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Gallo (Luiss): "Se Ttip era morente con Trump è proprio morto"

Gallo (Luiss): "Se Ttip era morente con Trump è proprio morto"

Roma, 10 nov. (Labitalia) - "Il Ttip? Già era morente e con l'elezione di Donald Trump alla presidenza degli Usa è proprio morto". Lo dice a Labitalia Daniele Gallo, docente di Diritto internazionale ed europeo alla Luiss di Roma. "Vale la pena ricordare -aggiunge- che l'ultimo round del negoziato sugli accordi di libero scambio tra Ue e Usa, il 15mo, che si è tenuto a metà settembre, ha avuto un esito deludente, anche perché molti Stati europei hanno fatto proprie le proteste della società civile contro il trattato".

"E anche se Trump decidesse ora per un twist a 180° della sua politica economica internazionale e sedesse al tavolo delle trattative con l'Europa, le cose -avverte Gallo- non sarebbero affatto facili. Anzi. Le posizioni del neo eletto presidente non sono certo quelle di Obama, al quale l'Europa aveva strappato la possibilità di imporre regole sanitarie e ambientali sui prodotti in arrivo dagli Usa e regole più favorevoli sugli appalti. Trump, invece, dice 'America first' e se ne frega delle nostre clausole sanitarie e vuol dare posti di lavoro solo agli americani".

L'avversione di Trump per le organizzazioni che regolamentano i mercati è del resto nota. "Ed è quello che più lo avvicina al russo Putin un altro leader che non vuole imposizioni", aggiunge Gallo che poi spiega: "A rischio comunque non c'è solo il Ttip, che peraltro non è mai entrato in vigore, ma anche accordi già consolidati come il Nafta, che regola gli scambi con Canada e Messico, il Tpp, il partenariato trans Pacifico con Australia, Cile, Canada, Giappone, Nuova Zelanda e altri, e addirittura il Wto, l'accordo per il commercio globale".

Ma mentre ridiscutere l'adesione al Wto "cui peraltro aderisce anche la Russia, è più difficile -spiega Gallo- tutto fa presagire invece che molto probabilmente le condizioni con Canada e soprattutto Messico saranno rinegoziate".

Per l'Italia, comunque, e per il suo export verso gli Usa "per ora -dice Gallo- non ci sono da temere ripercussioni". "Se effetti ci saranno, non saranno a livello dei singoli Stati. Semmai la mancata entrata in vigore del Ttip penalizzerà alcune nostre aziende che vedranno ancora applicate alle loro esportazioni tariffe doganali altissime", rimarca.

Passata la campagna elettorale, ora gli slogan dovranno tramutarsi in azioni di governo. "Staremo a vedere se Trump farà davvero tutto quello che ha promesso finora. Molto dipenderà anche dalla squadra che lo affiancherà. Certo, rimane il paradosso di un uomo di destra arricchito grazie alla globalizzazione, contrario alla globalizzazione e al liberismo. Un conservatore lontano anni luce dai repubblicani americani alla Reagan", conclude Gallo.

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