Cerca

Fisco, crollano le entrate

"4 miliardi di euro in meno"

Fisco, crollano le entrate
La crisi è pressante e si fa sentire in ogni settore. Persino in quello delle entrate fiscali. Nel periodo gennaio-febbraio 2009 sono state infatti accertate entrate tributarie erariali pari a 56.871 milioni di euro, ossia 4.001 milioni di euro in meno rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il che significa, in percentuale, -6,6%. Il dato è stato fornito dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia.In particolare nei primi due mesi del 2009 l'Ires, l'imposta sul reddito delle società presenta un gettito di 423 milioni di euro (-757 milioni di euro, pari a -64,2%): 156 milioni di euro (-15 milioni di euro, pari a -8,8%) relativi al saldo e 267 milioni di euro (-742 milioni di euro, pari a -73,5%) relativi all'acconto.
In forte calo anche le imposte indirette. L'Iva, la prima cartina di tornasole dell'andamento dell'economia, lascia sul terreno, rispetto al primo bimestre del 2008, 1.290 milioni di euro. Le entrate Iva di 11.973 milioni relative a gennaio-febbraio 2009 sono dunque il 9,7% inferiori rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente.«La flessione del gettito registrata nei primi due mesi dell'anno in corso - spiega in una nota il Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia - riflette la congiuntura economica; l'entità della riduzione è influenzata dal fatto che il confronto tendenziale mette in relazione l'attuale periodo di crisi economica, con riflessi negativi sul gettito, con il corrispondente periodo dell'anno precedente in cui non vi erano segnali di crisi. Nel 2008 il deterioramento dell'economia - si sottolinea - ha cominciato a manifestarsi nella seconda parte dell'anno e l'andamento del gettito ha mostrato i primi segni di flessione dopo il mese di luglio». L'imposta sul reddito, l'Ire (l'ex Irpef), nel primo bimestre del 2009 ha registrato entrate per oltre 30 miliardi di euro, in calo del 2,2% rispetto allo stesso periodo del 2008. Calo generale comunque per tutte le voci, dall'imposta di fabbricazione sugli oli minerali (-4,5%) all'imposta di consumo sul gas metano (-9,5%), dall'imposta di registro (-14,9%), a quella di bollo (-8,2%).

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

Commenti all'articolo

  • aldogam

    28 Aprile 2009 - 15:03

    Come volevasi dimostrare. I discorsi vari sull'aiuto alle PIM (oltre il 90% delle imprese italiane) sono ormai caduti nel dimenticatoio. Le banche, salvo rarissime eccezioni, ben si guardano dal concedere extra fidi, già va bene se non chiedono rientri. Tanto per capirci val la pena di riflettere su ciò che accade a Milano, attori Assolombarda, BPM e Confidi. Ebbene, se un'azienda, sana, richiede a Confidi una garanzia per ottenere un finanziamento, secondo quanto strombazzato da Assolombarda (lettera di Diana Bracco agli associati), si sente dire da Confidi che la richiesta sarà esaminata solo dopo la delibera positiva di BPM. L'azienda allora si rivolge a BPM e, senti senti, BPM prenderà in considerazione la richiesta solo dopo la delibera positiva di Confidi. Fantozzi docet. Penso che ogni commento sia ozioso. Oggi i pagamenti puntuali sono diventati un optional quasi introvabile, il perverso effetto domino si è scatenato. A non paga B che non paga C... Le PIM, che non hanno più soldi neppure per pagare puntualmente stipendi e salari, figuriamoci se ne hanno per versare contributi e imposte varie. Il peggio però deve ancora arrivare, se le banche non vengono 'costrette' ad intervenire, a breve inizierà la coda per portare i libri in tribunale e richiedere concordati parafallimentari, non per totale mancanza di lavoro, ma per mancanza di liquidità. Parimenti, di conseguenza le richieste di sussidi di disoccupazione saliranno alle stelle e, allora si crolleranno i consumi. A quel punto tutti i conti del buon Tremonti andranno definitivamente a pallino, altro che ripresa... suicidio!

    Report

    Rispondi

  • ghorio

    25 Aprile 2009 - 15:03

    Una volta i giornali alle vicende economiche dedicavano una sola paginetta, non c'era l'enfasi della borsa con i listini delle società quotate, e sicuramente le notizie sui vari andamenti non trovavano l'attuale risalto. La conseguenza di adesso è che la gente è disorientata e capisce sempre meno. E' evidente che in presenza della congiuntiura economica le entrate fiscale ne risentano, ma ci troviamo poi articoli e commenti che creano allarmismi nuovi. In realtà non è cambiato niente: la situazione economica continua ad essere difficile e bisogna che il governo in carica si decida, al di là delle vicende del terremoto che hanno complicato tutto, ad adottare provvedimenti che interessino il rilancio di tutti i settori dell'econmia e abbiano come contropartita retribuzioni adeguate per lavorartori e pensionati, in modo che aumentino di conseguenza i consumi. C' è da sperare che gli econmisti, categoria riscoperta anche se le loro analisi hanno previsto poco di tutta la situazione che si è creata, mettano in campo ricette credibili per avviare una fase nuova per il nostro futuro. Il mistro Tremonti annuncia che abiamo avuto un'apocalisse, adesso siamo in quaresima, ma il digiuno deve poi essere superato con provvedimenti più adeguati, perchè di atti concreti, al di là di prvvedimenti per gli ammortizzatori sociali, si sono visti pochi e lo afferma uno che non simpatizza per la sinistra. Giovanni Attinà

    Report

    Rispondi

blog