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Confcommercio: indice disagio sociale settembre sale a 18,9 punti

Confcommercio: indice disagio sociale settembre sale a 18,9 punti

Roma, 9 nov. (Labitalia) - A settembre il Misery Index di Confcommercio, l’indice di disagio sociale, sale a 18,9 punti, due decimi di punto in più rispetto ad agosto. In linea con quanto accaduto nei mesi precedenti, osserva Confcommercio in una nota, il peggioramento rilevato nell’ultimo mese è imputabile principalmente alla componente relativa ai prezzi dei beni e servizi ad alta frequenza d’acquisto. Nel complesso del terzo trimestre l’indicatore registra, infatti, un aumento di quattro decimi di punto a cui ha contribuito in misura quasi esclusiva la componente relativa ai prezzi. Il permanere da mesi di questa tendenza all’ampliamento dell’area del disagio sociale continua a riflettersi sul clima di fiducia delle famiglie, che da gennaio segnala un progressivo deterioramento. Per il miglioramento di questa situazione è necessario che il processo di recupero dei livelli occupazionali assuma toni più favorevoli rispetto a quanto rilevato periodi più recenti, con una dinamica in grado di favorire un riassorbimento della disoccupazione, ufficiale e non, che non ha mostrato variazioni nell’ultimo trimestre.

Quanto al tasso di disoccupazione, Confcommerio rileva che a settembre si è attestato all’11,7%, in aumento di due decimi di punto rispetto ad agosto e di tre decimi rispetto a settembre del 2015. Il numero di disoccupati è aumentato di 60mila unità su base mensile e di 98mila nel confronto annuo, sottintendendo una maggiore partecipazione al mercato del lavoro una parte degli scoraggiati. Il numero di occupati è aumentato di 45mila unità rispetto al mese precedente e di 265mila nei confronti dello stesso mese del 2015.

A settembre le ore di CIG autorizzate hanno registrato un’ulteriore sensibile riduzione su base annua (-33,6%). La tendenza ha coinvolto tutte le tipologie. Sulla base di questa stima si è calcolato che le ore di Cig utilizzate – destagionalizzate e ricondotte a Ula – siano diminuite di poche unità su base mensile e di 57mila su base annua. Analoga tendenza ha interessato gli scoraggiati con una diminuzione di 78mila unità su base annua. Il combinarsi di queste dinamiche ha comportato un aumento di un decimo di punto del tasso di disoccupazione esteso. Nello stesso mese i prezzi dei beni e dei servizi ad alta frequenza d’acquisto sono aumentati dello 0,2%, per effetto della ripresa degli energetici.

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