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Bollettini postali troppo cari

L'Antitrust apre un'istruttoria

Bollettini postali troppo cari
"Possibile abuso di posizione dominante". In seguito alla denuncia inviata da una associazione di consumatori per l'aumento di 10 centesimi, dal primo ottobre 2008, della commissione per i bollettini postali l'Antitrust ha avviato una istruttoria per verificare se Poste italiane abusi effettivamente della propria posizione dominante nel settore dei servizi di incasso e pagamento, «escludendo lo sviluppo di modalità alternative e applicando condizioni contrattuali eccessivamente gravose per gli utenti». È quanto scritto in una nota della stessa Authority. Secondo l'Autorità Antitrust Poste Italiane ha una posizione dominante nel mercato dei servizi di pagamento per la quale è "in grado di applicare condizioni contrattuali ingiustificatamente gravose agli utenti postali che devono pagare i bollettini postali, scaricando su di loro commissioni relative a servizi resi ai beneficiari dei pagamenti quali la rendicontazione". Un esempio: sui bollettini postali prestampati non viene indicato il codice Iban del beneficiario che consentirebbe di effettuare il pagamento anche tramite banca, e che così in pratica le uniche forme alternative di pagamento sono "riconducibili al conto BancoPosta (online o con carta di credito), quindi alla propria rete, e non alla rete interbancaria" usufruendo "di condizioni meno onerose". Sotto accusa i costi delle commissioni per il "bollettino postale", un "prodotto esclusivo di Poste Italiane", la forma di pagamento più usata dagli italiani per servizi che vanno dalle bollette delle utenze alle multe, con una media mensile di poco meno di 47 milioni di pagamenti nel 2008 e poco meno di 563 milioni nell'intero anno. Molto più di strumenti alternativi come i "Mav" postali (37,5 milioni di operazioni nel 2007) ed i bollettini bancari "Freccia" (2,5 milioni nel 2007. Quando il totale dei bollettini postali era stato di oltre 600 milioni con una media mensile oltre i 50 milioni). Poste ha una "quota di circa il 90% del mercato". È quanto emerge dal provvedimento dell'Antitrust.
L'istruttoria contro Poste è stata aperta lo scorso 23 aprile e verrà chiusa entro fine aprile 2010.


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