rinnovo sono 45 (di cui 15 appartenenti alla pubblica amministrazione) relativi a circa 7,6 milioni di dipendenti (di cui circa 2,9 milioni nel pubblico impiego). Alla fine di marzo, infine, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 59,2% nel totale dell’economia e del 47,3% nel settore privato. L’attesa del rinnovo per i lavoratori con il contratto scaduto è in media di 39,9 mesi per l’insieme dei settori e di 18,2 mesi per quelli del settore privato.

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