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Al via 'Stati generali del lavoro', prima rete italiana tra operatori privati

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Roma, 22 nov. (Labitalia) - 'Stati generali del lavoro'. Questa la denominazione della federazione di scopo a cui punta il protocollo d'intesa siglato oggi a Roma da Assolavoro (Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro), Aiso (Associazione italiana società outplacement), Asfor (Associazione italiana per la formazione manageriale), Rete Lavoro (Associazione italiana delle Agenzie per il Lavoro che operano nell’intermediazione) e Assoformazione (Associazione delle società di formazione di diretta o indiretta emanazione delle agenzie per il lavoro associate ad Assolavoro accreditate presso Forma.Temp).

Gli 'Stati generali del lavoro' puntano ad essere la prima rete italiana di operatori privati del settore al servizio di lavoratori e imprese.

Sei i principali obiettivi della rete: rappresentare alle istituzioni e agli stakeholder politici ed economici gli interessi comuni delle parti e formulare le relative proposte; promuovere, presso questi soggetti, le condizioni più favorevoli per attuare l’attività imprenditoriale; predisporre indagini congiunturali, iniziative formative e seminariali nelle materie di interesse di tutte le parti. E ancora monitorare la normativa in itinere e in vigore, per valutarne l’impatto tecnico ed economico; promuovere un sistema di comunicazione integrato tra le parti per un’adeguata valorizzazione della filiera degli operatori privati.

"Gli Stati generali del lavoro nascono da una considerazione -spiega Agostino Di Maio, presidente di Assoformazione- nascono da una considerazione: e cioè di mettere in comune le migliori competenze e le migliori professionalità per cercare di soddisfare le richieste che arrivano dalle imprese e dalle persone in un'ottica sia di fornire una manodopera qualificata sia di prendere in carico le persone nelle cosiddette fasi di transizione".

"Le agenzie per il lavoro -continua Di Maio- hanno subito una metamorfosi in questi 20 anni trasformandosi da semplici provider di flessibilità per le imprese a soggetti capaci di prendere in carico le persone, di accompagnarle verso un nuovo lavoro".

"E quindi gli Stati generali -aggiunge- sono la traslazione di questa logica a un livello più ampio e quindi una filiera di operatori che operano in diversi segmenti del mercato lavoro e si mettono insieme anche per offrire al governo una rete a disposizione per le nuove politiche del lavoro".

Per Cetti Galante, presidente Aiso, "gli 'Stati generali del lavoro' sono molto utili perchè finalmente vengono riuniti in una unica confederazione tutti i soggetti che si occupano di lavoro e di analisi delle competenze. Di fatto oggi costruire 'rete' è la chiave: se ogni soggetto lavora in modo isolato non sarà possibile costruire una ripartenza del Paese".

"Gli 'Stati generali del lavoro' riunisce tutte le imprese private -spiega ancora Galanate- che in un qualche modo si occupano di lavoro e devono con una voce 'armonizzata' e più forte colloquiare con un sistema pubblico che sempre di più deve accogliere anche l'impresa privata".

Secondo Marco Gaione, presidente di Rete Lavoro gli 'Stati generali' sono "una tappa fondamentale per degli operatori come noi che da 15 anni operano su questi temi di fianco e a integrazione del sistema pubblico. Tutti i nostri operatori, tutte le nostre organizzazioni ogni giorno affrontano una sfida che è quella di conciliare il business con una funzione sociale. Io dico che quando mandiamo una persona a lavorare facciamo goal, vinciamo la partita quando alla fine dell'anno le nostre aziende sono in equilibrio".

"Siamo nati, il nostro nome lo dice -ribadisce- per fare 'rete'. Siamo contenti di poter consolidare la nostra presenza sul territorio con la firma di questo accordo e il rafforzamento di questa collaborazione crediamo che questo sia l'atto di responsabilità più forte che possiamo fare oggi per le generazioni di domani".

E secondo Vladimir Nanut, presidente di Asfor, "gli 'Stati generali del lavoro' consentiranno di avere un interlocutore unico anche per le istituzioni, in modo da poter veramente suggerire alle istituzioni stesse quali possono essere alcune scelte di policy, alcuni interventi sul mercato del lavoro che possono essere efficaci. Quindi io penso che questa sia una scelta saggia che potrà portare sicuramente ottimi risultati".

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