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Ice, +3,8% export nel 2015

Ice, +3,8% export nel 2015

Roma, 22 ago. (Labitalia) - Nel 2015 le esportazioni italiane di merci hanno continuato a crescere ad un ritmo sostenuto (3,8%). E' quanto emerge dal Rapporto annuale sul commercio estero 'L’Italia nell’economia internazionale 2015-2016' dell’Ice-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, giunto quest’anno alla 30° edizione.

La crescita è stata leggermente più forte nel mercato europeo (3,9%) che nei paesi extra Ue (3,6%), anche quest’anno trainati da Nord America, Asia centrale e Medio Oriente. Nonostante l’andamento positivo, la quota delle esportazioni italiane sul totale mondiale si è mantenuta costante al 2,8%.

Parallelamente, è proseguita anche la crescita delle importazioni (+3,3%). Nei primi tre mesi del 2016, invece, si è registrata una lieve flessione (-0,4%) delle esportazioni, rispetto allo stesso periodo del 2015, dovuta alla forte riduzione dei flussi verso i paesi extra Ue (-5,2%), non compensata dal positivo andamento sul mercato comunitario (+3,5%). Nello stesso periodo, anche le importazioni sono diminuite, ma ad un tasso più elevato (-2,2%).

Nel 2015 i conti con l’estero dell’Italia sono migliorati per il quarto anno consecutivo. Il surplus corrente della bilancia dei pagamenti ha registrato un nuovo ampliamento, raggiungendo il 2,2% del Pil, per effetto soprattutto del miglioramento nelle ragioni di scambio dovuto al calo dei prezzi delle materie prime.

Il numero degli esportatori italiani ha continuato a crescere, raggiungendo un nuovo massimo pari a 214.000 operatori. Sono saliti anche il valore medio delle esportazioni per impresa e il grado di penetrazione delle importazioni.

In questo contesto, le esportazioni della Toscana, che nel 2015 hanno superato quota 33 miliardi di euro, hanno continuato a crescere (+3,2%) per il secondo anno consecutivo, ma restando a livelli inferiori rispetto alla media nazionale (3,8%). La quota sul totale delle esportazioni nazionali si è mantenuta stabile nel 2015 al 8,1%. Dal lato delle importazioni la Toscana ha registrato una crescita rispetto al 2014 (+5,2%), superiore alla media nazionale (+3,3%).

Con riferimento ai principali mercati di sbocco, le esportazioni della Toscana nel 2015 hanno vissuto andamenti positivi. I flussi verso l’Unione europea sono cresciuti del 2,7%, con andamenti simili nei primi due mercati europei (Francia +3,5%, Germania +3,2%). Fra i paesi extra Ue, le esportazioni verso gli Stati Uniti (secondo mercato di sbocco della regione) hanno segnato una crescita del 16,3%, mentre calano i flussi commerciali verso gli Emirati Arabi Uniti (-1,0%). Verso Hong Kong le esportazioni di prodotti toscani sono aumentate del 8,4%, mentre nei confronti della Cina si sono attestate al +4,9% di crescita rispetto al 2014.

A livello settoriale, la meccanica, cui afferisce circa un quinto delle esportazioni lombarde, ha visto sostanzialmente invariate le proprie esportazioni (+0,9%), mentre il settore siderurgico, secondo per importanza, ha registrato un andamento negativo (-6%). I mezzi di trasporto hanno conosciuto una ottima performance (+12,1%), in particolare gli autoveicoli, rimorchi e semirimorchi (+15,3%).

Il tessile, terzo settore, ha registrato una crescita contenuta (1,3%), laddove il settore chimico ha irrobustito la propria crescita con un incremento del 6,1%. Un altro settore particolarmente dinamico è stato quello dell’elettronica, con un aumento del 9,1% rispetto al 2014.

Positivo per la Toscana anche il dato relativo all’ esportazione di servizi: il valore delle vendite all’estero nel 2015 si è attestato sui 5,4 miliardi, con una crescita dell’1,5 rispetto all’anno precedente. Gli operatori all’esportazione ammontano a 19.905 unità nel 2015, con un valore medio esportato per operatore di 1,66 milioni di euro.

Nel primo trimestre del 2016, le esportazioni hanno registrato una crescita (+0,9%) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre le importazioni hanno segnato un +3,6%. Le esportazioni della meccanica sono in forte aumento (+20,5%), seguite da quelle del settore dell’abbigliamento (+2,4%).

Le calzature hanno subito una forte contrazione (-9,9%) seguite dalla metallurgia (-5,8%) rispetto allo stesso periodo del 2015, laddove il settore alimentare è stato particolarmente dinamico (+8,5%). Infine, si segnala l’impennata delle esportazioni dei prodotti chimici (+9,5%).

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