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Crisi Chrysler, c'è l'accordo

creditori-tesoro. A Fiat il 35%

Crisi Chrysler, c'è l'accordo
C'è l'accordo tra i creditori Chrysler con il tesoro Usa. Secondo il Washington Post l''accordo sarebbe stato raggiunto lunedì notte e «potrebbe prevenire la bancarotta per la casa automobilistica». I creditori - riporta il WP - si sarebbero accordati per svalutare il debito a 2 miliardi di dollari. L'accordo segue l'intesa raggiunta da Chrysler con il sindacato United Auto Worker (Uaw) per ridurre il costo del lavoro.
Se andrà in porto l'intesa tra Fiat e Chrysler, il gruppo guidato da Sergio Marchionne avrà «alla fine» il 35% della casa di Detroit e il sindacato americano Uaw il 55%, mentre il 10% andrà allo Stato e ai creditori. Lo afferma il Wall Street Journal, che precisa che attualmente l'accordo è sottoposto al voto dei membri del sindacato Uaw, che hanno tempo fino a domani per respingerlo o accettarlo in vista della scadenza del 30 aprile fissata dall'Amministrazione Obama. Chrysler, aggiunge The Journal, stima che l'investimento di Fiat nell'ambito dell'accordo con il gruppo Usa sarà pari a 8 miliardi e che consentirà la creazione di 4mila nuovi posti. L'intesa con Uaw e con i creditori è una condizione «sine qua non» perchè vada a buon fine l'accordo con Fiat.
Secondo il quotidiano americano l'intesa prevede una sospensione degli adeguamenti salariali all'inflazione e che le ore di lavoro supplementari non siano più a partire da 40 ore settimanali. Saranno inoltre cancellati i giorni festivi di Pasqua nel 2010 e nel 2011. Il sindacato dovrà assumersi gli oneri sanitari dei dipendenti Chrysler in pensione tramite un fondo, chiamato Veba, dotato di 4,6 miliardi di dollari. Il costruttore verserà in questo fondo 300 milioni nel 2010 e nel 2011 e i versamenti potranno salire a 823 milioni tra il 2019 e il 2023. Domenica scorsa, aggiunge il quotidiano, è stato anche raggiunto un accordo con i sindacati canadesi di Chrysler, che permette di risparmiare costi per 240 milioni all'anno. Deve invece essere ancora trovata un'intesa con i creditori, ai quali la casa di Detroit deve circa 6,9 miliardi. L'Amministrazione Usa ha proposto loro la restituzione del 22% di quanto dovuto in cambio del 5% della 'nuovà Chrysler

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Commenti all'articolo

  • Larizza

    29 Aprile 2009 - 11:11

    Se si arriva ad un accordo, mi sembra che come imprenditore Italiano che vive all'estero,e' un riconoscimento delle capacita' imprenditoriali degli ITALIANI e ci rende ancora di piu' orgogliosi di essere ITALIANI.

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