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Consulenti, per 2 aziende su 3 solo contratto collettivo

Roma, 2 lug. (Adnkronos/Labitalia) - In Italia, nel 2013, la contrattazione decentrata di tipo collettivo coinvolgeva il 21,7% delle imprese con almeno 10 dipendenti. Se si considera anche la contrattazione individuale, la platea delle imprese coinvolte in qualche forma di contrattazione intesa in senso ampio arriva al 31,3 %. Più di 2 aziende su 3 non prevedono alcuna forma di contrattazione collettiva oltre al contratto collettivo nazionale di lavoro. E' quanto emerge dalla ricerca condotta dall’osservatorio statistico dei consulenti del lavoro e presentata in occasione del Festival del lavoro in corso a Roma.

Come è facile prevedere, spiegano i consulenti, "la contrattazione decentrata in senso ampio (inclusa la contrattazione individuale) aumenta al crescere della dimensione aziendale". "Le imprese fino a 50 dipendenti hanno una percentuale di diffusione del 27,9% che cresce costantemente fino ad arrivare al 73,9% per le imprese oltre i 500 dipendenti", aggiungono.

Il massimo di diffusione della contrattazione collettiva di secondo livello lo fa registrare l’industria in senso stretto nella classe dimensionale di oltre 500 dipendenti (86%). Il contratto integrativo è più diffuso nelle imprese del Nord-Est.

Su 100 aziende con almeno 10 dipendenti, la forma più diffusa di contrattazione di secondo livello risulta essere quella aziendale (11,6%), seguita da quella territoriale (9,6%). Nel 2013 risultava quasi assente la contrattazione di stabilimento e di gruppo, che si attestavano entrambe allo 0,5%.

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