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Svimez: al Sud aumentano occupati, più lavoro anche per i giovani

Roma, 10 nov. (Labitalia) - Nel Sud aumentano gli occupati e, quest'anno, crescono anche i giovani che trovano lavoro. Nelle regioni meridionali, rileva il 'Rapporto Svimez 2016 sull'economia del mezzogiorno', nel 2015 gli occupati sono aumentati dell’1,6%, pari a 94 mila unità, mentre in quelle del Centro-Nord sono cresciuti dello 0,6%, 91 mila unità. E finalmente nel 2016 cresce anche l’occupazione giovanile meridionale: +3,9%, rispetto a una media nazionale del +2,8% e un aumento al Centro-Nord pari a +2,4%. "I risultati, nel complesso positivi, del mercato del lavoro meridionale, che si riflettono in un aumento dell’occupazione e un calo della disoccupazione, non debbono però far perdere di vista le criticità, in quanto i livelli occupazionali al Sud sono ancora troppo distanti da quelli precedenti alla crisi" avvertono però gli analisti dell'associazione per lo sviluppo dell'industria nel Sud nel report presentato oggi a Roma. L’unica regione del Sud vicina ai valori del 2008, sottolineano, è la Basilicata. L’aumento dei posti di lavoro al Sud riguarda in particolare l’agricoltura (+5,5%) e il terziario (+1,8%), grazie soprattutto al turismo.

Nell’industria in senso stretto vi è nel 2015 ancora un calo degli occupati al Sud, -1,6%, che, però, nei primi mesi del 2016 inverte il segno: +3,9%. Mentre prosegue la caduta degli occupati nelle costruzioni all’inizio dell’anno in corso, -4%. Perdono, però, peso le occupazioni più qualificate, cresce piuttosto il lavoro part-time in professioni meno qualificate. Nel 2015 l’incremento del tempo pieno è più forte al Sud (+1,3%, a fronte del +0,4% del resto del Paese) favorito dalla riforma del job acts e dalla decontribuzione piena sulle nuove assunzioni. Non a caso aumenta, invece, al Centro-Nord e cala al Sud all’inizio del 2016, quando la decontribuzione scende dal 100% al 40%.

La povertà e le disuguaglianze sociali sono ancora un'ombra sulla crescita del Sud. Nel 2015, infatti, 10 meridionali su 100 risultano in condizioni di povertà assoluta, contro poco più di 6 nel Centro-Nord. Il rischio di cadere in povertà è triplo al Sud rispetto al resto del Paese, nelle due regioni più grandi, Sicilia e Campania, sfiora il 40%, avvertono gli analisti.

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