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Da Nord a Sud, a macchia di leopardo l'Italia del turismo termale

Da Nord a Sud, a macchia di leopardo l'Italia del turismo termale

Roma, 1 ago. (Labitalia) - E’ un’Italia a macchia di leopardo quella del turismo termale. Con strutture che registrano una crescita di presenze e di fatturato e altre che ancora fanno fatica a reagire alla crisi di questi anni. A testimoniarlo gli operatori del settore, da Nord a Sud, attraversando località classiche del termalismo ma anche mare, lago e montagna.

Ribattezzate le ‘Terme di Roma’, le Acque Albule di Tivoli hanno subito una profonda ristrutturazione negli ultimi anni e oggi si presentano con 4 piscine per 6mila metri quadrati e un’offerta non solo di cure tradizionali ma anche di percorsi benessere e tecniche di medicina estetica di ultima generazione. “Puntiamo sulle specialità mediche che possono beneficiare delle cure termali, dalla dermatologia all’ortopedia”, spiega Stefano Terranova, direttore generale della Società Acque Albule Spa.

“Abbiamo cercato di destagionalizzare i flussi - dice - e di ampliare il bacino di utenza: ora il 50% del nostro fatturato deriva da prestazioni private e trattiamo anche mille pazienti al giorno. Il trend è in crescita grazie alla riqualificazione dell’offerta: quest’anno registriamo un 4-5% in più”. Come aggiunge Giovanni Ricci, direttore del Victoria Terme Hotel, adiacente alla struttura, “il periodo migliore è l’inverno e la primavera, in estate c’è un calo; per questo offriamo pacchetti differenziati per target”.

Fra le mete classiche del termalismo italiano c’è la toscana Chianciano, che affonda le sue radici nell’epoca etrusca e romana: qui l’offerta varia dai servizi sanitari (anche in partnership con Umpc Italy, il braccio europeo dell’Università di Pittsburgh) all'imbottigliamento di Acqua Santa benefica per il fegato e l’intestino.

"Terme di Chianciano produce un fatturato di circa 6 milioni di euro - spiega Mauro della Lena, direttore generale di questa azienda che ha iniziato l’attività nel secolo scorso - e, per ciò che riguarda il primo semestre 2016, i nostri dati registrano un incremento superiore al 10% delle presenze inerenti il settore benessere e sanitario, mentre il settore termale tradizionale ha un andamento disomogeneo in relazione alle tipologie di cura, in flessione mediamente rispetto ai dati 2015”.

“Le piscine termali Theia, inaugurate solo due anni, fa hanno già registrato quasi 100 mila accessi, si stanno sviluppando con progetti 'kid friendly', riservando già dal prossimo inverno 2017 un’area dedicata ai piccoli utenti termali, con uno sguardo lungimirante ai giovanissimi clienti di oggi che lo saranno anche in futuro. All’interno di un nuovo Centro benessere sarà, quindi, riservata un’area creata ad hoc per i bambini con un ‘thermarium’ con saune di forma circolare e un bagno turco con temperature adatte all’età infantile, già a partire dai 4 anni, mentre gli adolescenti avranno a disposizione un’altra area”.

Meta tradizionale per gli appassionati di benessere italiani e stranieri, che alle cure termali unisce i benefici del mare, è Ischia. E nell’Isola, così come per tutto il turismo nell’area partenopea, si respira ottimismo. “L’andamento della stagione - afferma Giancarlo Carriero, presidente G.H. Terme Regina Isabella e consigliere di Federterme - è senz’altro positivo, con un incremento di circa 10 punti percentuali rispetto allo scorso anno. Questo è dovuto soprattutto agli ospiti stranieri (provenienti prevalentemente da Usa, Francia, Nord-Europa e con buona tenuta dei russi), ma anche agli italiani. Una tendenza in linea con i dati più generali dell’area partenopea”.

“Diverse analisi ne attribuiscono la ragione - ammette - al timore di attentati che allontana molto pubblico da mete quali il Nord Africa e la Turchia. Probabilmente, è il principale ma non l’unico elemento alla base di tali buone performance, ma di certo vi è anche un recupero di immagine di cui gode tutta l’area di Napoli. L’isola d’Ischia, in particolare, è stata votata dai lettori di Travel+Leisure, la celebre rivista americana specializzata nel turismo, la più bella isola del mediterraneo, riconoscimento mai ottenuto prima”.

E’ presto, però, per dire se la crisi è alle spalle, sottolinea Carriero: “Se è vero che registriamo un incremento di turismo nazionale, è anche vero che a livello di ricavi il contributo pro capite degli italiani è significativamente inferiore a quello degli stranieri. Se questo dato da solo potesse essere assunto come parametro della crisi, dovremmo dire che all’estero il superamento di essa è decisamente più avanzato rispetto all’Italia”. Quanto alle cure più richieste, aggiunge, “aumenta molto la sensibilità dei frequentatori delle Spa nei confronti di ciò che ingeriamo quotidianamente, del corretto equilibrio tra i fattori nutrizionali della dieta, dell’origine degli ingredienti, con grandissimo interesse nei confronti dei prodotti biologici”.

Restando al Sud, al Margherita di Savoia, in Puglia, “la stagione sta andando molto bene e, sebbene non sia un argomento che ci rende felici, va riconosciuto che i tristi avvenimenti internazionali ci hanno regalato nuovi clienti che non ci conoscevano e che probabilmente non avrebbero pensato a noi come destinazione”, dichiara l’amministratore unico Marina Lalli, che prosegue: “La cosa positiva è che queste persone hanno avuto l’opportunità di conoscere un territorio da cui sono rimaste rapite per la bellezza, la varietà dell’offerta, l’ottima gastronomia e, non ultimo, per la qualità delle cure termali. Stiamo vedendo anche più turisti stranieri del solito, cosa che si inserisce in quel filone di crescita nell’attrattività turistica che la Puglia sta vivendo ormai da qualche anno”.

“Anche gli stranieri - ribadisce - stanno imparando ad apprezzarci per la qualità delle cure termali e infatti negli ultimi anni abbiamo inserito nel nostro staff persone che parlano lingue come il russo, che fino a qualche anno fa non avevamo. La cosa bella è che si avvicinano al mondo termale anche popoli che non hanno nella loro storia una tradizione di termalismo e questo è molto positivo perché imparano un metodo di cura alternativo e naturale”.

In particolare, spiega, “le nostre cure termali possono contare su una materia prima fatta da acque e fanghi eccezionali, sempre vergini e mai rigenerati, abbiamo inoltre una sempre più ricca offerta di cosmetici e dispositivi medici prodotti con le nostre materie prime che consentono di proseguire a casa quel percorso di prevenzione e di attenzione verso se stessi che qui da noi raggiunge il culmine”.

Spostandosi al Nord, nel Belpaese ricco di sorgenti, il benessere termale si incontra anche in montagna, una scelta che piace sempre di più, come assicura Francesco Varni, direttore generale del Gruppo QC Terme, che a Pré Saint Didier, in Valle d’Aosta, gestisce una struttura dove bagni e cure si fanno con affaccio sul Monte Bianco: “I risultati ci portano a ritenere come le terme nei luoghi montani costituiscano ormai una autonoma motivazione di vacanza, sebbene le bellezze naturali del contesto in cui sono inserite e la varietà e la qualità delle attività e dei servizi offerti dal territorio giochino un ruolo determinante per il successo”.

E i dati lo testimoniano: “Dall’inizio del 2016 - fa notare - registriamo una crescita di ingressi rispetto all’anno precedente. Particolarmente significativo l’incremento nel mese di giugno e buone, dunque, le aspettative per l’anno. Siamo soddisfatti anche delle prenotazione raccolte da QC Terme Monte Bianco, il resort a pochi passi dalle Terme”.

Il comparto nel suo complesso, tuttavia, mostra ancora delle criticità, secondo Varni: “Sotto il profilo generale, il comparto annovera ancora non poche realtà termali più classiche, di indubbio valore intrinseco, che, complice la crisi generalizzata che sta segnando l’ultimo decennio, faticano a ritrovare una identità in un mercato in cui la domanda è ormai stabilmente rivolta a un termalismo di concezione più moderna”.

Al Nord, poi, per fare le cure termali si può optare anche per una meta lacustre, come Sirmione, località d’arte affacciata sul lago di Garda. Come dichiara Margherita De Angeli, direttore generale di Terme e Grandi Alberghi Sirmione Spa, “a livello di andamento possiamo valutare con soddisfazione i risultati ad oggi del 2016”. Certamente, rimarca, in questo momento, “il turismo italiano è avvantaggiato dallo scenario europeo e internazionale”.

“Per la Spa Termale Aquaria, quindi il settore benessere, è confermato l’interesse della clientela italiana e straniera per la struttura - continua - grazie anche ai nuovi investimenti effettuati che hanno innalzato gli standard: la crescita è a due cifre. L’area ospitalità, rappresentata dai nostri 4 hotel di cui 3 termali, segue il trend del 2015, registrando un incremento di fatturato e occupazione. Il termalismo tradizionale, rappresentato dall'area salute, anche attraverso il Ssn, conferma una staticità della domanda, situazione che Terme di Sirmione sta fronteggiando con iniziative specifiche di rilancio, innovazione dei servizi, sviluppo all’estero e dotandosi di un apparato scientifico di assoluto livello”.

“Crediamo fermamente che l’eccellenza nel turismo, nel benessere e nella salute, settori in cui Terme di Sirmione opera, e la competitività si raggiungano attraverso una maggiore industrializzazione fatta in investimenti infrastrutturali, standard di servizio e competenze. Bisogna essere capaci di innovare costantemente e dare continuità di prestazione ai numerosi clienti italiani ed esteri ormai provenienti da ogni parte del mondo”, conclude.

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