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Cna: +2,5% occupazione micro, piccole e artigianato in primi 6 mesi

Cna: +2,5% occupazione micro, piccole e artigianato in primi 6 mesi

Roma, 29 lug. (Labitalia) - Il numero degli occupati nelle micro e piccole imprese e nell'artigianato è cresciuto in maniera continua e solida nei primi sei mesi del 2016, registrando un ritmo mensile costante del 2,5% rispetto al 2015. Lo rileva l’Osservatorio mercato del lavoro Cna, curato dal Centro studi della Confederazione, che analizza mensilmente l’andamento dell’occupazione in un campione di 20.500 imprese artigiane, micro e piccole con oltre 120mila dipendenti.

Dall’ analisi emerge che il risultato positivo registrato nel semestre è stato garantito soprattutto dalla stabilità registrata all’interno delle imprese di piccole dimensioni. L’Osservatorio segnala infatti che nei primi sei mesi del 2016 il turn over della forza lavoro delle micro e piccole imprese si è fortemente ridotto rispetto allo stesso periodo del 2015. Se, da un lato, c’è il calo delle assunzioni a tempo indeterminato, che le imprese avevano realizzato soprattutto nel 2015 usando gli incentivi governativi (nel primo semestre 2016 sono diminuite del 9,3% rispetto al primo semestre 2015), dall’altro calano anche le cessazioni (che sono crollate nello stesso periodo del 13,7%), a dimostrazione che la base occupazionale si è stabilizzata in presenza di una fase congiunturale finalmente positiva.

Prendendo in esame il solo mese di giugno, fa notare inoltre l'associazione, l’occupazione delle micro e piccole imprese e dell’artigianato mette a segno un nuovo incremento dopo quelli registrati nei primi cinque mesi dell’anno: +0,7% è l’aumento congiunturale rispetto a maggio (il più alto da gennaio), +2,6% quello rispetto al giugno 2015.

Nei primi sei mesi del 2016 il numero degli occupati è aumentato del 3,8% seguendo una dinamica di fatto identica a quella registrata nello stesso periodo del 2015, quando gli occupati crebbero in termini cumulati del 3,7%. Nel rapporto si ricorda però che i due periodi non sono comparabili dato che, nel 2015, le assunzioni a tempo indeterminato godevano di forti incentivi confermati solo in parte nel 2016. I prossimi mesi di luglio e agosto, nei quali tradizionalmente la crescita dell’occupazione delle micro e piccole imprese conosce una pausa, verificatasi anche nel 2015 nonostante gli incentivi, saranno utili per avere ulteriori indicazioni sullo stato delle condizioni lavorative nelle imprese più piccole.

Nella tipologia di imprese in esame, si legge nel rapporto della Cna, la crescita dell’occupazione rispetto a dicembre 2014, quando entrarono in vigore gli sgravi contributivi sulle assunzioni a tempo indeterminato, è stata pari al 6,34%. Sempre in questo perimetro imprenditoriale il contratto a tempo indeterminato si è rivelato, e di gran lunga, quello preferito (77,8%) a dimostrazione del valore, sociale oltre che economico, attribuito alla stabilità e alla sicurezza del posto di lavoro da artigiani, micro e piccole imprese.

L’analisi delle assunzioni effettuate nei primi sei mesi 2016 disaggregate per tipologie contrattuali conferma che la diminuzione complessiva riflette il 'rimbalzo' del tempo indeterminato avvenuto nei primi sei mesi 2015 (+4,8%) per effetto degli incentivi. La successiva caduta registrata nell’anno in corso (-41,1%) è stata determinata quindi almeno in parte proprio dal ridimensionamento degli stessi incentivi. In terreno positivo risultano invece il tempo determinato (+4,3%) e l’apprendistato (+16,5%), contratti tradizionalmente molto utilizzati dalle micro e piccole imprese.

Per quanto concerne le cessazioni, invece, il segno meno accompagna tutte le tipologie contrattuali. Per i contratti a tempo indeterminato si registra una diminuzione delle cessazioni del -11,7% in un anno. È un dato che, contrastando col +6,4% segnato nello stesso periodo 2015, conferma che il rafforzamento dell’occupazione si sta realizzando in questa fase soprattutto grazie al stabilizzazione dei posti di lavoro in essere.

Infine, il forte favore espresso dalle imprese per il tempo determinato ha determinato un forte aumento della quota di occupati i con questo tipo di contratto: 13,5% a giugno 2016 contro il 9,2% di dodici mesi prima. Il forte aumento della quota di lavoratori tempo determinato si riverbera quasi completamente nella di quella a tempo indeterminato (dall’82,6% al 77,8% in un anno) che resta comunque il contratto di gran lunga prevalente nelle micro e piccole imprese e nell’artigianato a dimostrazione del valore attribuito alla stabilità da questo segmento produttivo.

In lieve aumento anche l’occupazione con contratto di apprendistato (dal 6,2% al 7,0% in un anno), la cui convenienza relativa è tornata a crescere dopo la riduzione degli incentivi governativi sulle assunzioni a tempo indeterminato intervenuta nel gennaio 2016.

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