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Altro che Salva-Italia

La super-Iva di Monti
ci costerà 100mila posti

I dati di Centromarca: colpita l'intera filiera dei beni di consumo. Ventimila posti in fumo solo nell'agroalimentare

Se alla fine il governo decidesse di alzare l’Iva e abbattere la scure sui consumi c’è il rischio concreto che a regime si possano perdere centomila posti di lavoro. Ventimila solo nel comparto dell’alimentare.  Aprendo l’assemblea di Centromarca, sul tema “Misure del Governo Monti, impatto sul comparto dei beni di consumo, implicazioni per i rapporti industria-distribuzione”, il presidente Luigi Bordoni ha toccato ieri  un argomento che coinvolge  l’intera filiera dei beni di consumo. Secondo le stime elaborate dalla società indipendente Ref, il passaggio dal 10% al 12% e dal 21% al 23% delle aliquote Iva, previsto nel decreto “Salva Italia”, determinerebbe un aumento medio dell’1,2% dei prezzi dei prodotti alimentari e dell’1,8% del non alimentare, accompagnato da una flessione dei consumi rispettivamente dello 0,6% e dello 0,9%. Vale a dire Pil (-0,5%) e occupazione (-0,4%).

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