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'Io sono Mas', il racconto della prima unità cinofila di salvataggio

'Io sono Mas', il racconto della prima unità cinofila di salvataggio

Roma, 3 ott. (Labitalia) - Dal primo tuffo insieme ai viaggi in Italia e in Europa. E' questa la sintesi del libro 'Io sono Mas' (Sperling & Kupfer) di Ferruccio Pilenga, in uscita domani nelle librerie. Pilenga è il fondatore della Sics, Scuola italiana cani salvataggio, la più grande organizzazione nazionale di volontariato dedicata alla preparazione delle unità cinofile, che utilizza un metodo unico al mondo.

"Mas, il mio primo cane che ora non c'è più -racconta a Labitalia- in questo libro parla in prima persona, raccontando la sua storia che, negli anni, è diventata anche la storia di centinaia di salvataggi nelle coste italiane. Al di là della storia -sottolinea- il messaggio che vorrei lanciare è che tutto quello che ha fatto Max possono farlo tutti i cani. Aiutare chi è in difficoltà sulle spiagge e in mare è un 'lavoro' utile e innato per i nostri amici a quattro zampe".

"Mas è una morbida palla di pelo nero e lucido di terranova -racconta Ferruccio- quando decido di prenderlo con me. Decido di chiamarlo Mas perché per essere un cucciolo è bello massiccio, ed è l'inizio di una fantastica avventura". L'uomo non ha mai avuto un cane, ma coltiva un grande sogno: insegnare al suo nuovo compagno a quattro zampe come salvare chi è in difficoltà in acqua. Unico problema: non ha la più pallida idea di come fare.

Tra i due, però, nasce da subito una tenerissima amicizia, una sintonia tanto forte che Mas decide di fidarsi di Ferruccio e seguirlo in acqua. Nuotando scopre un irresistibile legame con quell’elemento e con il suo amico umano, inizia a sperimentare i modi in cui sfruttare l’istinto di salvataggio. Impara a buttarsi prima dalla riva, poi dal gommone, infine addirittura dagli elicotteri, affinando sempre più la tecnica che gli consente, una volta in acqua, di portare al sicuro la persona in pericolo.

E proprio dalle parole del protagonista a quattro zampe che guarda al futuro si ritrova lo spirito dei Sics: "Vedo collaborazioni con le associazioni di servizio per incoraggiare azioni rivolte ai meno fortunati, soprattutto i bambini ospiti delle case famiglia, nello spirito di chi crede che il sostegno dà forza. Vedo tutti insieme partecipare a giornate di dimostrazioni dal vivo, durante le quali la vicinanza con i cani, attraverso il gioco e il contatto, diventano fondamentali momenti per la ricostruzione della fiducia negli adulti di un bambino abusato e maltrattato".

"Nel futuro -continua Mas- vedo un enorme veliero. E' un’imbarcazione imponente, supera i cento metri, e a bordo ci sono gli allievi ufficiali della Marina Militare. Vedo i cani Sics girare per i ponti, collaborare con i marinai e tuffarsi in acqua a recuperare imbarcazioni alla deriva o persone in difficoltà. Vedo molte altre vite salvate. Nel futuro vedo i cani della Sics pattugliare stabilmente le spiagge italiane, e vedo l’affetto della gente nei nostri confronti. Quanto a me, beh, io sono Mas. E adesso, con qualche acciacco dovuto all’età ma la stessa passione nel cuore, mi godo il meritato riposo".

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