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I consigli di Libero

Investire in Borsa contro la crisi:
chi comprare in Italia e all'estero

Azioni da tenere d'occhio: Eni garantisce la cedola e una buona crescita, Alerion è di prospettiva. Per diversificare? Etf e fondi

Investire in Borsa contro la crisi:
chi comprare in Italia e all'estero

di Tobia De Stefano

Acquistiamo troppo a Piazza Affari? In un mercato globalizzato sarebbe bene investire una parte del proprio portafoglio in società straniere dell’area euro dai solidi fondamentali. L’Oreal e Nokia per esempio. Restando in Italia, Eni dà garanzie su cedola e possibilità di crescita, mentre Stm (non legata più solo ai chip per telefonini) e Alerion (energie rinnovabili) hanno buone prospettive. Non si vive di sole azioni però. E visto che la parola d’ordine del buon investitore è diversificare, gli esperti contattati da Libero hanno risposto (risparmi@liberoquotidiano.it) a molti quesiti che riguardano Etf (dei replicanti a gestione passiva dei maggiori indici), obbligazioni bancarie e fondi comuni di investimento. Oggi abbiamo sentito Angelo Drusiani, esperto obbligazionario di Banca Albertini Syz [AD], Marco Caprotti Senior Editor & Analyst di Morningstar Italy [MC] e Buddy Fox, al secolo Giacomo Damian, fra i trader più quotati in Italia [BF].

Di seguito, alcune domande e risposte 
pubblicate su Libero domenica 12 agosto


Ho azioni Enel acquistate in gennaio 2010 al costo di euro 4,080 ciascuna. Cosa devo fare per riparare questo danno?
"Prima cosa, evitare di comprarne altre. In questi giorni si discute e si abusa della parola debito, il mercato è molto sensibile a questo elemento, e di debito Enel ne ha fin troppo. Sicuramente dà un dividendo allettante, ma per quanto ancora potrà farlo e visto la costante discesa del titolo, prendere una buona cedola e perderci sul capitale non mi sembra una scelta vincente. Un titolo come Eni abbina cedola e buona crescita, oppure Ima un titolo sconosciuto ai più ma che riesce a regalare un andamento costante e quindi tranquillizzante per l’azionista e in aggiunta una succosa cedola. Evitare, per ora, chi ha troppo debito in pancia, il mal di pancia potrebbe crearlo a noi". [BF]

Vorrei sapere un vostro giudizio sulla Borsa di Milano. È arrivato il momento di acquistare approfittando dei cali degli ultimi mesi? O è meglio guardare all’estero?
"L’italiano ha la cattiva abitudine di recintarsi a Piazza Affari e non cercare titoli all’estero. L’Unione Europea non ha solo portato delusioni, ma anche benefici, non c'è più il rischio cambio, rischio che è invece presente investendo a Wall Street, la Borsa meglio impostata, ma con un dollaro in fase delicata. A Parigi ad esempio c'è un titolo che mi piace molto: L'Oreal, un’azienda che è pronta a lanciare nuovi prodotti, 100 euro ad azione fanno paura? Ne riparliamo quando varrà di più. Nokia a 2 euro, nonostante le difficoltà è uno di quei pochi regali che il mercato è disposto a fare, però bisogna riconoscerli. Restando in Italia, Stm è finalmente matura, emancipata da morbosi legami con i chip per telefonini, ora finalmente ha una vastità di prodotti da proporre. E, cosa da tener ben presente, è ai minimi. Alerion è un buon titolo, energie rinnovabili, uno dei settori del futuro e soprattutto è svincolata dalle restrizioni italiane perchè diversifica all’estero. E poi un mio pallino Chl, grande delusione dell'e-commerce, ora camaleonticamente sta rivoluzionando il proprio business, basta computer, ma parafarmacia con servizi speciali. Per ora non la guarda quasi nessuno, ma appena il mercato se ne accorge...". [BF]

Sono una giovane impiegata che vorrebbe investire una cifra modesta (circa 15 mila euro) in posta. Sono orientata verso buoni fruttiferi. Mi può indicare quali sono i vantaggi e quali gli svantaggi? Preferibili se indicizzati all’inflazione? (Erica)
"Non vi sono particolari svantaggi, scegliendo buoni postali, se l’obiettivo dell’investimento è una redditività di medio periodo. Investire in strumenti indicizzati all’inflazione, ora, non porterà a favorevoli ritorni in termini di reddito, se non fra molti anni (a causa della negativa fase economica). Al tempo stesso, non si può escludere che, nell’arco di un decennio, consumi e produzione possano ridare slancio alla crescita della ricchezza e, indirettamente, dell'inflazione".  [AD]

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