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Consulenti, solo 1,2% genitori ha trovato lavoro con servizi impiego

Consulenti, solo 1,2% genitori ha trovato lavoro con servizi impiego

Roma, 30 giu. (Labitalia) - Solo l’1,2% di padri e madri con figli conviventi ha trovato lavoro attraverso i centri pubblici per l’impiego. E’ uno dei dati che emergono dal rapporto ‘Famiglia, lavoro, gender gap: come le madri-lavoratrici conciliano i tempi’, realizzato dall’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro, pubblicato in occasione del Festival del lavoro 2016 che si apre oggi a Roma, e presentato in occasione di una conferenza stampa in Vaticano. Secondo la ricerca, spiegano i consulenti del lavoro, le differenze di genere nei canali utilizzati dai genitori con figli conviventi per trovare l’attuale lavoro sono molto rilevanti: quasi un terzo delle madri ha utilizzato con successo la propria rete di parenti, amici e conoscenti (32,7%), mentre questa quota è più bassa tra i padri (31,2%).

Il secondo canale per importanza utilizzato dalle madri è la ricerca diretta presso il datore di lavoro attraverso l’invio di curricula e la richiesta di colloqui (18,7%, 17,2% tra i padri), mentre tra i padri ha avuto più successo l’inizio di un’attività autonoma (20,9%, 11,5% tra le madri). Al terzo posto tra i canali più efficaci tra le madri è il concorso pubblico (16,3%, 10,2% tra i padri).

Il tirocinio, spiega il rapporto, è uno dei canali per la ricerca del lavoro più di successo, che consente all’impresa di valutare effettivamente le capacità del candidato e che ha permesso di trovare un lavoro, nella stessa azienda presso la quale ha svolto lo stage, a una quota significativa dei genitori esaminati in questo lavoro: 6,3% tra le madri e 6,7% tra i padri. Il 5,3% delle madri è stata contattata direttamente dal datore di lavoro (6,3% tra i padri) e il 3,1% ha risposto ad annunci sui giornali o attraverso Internet (2,4% tra i padri).

Viceversa, l’efficacia dei servizi pubblici e privati per il lavoro nell’intermediazione tra domanda e offerta appare decisamente modesta: solo l’1,5%% delle donne ha trovato l’attuale lavoro attraverso i centri pubblici per l’impiego (1,1% tra i padri), il 2,6% ricorrendo alle agenzie private per il lavoro (2,4% tra i padri) e solo lo 0,4% attraverso una struttura d’intermediazione pubblica diversa da un centro pubblico per l'impiego (0,2% tra i padri).

Confrontando a livello territoriale solo i genitori che hanno trovato l’attuale occupazione attraverso la più vasta rete dei servizi pubblici e privati autorizzati dallo Stato e accreditati dalle Regioni per l’intermediazione tra la domanda e l’offerta di lavoro, includendo anche gli stage e i tirocini, una quota maggiore di genitori occupati che risiedono nelle regioni del Mezzogiorno e del Centro ha avuto successo attraverso questa rete (rispettivamente 25,9% e 25,3%, a fronte del 23% in quelle del Nord). Ciò, sottolinea il rapporto, si spiega essenzialmente alla luce della più elevata quota di genitori che hanno trovato lavoro attraverso un concorso pubblico nel Mezzogiorno (15,5%) e nel Centro (15%), dove si concentra il maggior numero d’impiegati pubblici dell’amministrazione centrale e periferica, a fronte del 10,9% nel Nord.

Infatti, è maggiore la percentuale di genitori delle regioni settentrionali che hanno trovato l’attuale occupazione attraverso le agenzie private per il lavoro (3,8%, a fronte dell’1,5% nel Centro e lo 0,7% nel Mezzogiorno) e la segnalazione di una scuola o di una università (1%, a fronte dello 0,6% nel Centro e dello 0,4% nel Nord), mentre è più elevata la quota di genitori del Mezzogiorno che complessivamente sono stati intermediati con successo da un centro per l’impiego o da un’altra struttura pubblica (2,3%, a fronte dell’1,5% nel Centro e dell’1,2 % nel Nord) e attraverso gli stage (7,1%, a fronte del 6,7% nel Centro e del 6,1% nel Nord).

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