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Il primo giorno di lavoro? Dura un anno e si chatta con i colleghi

Il primo giorno di lavoro? Dura un anno e si chatta con i colleghi

Roma, 4 mag. (Labitalia) - Il primo giorno di lavoro? Dura un anno e si chatta con i colleghi. Finito il tempo in cui il nuovo assunto veniva sbrigativamente presentato ai colleghi e abbandonato alla sua scrivania, oggi assistiamo a politiche di on-boarding (l’inserimento in azienda dei neo assunti) sempre più mirate e raffinate. E' quanto rileva una ricerca realizzata da Top Employers Institute su oltre 600 aziende in 102 Paesi del mondo, tra cui le 66 aziende certificate Top Employers Italia.

L’on-boarding, dunque, si sta affermando sempre più come priorità aziendale ed efficace strumento di attrazione e fidelizzazione di talenti e sta assumendo una nuova veste, nel segno di un approccio olistico ai 'primi passi' in azienda.

Secondo la ricerca "un primo impatto positivo e un percorso particolareggiato e personalizzato è un ottimo strumento per accogliere i neo assunti, preparare il terreno per svilupparne appieno il loro potenziale e renderli pienamente produttivi più rapidamente già nella fase iniziale d’inserimento, e aumentare l’attrattività aziendale. Nel percorso di on-boarding non solo viene coinvolto e responsabilizzato in prima persona il top management, ma i neo assunti vengono dotati di tutti gli strumenti per conoscere l’azienda in ogni suo settore e anche caldamente invitati ad attività di socializzazione in rete con i colleghi.

Il processo di on-boarding vede un coinvolgimento del 94% dei business leader, ritenuti responsabili delle strategie e attività relative. Nel 71% dei casi sono proprio i membri del top management ad accompagnare in azienda e presentare i neo assunti ai colleghi e nel 77% sono previsti incontri con l’executive management entro i primi sei mesi dall’assunzione.

Oltre all’ovvio incontro con il manager di riferimento (effettuato nel 100% dei casi), che illustra le procedure HR, la cultura aziendale, i compiti e le aspettative, nel 94% delle aziende viene fornito un dettagliato manuale di inserimento; nell’82% vengono stabilite riunioni periodiche per verificare come sta procedendo il percorso di inserimento; oltre la metà (59%) prevede l’assegnamento di un 'buddy' al neo assunto e un 58% di aziende mette a disposizione del futuro dipendente un 'pacchetto pre-assunzione' che illustra le caratteristiche aziendali e quale sarà il suo percorso aziendale.

Fino a pochi anni fa, il processo di on-boarding durava al massimo 2-3 giorni ed era di stampo generalista, uguale per tutti. Oggi, si adottano processi che durano dai 3 ai 6 mesi, veri percorsi di formazione che in qualche caso possono arrivare anche a 12 mesi e che sono sempre più personalizzati. Nell’88% delle aziende sono previsti percorsi di formazione specifici e mirati e nel 52% vengono programmati incontri di verifica e sessioni di follow-up a un anno dall’assunzione.

Il dato più innovativo è quello relativo alla vita e alle attività non strettamente lavorative e-o produttive. Nelle aziende si è osservato un crescente interesse e attenzione verso le attività di socializzazione e interazione con i colleghi, nel segno di un inserimento armonioso non solo a livello professionale, ma anche umano.

Ecco allora che un efficace processo di on-boarding caldeggia nel 76% le attività social con i colleghi, nel 67% sollecita la condivisione delle esperienze tramite i social media, nel 65% organizza pranzi e cene con il team, nel 55% promuove eventi di social networking.

La tecnologia assume un ruolo centrale nella razionalizzazione dell’on-boarding, e rappresenta anche uno strumento di facilitazione e monitoraggio per individuare esigenze specifiche, creare piani di apprendimento, impostare moduli di e-learning, oltre che per aiutare i dipendenti a connettersi, coinvolgere e condividere. L’ 88% delle aziende ha un portale di on-boarding dedicato, il 26% ha un sistema di gestione delle pratiche di on-boarding e il 18% permette ai futuri dipendenti di accedere a una piattaforma di on-boarding on line ancora prima del primo giorno di lavoro in azienda.

"Un processo di on-boarding efficace e ben strutturato -spiega David Plink, ceo di Top Employers Institute- significa la possibilità di avere più rapidamente dipendenti pienamente produttivi e consapevoli della cultura aziendale".

Inoltre, "in una situazione di mercato in cui i candidati hanno sempre più accesso alle informazioni relative all’azienda in cui andranno a lavorare, un percorso di on-boarding ben strutturato e che valorizzi l’integrazione sociale e culturale dei nuovi assunti rappresenta un importante elemento di attrazione e fidelizzazione dei talenti e aumenta sensibilmente l’appealing aziendale".

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