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Unioncamere, +20mila attività under 35 nel II trimestre 2016

Unioncamere, +20mila attività under 35 nel II trimestre 2016

Roma, 23 ago. (Labitalia) - Nel secondo trimestre dell’anno il bilancio positivo delle imprese costituite dagli under 35 supera le 20mila unità ed è pari al 54,1% del saldo complessivo delle imprese italiane. Le oltre 31mila iscrizioni di imprese di under 35 rappresentano infatti il 31,6% delle iscrizioni del periodo mentre nello stesso lasso tempo sono state chiuse 10mila imprese giovanili.

Finanza, servizi alla persona, pubblicità sono le attività che attirano di più i giovani imprenditori con meno di 35 anni. Tra aprile e giugno scorsi sul totale delle nuove imprese iscritte in questi ambiti, le attività ideate da under 35 superano infatti il 40%.

Questo il ritratto dell’imprenditoria giovanile nel II trimestre 2016 che emerge da Movimprese, l’indagine condotta da Unioncamere-Infocamere sulla base del Registro delle Imprese delle Camere di commercio.

“I giovani continuano a scegliere con convinzione la via dell’impresa per costruire il proprio futuro -commenta il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello- più della metà della crescita del tessuto imprenditoriale si deve, in questo trimestre, agli under 35. Dobbiamo impegnarci a creare le condizioni per consentire a queste imprese di crescere ed affermarsi sul mercato”.

Le 581mila attività produttive guidate da giovani con meno di 35 anni (il 9,6% del totale delle imprese registrate a fine giugno) si concentrano in buona parte nei settori tradizionali, quali, ad esempio, il commercio (vi appartengono il 28,7% delle imprese di under 35), le costruzioni (14,3%) e le attività di alloggio e ristorazione (10,2%).

Guardando però l’universo dell’imprenditoria giovanile dal punto di vista della creazione di un’impresa, nel II trimestre 2016 altri settori sembrano aver destato una particolare attenzione da parte degli under 35. E’ il caso delle attività ausiliare dei servizi finanziari e delle attività assicurative (alle quali appartengono tra gli altri i promotori finanziari, gli agenti, i sub agenti e i broker assicurativi), in cui le 859 imprese giovanili iscritte nel trimestre rappresentano il 47,8% delle iscrizioni totali.

Superiori al 47% delle iscrizioni totali sono anche le 992 neoimprese giovanili che si occupano delle altre attività di servizi per la persona (che contemplano tra l’altro le lavanderie, i trattamenti estetici e il benessere).

Mentre sfiora il 42% il peso delle iscrizioni di imprese di under 35 nel settore della pubblicità e ricerche di mercato (207 le iscrizioni di imprese giovanili nel trimestre).

Più forte la spinta all’impresa dei giovani del Mezzogiorno: le loro 8.366 imprese in più corrispondono infatti ad oltre il 40% del saldo complessivo delle imprese di under 35. A seguire il Nord-Ovest (4.988 imprese il saldo), il Centro (con 4.218 unità in più) e il Nord-Est (+3.014).

La classifica regionale fa risaltare la notevole vitalità dei giovani piemontesi (il contributo al saldo raggiunge in questo caso il 75,3% della crescita imprenditoriale regionale), seguiti dai campani (68%) e dai valdostani (66,2%). Sul fronte opposto, il Lazio (dove il saldo delle imprese di under 35 è pari al 44,7% del totale), la Lombardia (46,4%) e l’Abruzzo (48,1%).

Le province a maggior vocazione giovanile sono Crotone (in cui i giovani imprenditori attualmente sono il 15,3% del totale), Vibo Valentia (15%), Palermo e Caserta (entrambe 14,2%).

All'altro estremo della graduatoria, i territori in cui sono meno presenti imprese guidate da giovani sono Forlì-Cesena (ultima con il 6,5%), preceduta da Pordenone (6,8%) e Treviso (6,9%).

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