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Veneto: assunzioni in aumento del 12% nel 2015

Venezia, 8 giu. (Labitalia) - Su un totale di 211.659 assunzioni e trasformazioni a tempo indeterminato effettuate in Veneto nel 2015, più della metà (117.394) hanno beneficiato dell’incentivo introdotto dalla legge di stabilità 2015, che prevedeva un esonero contributivo fino a un massimo di 8.060 euro annui per tre anni. È quanto emerge dal report di monitoraggio dell’Osservatorio di Veneto Lavoro sugli effetti che le novità introdotte nel 2015 dalla legge di stabilità e dal Jobs Act hanno avuto sulle dinamiche occupazionali del mercato del lavoro regionale.

Nella maggior parte dei casi, l’esonero contributivo ha interessato lavoratori con precedenti esperienze lavorative all’interno della stessa azienda: si tratta di 72mila soggetti, principalmente italiani e con un titolo di studio superiore alla media, prevalentemente di imprese del settore del commercio e tempo libero (18%) e del metalmeccanico (17%). Metà avevano un contratto a tempo determinato che è stato trasformato in indeterminato, mentre altri 36mila sono stati riassunti dopo aver avuto con la stessa azienda precedenti esperienze lavorative.

Sono 35.500 i ricollocati e gli stabilizzati, ovvero persone con esperienze lavorative a tempo indeterminato o con contratti atipici presso altre imprese, mentre in 9.500 risultavano alla ricerca del primo impiego, principalmente giovani e con un’alta percentuale di stranieri.

"I dati ci dicono che l’incentivo è stato utilizzato in un caso su due e ha quindi contribuito alla crescita dei posti di lavoro a tempo indeterminato, ma ciò che conforta è l’aumento complessivo delle assunzioni 'stabili', come dimostra, ad esempio, l’incremento delle trasformazioni da apprendistato, che pur non usufruendo dell’esonero contributivo sono cresciute del 35%", commenta l'assessore regionale alle Politiche del lavoro, Elena Donazzan. "Il fatto che nel 2015 si siano contati 36.600 posti di lavoro dipendente in più in gran parte proprio grazie al tempo indeterminato - prosegue l’assessore - è un segnale incoraggiante e dimostra che l’emorragia occupazionale sembra essersi finalmente arrestata. Questo, però, non deve farci abbassare la guardia. Si tratta ora di mettere le nostre imprese nelle condizioni di poter continuare a investire sul capitale umano, come hanno coraggiosamente dimostrato di poter fare nell’ultimo anno".

"Riguardo agli effetti dell’esonero contributivo - osserva l'assessore regionale - è ancora presto per dire se potranno durare nel lungo periodo. L’ipotesi più plausibile è che si siano rivelati utili per dare nuovo slancio all’occupazione. Gli effetti positivi potranno sentirsi anche nei prossimi anni, ma da soli non bastano ed è necessario trovare un giusto equilibrio tra politiche passive e politiche attive del lavoro, sulla strada intrapresa dalla Regione del Veneto".

Nel 2015, in Veneto, le assunzioni con contratti di lavoro dipendente sono state complessivamente 754.500 (+12% rispetto al 2014), a fronte di 717.800 cessazioni. Quelle a tempo indeterminato rappresentano il 19% del totale (146.600 escluse le trasformazioni), con una crescita dell’81% rispetto all’anno precedente e un saldo annuo di 63.200 posizioni di lavoro in più.

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