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Istat: sempre più italiani preparati su pil, meno su disoccupazione

Istat: sempre più italiani preparati su pil, meno su disoccupazione

Roma, 9 ago. (Labitalia) - Sempre più italiani conoscono l'andamento del pil mentre hanno meno familiarità con l'inflazione e sono più impreparati sulla disoccupazione. E', in sintesi, quanto emerge dai risultati presentati dall'Istat sulla conoscenza dei principali indicatori economici (pil, inflazione e disoccupazione), rilevata con un modulo ad hoc dell’indagine campionaria mensile sulla fiducia dei consumatori (mese di aprile 2016).

Nel 2016, riferisce l'Istat, la quota di persone maggiorenni in grado di esprimere un valore quantitativo sull'andamento del Pil aumenta in modo consistente (71,8% contro il 63,7% del 2015), cresce soltanto dal 33,9% al 35,1% in merito all’inflazione e si riduce per il tasso di disoccupazione (dal 61,9% al 52,6%). Sempre quest'anno, diminuisce da 0,5 punti a 0,2 la differenza tra il valore medio dell’andamento del pil dichiarato dai rispondenti (+0,6%) e la sua misura ufficiale, riferita all’anno precedente (+0,8%).

Resta invece elevato il grado di approssimazione espresso per l’andamento dell’inflazione: la media dichiarata (+3,8%) è ancora molto distante dal dato ufficiale (-0,2%, riferito a marzo 2016). Tra quanti non hanno fornito un’indicazione puntuale, il 41,6% ha sentito parlare dell’argomento, mentre il 19,5% sostiene di non aver avuto questa opportunità.

Sul fronte della disoccupazione, le persone interpellate che esprimono una valutazione della misura del tasso di disoccupazione, lo fanno in modo più accurato, ma rispetto al 2015 sono in numero inferiore. La differenza tra il dato ufficiale (riferito al mese di marzo 2016) e il dato medio rilevato passa dai sette punti percentuali del 2015 a meno di tre punti nel 2016. Per conoscere i dati socio-economici del Paese si fa meno ricorso ai principali mezzi di informazione.

Calano le percentuali di coloro che si servono della televisione (78,4%, contro l’81,1% del 2015), delle informazioni trovate sul web (45,9%, contro il 48,8%) e dei giornali (44,1%, dal 46,7%), ma aumentano (dal 20,0% al 20,7%) i fruitori della radio. Altre fonti di informazione sono le discussioni con parenti e amici (10,6%), le pubblicazioni specializzate e scientifiche (6,2%) e i discorsi di personalità influenti del mondo politico ed economico (4,8%).

Peggiora poi lievemente rispetto al 2015 l’opinione sulla qualità e sull’affidabilità delle informazioni diffuse dai media sullo stato dell’economia italiana, giudicate sufficienti o carenti dalla maggior parte degli intervistati. Sebbene l’informazione statistica sia poco utilizzata per le scelte individuali effettuate riguardo investimenti, acquisti importanti, decisioni su studio e lavoro o gestione del risparmio, ben l’85,6% ritiene molto e abbastanza importante essere informati su questi argomenti (in lieve crescita rispetto all’84,7% dello scorso anno).

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