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Non alzate l'Iva

Anche Bonanni sta con "Libero":
"Così Monti spacca l'Italia"

Il leader Cisl: "Aumentare l’imposta porterebbe più licenziamenti e meno entrate fiscali"

E Bonanni spiega: "Un'alternativa c'è, in cambio il premier abbassi l'Irpef"
Raffele Bonanni

«Se abbassi i consumi riduci le produzioni, e se le aziende producono di meno saranno costrette a tagliare anche il personale, ma il calo dell’occupazione comporta pure minori entrate fiscali per lo Stato. Ecco il governo non capisce che l’Italia deve uscire da questo circolo vizioso altrimenti la condizione degli italiani non potrà che peggiorare». La lezione di economia ai professori la fa Raffaele Bonanni. Il rapporto del numero uno della Cisl con l’esecutivo dei tecnici è ai minimi storici, basta vedere la manifestazione dello scorso sabato, e all’orizzonte, tra proposte di  tagli agli statali e promesse di aumento dell’Iva, non si scorgono miglioramenti.

Segretario, secondo la sua teoria il possibile aumento dell’Iva ad ottobre sarebbe esiziale…

«Accetterei il rialzo dell’Imposta sul valore aggiunto alla sola condizione che comporti un’equivalente riduzione dell’Irpef.  L’Italia è l’unico paese al mondo che carica la maggior parte del fisco su lavoratori e pensionati e spostare il peso sulla tassazione indiretta servirebbe a colpire gli evasori e a rigalvanizzare i consumi. È anche una questione di giustizia sociale: solo chi non ha soldi ha cambiato abitudini di vita, chi ce li ha vive esattamente allo stesso modo di prima». 

Con tutto il rispetto, mi sembra un’ipotesi irrealizzabile. La invito a spulciare tutte le dichiarazioni di Monti per trovare un’apertura alla riduzione dell’Irpef. Non ce ne sono…

«Ho avuto modo di dire al premier che il doppio salasso, più Iva e Irpef invariata, rappresenterebbe una tenaglia rovente pronta a spaccare il sistema Paese. Farebbe saltare completamente il banco. Perché l’alta tassazione che ci ritroviamo è la prima causa della recessione». 

Lo dice anche «Libero» che sta facendo una campagna su questo tema. L’unico modo per evitare due punti di Iva in più è tagliare la spesa pubblica e pare che l’esecutivo voglia sforbiciare gli statali…

«Ci risiamo con i tagli lineari e le politiche recessive. Si parla di mandare in cassa integrazione una fetta dei dipendenti del pubblico impiego. Ma lo capiscono che in questo modo non si fa altro che deprimere i consumi e produrre ulteriori costi per lo Stato?». 

Allora dove si può tagliare la spesa?

«La prendo da lontano. In Italia davanti a un’azienda manifatturiera che va in difficoltà si fa fatica a trovare un imprenditore disposto a intervenire. Se invece si tratta di entrare nei business del gas, dei telefoni e delle autostrade allora c’è la fila».

Cosa vuol dire?

«Che si tratta di servizi che operano in un regime di monopolio nascosto sui quali intervenire. Vede, i mercati non sono ciechi. A loro non basta il simbolo dell’articolo 18, gli operatori valutano le misure prese dal governo e sono consapevoli delle reali incrostazioni del Paese: il problema delle municipalizzate è sotto gli occhi di tutti, così come la ridondanza dei comuni e gli sprechi delle Regioni».  

Può bastare?

«Se non bastasse ci sono 500 e 600 miliardi di patrimonio pubblico da aggredire».

Con Monti ha mai parlato di questo?

«Gli abbiamo chiesto un incontro e spero che si degni di risponderci, altrimenti saremo costretti a fare altre proteste».

Non la sento molto fiducioso…

«Guardi, c’è una cosa che mi è rimasta impressa e riguarda la Fornero. Usando una metafora il ministro ha detto che “non si può certo chiedere ai parenti il consenso per tagliare la gamba malata dei parenti”. Bah, secondo me abbiamo perso il lume della ragione. Come a dire che il dottore ha un mandato divino ed è quindi giusto che vada avanti per la sua strada senza consultare nessuno».

Intervista di Tobia De Stefano

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Commenti all'articolo

  • AG485151

    26 Giugno 2012 - 18:06

    DOVE SEI STATO FINO AD ORA ? GRAZIE A TUTTI I SINDACATI CHE CI TUTELANO , DI CUI SIAMO STRAPIENI , abbiamo gli stipendi e le pensioni più basse e le tasse più alte. Come mai non minacci , per esempio , un bello sciopero generale nazionale se il governo non azzera i finanziamenti pubblici e riduce le tasse di pari importo ? Invece mi ricordo che quando Berlusca ridusse , di poco , le tasse , il giorno dopo siete scesi in piazza. E hai ancora il coraggio di parlare ? Sei anche tu della casta mantenuta dai lavoratori e dai finanziamenti pubblici.

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  • imahfu

    26 Giugno 2012 - 14:02

    Poiché il lusso non é sostituibile con altro lusso estero.Si parla genericamente senza scendere mai nella realtà dei problemi. Questa storia assomiglia all'imposta su donazioni e successioni. Era esente oltre il mezzo miliardo di lire ma Lunardi e Berlusconi non entravano in questa categoria ma in quella superiore. Allora fu abolita. Confalonieri , vecchiaia docet, disse che l'azienda (quella di Silvio) aveva risparmiato 4.000 miliardi di lire. Già, ma noi ce li siamo trovati in meno e li abbiamo pagati.

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  • encol

    26 Giugno 2012 - 09:09

    Dai mille e mille rivoli degli sprechi possiamo avere ciò che serve nel breve periodo. Dalle urgentissime riforme di giustizia e sanità il restante per il medio periodo- E' inammissibile che ASL e Ospedali siano gestiti da politici che, alla luce dei fatti, sono classificati TRUFFATORI da galera. L'esempio di un raccomandato di ferro laureato al minimo della sufficienza, senza alcuna specializzazione e qualche anno di fuoricorso, assunto in fretta e furia. Questo individuo sarà probabilmente al centro di episodi definiti malasanità ma in vero omicidi colposi, e certamente pronto per corrompere ed essere corrotto. QUESTO IL RISULTATO DEL DIRE E NON FARE-

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  • fatti neri

    24 Giugno 2012 - 22:10

    e comprati uno specchio...stavi al governo prima e appoggi monti ora....siete voi sindacati ad aver fiviso gli italiani dandola a grillo per protesta. incapaci di fare null'altro che attaccare berlusconi: dopo di LUI il vuoto, compreso l'ex magistrato che avrà finito le bandierine viola...è sparito dalla scena!

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