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Assolavoro: boom 'somministrati' a tempo indeterminato

Assolavoro: boom 'somministrati' a tempo indeterminato

Roma, 5 ott. (Labitalia) - A luglio 2016 gli occupati in somministrazione - misurati in termini di posizioni contributive Forma.Temp - hanno superato le 407 mila unità. Si tratta del dato occupazionale più alto mai registrato da quando il contratto è stato introdotto in Italia. Ed è boom, in particolare, per i somministrati a tempo indeterminato: +74% a luglio nel confronto su base annua. E' quanto emerge dai dati elaborati da Assolavoro (Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro) Datalab per i primi sette mesi del 2016, anticipati a Labitalia.

Il dato di luglio sugli occupati in somministrazione è rilevante, spiega Assolavoro Datalab, non solo in ragione del valore assoluto raggiunto dagli occupati assunti con questo contratto ma anche per la variazione significativa (+3,9%) evidenziata da questo aggregato sia rispetto al mese precedente (quando si era raggiunto un altro picco storico) sia in relazione allo stesso mese del 2015 (+7,2%), facendo emergere così un dato tendenziale che sottolinea con forza la dinamica di crescita che sottende la somministrazione.

Il dato mensile di luglio si inserisce in un contesto di progressione continua della domanda di somministrazione sia pure all’interno del consueto andamento ciclico di questo contratto, che raggiunge il picco di domanda nel terzo trimestre e riparte da un livello minimo nel primo. Il mese in esame è arrivato così a raggiungere un differenziale pari al +29% rispetto a gennaio del 2016 quando i somministrati ammontavano a 315.628 unità.

Luglio conferma, quindi, la tendenza alla stabilizzazione del livello di diffusione della formula contrattuale a tempo indeterminato registrata nel primo semestre del 2016 dopo l’accelerazione dell’ultimo trimestre 2015: prendendo a riferimento i primi 7 mesi del 2016, il numero degli addetti a tempo indeterminato su base mensile si aggira stabilmente attorno alle 38mila unità.

Il dato di luglio nel confronto su base annua continua ad evidenziare (al pari di tutti i precedenti mesi del 2016) un notevole incremento, appunto, dei somministrati a tempo indeterminato (+74%). L’effetto spinta su questa tipologia di contratti, connesso alla loro liberalizzazione, del resto, è emerso, ampliandone rapidamente il numero, soprattutto a partire dall’ultimo trimestre 2015.

Il numero medio dei lavoratori in somministrazione contribuenti Forma.Temp nel secondo trimestre del 2016 ha superato i 375mila occupati, segnando, con un incremento del 13,6% rispetto al trimestre precedente, anche il picco storico dei volumi occupazionali su base trimestrale.

Anche la dinamica tendenziale del II trimestre 2016 registra un andamento crescente: rispetto al II trimestre dell’anno precedente il numero di lavoratori individuati come contribuenti da Forma.Temp è cresciuto, infatti, di circa 25mila unità (+7,4%), grazie soprattutto al lavoro in somministrazione a tempo indeterminato cresciuto di circa 18mila nuovi occupati (+80,7%), ma anche grazie alla contestuale crescita della componente del tempo determinato (+2,4%) pari a circa ulteriori 7mila addetti.

Conseguentemente (sempre prendendo a riferimento la crescita tendenziale), sono cresciute nel secondo trimestre 2016 sia le ore lavorate (+3,9%) che l’imponibile Forma.Temp ovvero la base retributiva del lavoro in somministrazione (+3,7%).

Nel II trimestre 2016, considerando il dato medio occupazionale, la somministrazione con 375.000 addetti rappresentava l’1,6% del totale dell’occupazione nazionale. La quota del lavoro ascrivibile alla somministrazione nel confronto con l’intero mercato del lavoro appare dunque, ancorché in crescita, ancora ampiamente minoritaria. Tuttavia, se si cambia la prospettiva di osservazione e si prendono in esame particolari partizioni dell’occupazione nazionale e target specifici, questa tipologia contrattuale nel panorama dell’occupazione assume un ruolo decisamente più rilevante.

Considerando la sola componente giovanile del mercato del lavoro (formata dagli occupati di età sino a 34 anni), la somministrazione arriva, così, ad impiegare ben il 3,8% dei giovani lavoratori in Italia.

Tra gli occupati delle classe di età dai 35 ai 49 anni, l’incidenza dei lavoratori con contratto di somministrazione è pari all’ 1,3% evidenziando un valore al di sotto del dato rilevato su tutta l’occupazione e l’incidenza scende ancora di più tra i lavoratori con almeno 50 anni rispetto ai quali il peso dei lavoratori assunti con questa formula contrattuale si attesta attorno allo 0,6% del totale degli occupati appartenenti alla stessa classe di età.

Prendendo in considerazione solo le posizioni lavorative alle dipendenze, escludendo quindi dalla base di riferimento per il calcolo dell’incidenza quei lavoratori che svolgono la propria attività lavorativa senza vincoli formali di subordinazione (imprenditori, lavoratori autonomi, collaboratori e prestatori d’opera occasionali ecc.), la quota della somministrazione calcolata su questo ampio segmento rappresentato dal lavoro dipendente nazionale (pari a circa 17,4 milioni di occupati) cresce in modo sensibile raggiungendo il 2,2%.

Il dato rappresenta una misura più effettiva del peso della somministrazione, precisa Assolavoro, perché prende a riferimento solo quella componente del mercato del lavoro entro cui essa si può ascrivere completamente e che è formata appunto dai soli occupati alle dipendenze. È utile, proseguendo in questo esercizio di raffronto della somministrazione - sottolinea - rispetto a specifici segmenti più rappresentativi del mercato del lavoro di riferimento degli occupati in somministrazione, isolare anche la componente a termine del lavoro alle dipendenze.

Se si considerano tutti i lavoratori in somministrazione, questa tipologia contrattuale occupa addirittura il 15,2% di tutta la forza lavoro a termine in Italia. In pratica, il dato equivale a dire che ogni sei lavoratori a termine occupati in Italia uno è assunto con un contratto di somministrazione.

Questo impatto non si modifica sostanzialmente neppure considerando la sola componente a tempo determinato della somministrazione e quindi escludendo dal computo i somministrati a tempo indeterminato, in questo caso l’incidenza della somministrazione a termine rispetto al totale dell’occupazione a termine è pari al 13,6%.

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