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Symbola-Unioncamere, con coesione +47% fatturato +10% occupazione imprese

Roma, 8 lug. (Labitalia) - C’è un’Italia che resiste e sa essere innovativa, creativa, solidale, collaborativa, vocata alla qualità e alla bellezza. In poche parole resiliente, giusta e competitiva, nonostante la ripresa fatichi a decollare. È l’Italia della coesione, quella che vede "le aziende camminare con le comunità, coinvolgere i cittadini e i consumatori, valorizzare e sostenere i lavoratori, relazionarsi alle energie dei territori". E proprio le imprese 'coesive', quelle cioè che intrattengono relazioni con le altre imprese, le comunità, le istituzioni, i consumatori, il terzo settore, dimostrano "una marcia in più che permette loro di andare lontano". A delineare il quadro è il rapporto "Coesione è Competizione - Le nuove geografie della produzione del valore in Italia" realizzato da Fondazione Symbola e Unioncamere, in partnership con Consorzio Aaster e Aiccon e con il sostegno di Enel e Comieco, presentato oggi in apertura del Seminario Estivo di Symbola, a Treia.

Tanto che le nostre imprese 'coesive' hanno registrato nel 2015 aumenti del fatturato, rispetto al 2014, nel 47% dei casi, mentre fra le imprese 'non coesive' tale quota si ferma al 38%. Dimostrando una migliore dinamicità anche sul fronte dell’occupazione: il 10 % delle imprese coesive ha dichiarato assunzioni nel 2015, contro il 6% delle altre. Idem dicasi per le esportazioni: le imprese coesive hanno ordinativi esteri in aumento nel 50% dei casi, a fronte del 39% delle non coesive, e sono maggiormente presenti sui mercati internazionali (il 76% di esse sono esportatrici contro il 68% delle non coesive). "Dove la società è più vitale le imprese sono più competitive" afferma il presidente di Symbola, Ermete Realacci.

Il Rapporto si basa su un lavoro "che coglie e rappresenta i fattori strategici per la nostra competitività, che si collocano su lunghezze d’onda che gli indicatori economici più diffusi non percepiscono" sottolinea lo studio di Symbola e Unioncamere. Dal quadro disegnato dallo studio emerge, inoltre, che sempre le realtà attente alla coesione sono quelle che hanno nel dna una considerazione maggiore di valori come l’ambiente (investono infatti in prodotti e tecnologie green il 53% delle imprese coesive contro il 38% delle non coesive), la creazione di occupazione e di benessere economico e sociale, gli investimenti in qualità (l’81% delle imprese coesive ha fatto social investment nel 2015 contro il 76% delle altre).

Tutte queste realtà, sottolinea il report, "danno corpo e sostanza a quell’Italia che, sfidando tutti i pronostici, è protagonista europea nell’economia circolare, nella green economy e nella riduzione delle emissioni climalteranti, con primati nel surplus manifatturiero (una delle sole 5 nazioni al mondo con un surplus sopra i 100 miliardi di dollari)". "Quando l’Italia scommette sui suoi talenti e sulle comunità, quando investe sulla qualità, l’innovazione e la bellezza -commenta ancora Realacci- allora ce la fa e spesso vince nel mondo. Una scommessa ancora più valida dopo la Brexit".

"C’è infatti -evidenzia il presidente di Symbola- un Paese che combatte, resiste e compete grazie ad una combinazione unica di memoria del passato e voglia del futuro, di competitività e coesione sociale". Un’Italia, prosegue, che, ricorda, "a partire dal prossimo anno, può avvantaggiarsi dall’obbligo di redigere il bilancio sociale e ambientale per le imprese sopra i 500 addetti fissato dall’Ue". Un Paese, conclude Realacci, "ricco di saper fare artigiano che abbraccia ricerca, cultura, bellezza e raccoglie le sfide del web e delle nuove tecnologie. Un’Italia dall’economia più a misura d’uomo, più vicina all’economia di cui parla Papa Francesco".

Per il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, "le aziende, infatti, sono sempre più consapevoli del fatto che una quota importante del successo dei propri prodotti e servizi si gioca oggi anche su aspetti non meramente economici ma valoriali".

La forza dell'Italia, rimarca, "è nella qualità di un'offerta altamente specializzata. Si articola in filiere e distretti e si fonda su un tessuto di piccole imprese che ‘si alleano’ per affrontare i mercati". E’ una Italia, esorta il presidente di Unioncamere, "in cui dobbiamo continuare a credere, fornendole gli strumenti per misurarsi con il mondo: semplificazione, digitalizzazione, formazione del capitale umano. Obiettivi strategici per il futuro del nostro Paese, che le Camere di commercio vogliono contribuire a raggiungere".

Lo Bello accende un faro sulla "crescente sensibilità del cittadino ai temi della tutela della sostenibilità in tutte le sue sfaccettature" che, dice, "sta progressivamente modificando il modo di fare impresa". Le aziende, infatti, continua Lo Bello, "sono sempre più consapevoli del fatto che una quota importante del successo dei propri prodotti e servizi si gioca oggi anche su aspetti non meramente economici ma valoriali".

La forza dell'Italia "è nella qualità di un'offerta altamente specializzata. Si articola -osserva infine il presidente di Unioncamere- in filiere e distretti e si fonda su un tessuto di piccole imprese che ‘si alleano’ per affrontare i mercati. E’ una Italia in cui dobbiamo continuare a credere, fornendole gli strumenti per misurarsi con il mondo: semplificazione, digitalizzazione, formazione del capitale umano".

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