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Nelle pieghe della legge

Ecco come pagare meno tasse sulla casa

Tutte le detrazioni per ristrutturazioni, risparmi energetici, box auto, vendite e affitti: si possono risparmiare migliaia di euro all'anno

Con l'aiuto dei commercialisti dello studio Pirola Pennuto e Associati, Libero ha dato un'occhiata al decreto in questione e ha elencato tutte le agevolazioni fiscali sulla casa che vi si possono trovare e non sono poche
Ecco come pagare meno tasse sulla casa

Da anni gli economisti continuano a ripeterci che in Italia il peso del fisco è squilibrato, pesa troppo sul lavoro e troppo poco sulle rendite. Da quando Mario Monti è al governo, il Paese ha scoperto nuove tasse come l'Imu (un vero e proprio salasso se confrontato con la vecchia Ici), i nuovi estimi catastali e l'eliminazionedi di alcune agevolazioni immobiliari. Ma i professori, purtroppo, si sono dimenticati di mettere in pratica la seconda parte della lezione e non hanno abbassato l'imposizione sul lavoro e oggi, gli italiani si trovano con una tassazione ben più invasiva della precedente e con il bene per eccellenza, la casa, che all'improvviso scopre un balzello dietro ogni mattone. Quando i tecnici di Monti si sono resi conto di aver esagerato hanno pensato bene di risolvere la questione piazzando una pezza. Una pezza abbastanza grossa composta da 70 articoli che ha preso il nome di Decreto per la Crescita. 

Con l'aiuto dei commercialisti dello studio Pirola Pennuto e Associati, Libero ha dato un'occhiata al decreto in questione e ha elencato tutte le agevolazioni fiscali sulla casa che vi si possono trovare e non sono poche. Vediamole tutte. Il primo crande capitolo riguarda la modifica alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione ed effcientamento energetico. Cosa vuol dire esattamente?

Ristrutturazioni - Basta documentare le spese sostenute a tal fine dal 26 luglio 2012 al 30 giugno 2013 per avere una detrazione dall'imposta del 50% (un tempo era del 36%) fino a un massimo di 96mila euro (prima il limite era di 48mila) per ogni unità abitativa. La sfilza inizia con gli interventi di manutenzione ordinaria, straordinaria, restauro, risanamento conservativo ristrutturazione edilizia effettuati sulle parti comuni di un condominio e sulle singole unità abitative. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria, ci sono le attività più comuni: sostituzione pavimenti, serramenti, infissi o la tinteggiatura delle pareti. Dietro a quella straordinaria invece troviamo l'installazione di ascensori e scale di sicurezza, il rifacimento di scale ordinarie e rampe, la recinzione di un'area privata e il miglioramento dei servizi igienici. Restauro e risanamento conservativo riguardano l'adeguamento dei solai, le aperture di nuove finestre e la sostituzione dei solai. Unica nota stonata è la ristrutturazione edilizia, ovvero le opere che portano i fabbricati ad assumere una forma diversa da quella esistente. Qui l'amministrazione è stata parecchio restia e ha azzerando le detrazioni (ogni riferimento al "Piano Casa", che ammette l'aumento delle volumetrie, è puramente voluto). Una delle novità più interessanti riguarda senza dubbio il posto auto: la possibilità di agevolare l'acquisto di box o posti auto pertinenziali. Si tratta di un garage già esistente? Poco importa, perchè la parola chiave è "pertinenziale" all'unità abitativa. Se c'è la pertinenza, c'è anche la detrazione che vale però sul costo sostenuto per la realizzazione (come attestato dal venditore) e non sul prezzo di acquisto. Esempio: se ho casa e domani compro un box per 50mila euro destinandolo a pertinenza dell'abitazione ho diritto ad accedere all'agevolazione. Chi mi vende l'immobile dovrà attestarmi il valore di costruzione e se non è in grado di farlo potrà rivolgersi all'impresa che l'ha costruito oppure chiamare un architetto o un ingegnere che, con un'apposita perizia, mi certificherà che il costo di costruzione è, per esempio, di 30mila euro. Su quella cifra io potrò detrarre il 50% (quindi 15mila euro) in dieci anni. Alla fine mi porto a casa 1.500 euro all'anno, una cifra da non trascurare. 

Risparmio energetico - Per quanto riguarda le agevolazioni relative al cosiddetto risparmio energetico c'è una seconda opzione non comulabile. E quindi, o si sceglie la detrazione del 50% fino a un massimo di 96mila euro oppure quella relativa al 55% degli importi corrisposti per le spese sostenute fino al 30 giugno 2013. Il lettore si starà chiedendo: perché scegliere quella del 50% quando posso usufruire di quella del 55%? Semplice. Innanzitutto questo secondo capitolo richiede una documentazione ben più ampia di quello precedente. Secondo, perché per alcuni interventi sono previsti dei tetti di spesa più bassi. Ad esempio, per l'installazione di pannelli solari (per la produzione di acqua calda ad uso sanitario domestico o industriale) il tetto è di 60mila euro, mentre per la sostituzionedi impianti di climatizzazione invernale non si superano i 30mila. Esempio: se decido di cambiare la mia vecchia caldaia (ma è più probabile che l'acquisto venga fatto a livello condominiale) con una ecologicamente più avanzata (per una casa da 70-80 metri quadri non si spendono meno di 2.500 euro) allora potrò detrarre il 55% della spesa nei dieci anni a venire. 

Gli "immobili merce" - Tra i tecnici del governo e l'associazione dei commercialisti si è aperta una vera e propria disputa sulle agevolazioni per i cosiddetti "immobili merce" delle imprese di costruzione. Cosa sono gli immobili merce? Sono quelli non strumentali, in poche parole non è un immobile merce quello costruito dall'impresa per stabilirvi una sua sede, ma quelli  che possono essere considerati come cespiti delle merci di magazzino e che quindi vanno venduti. Bene, per lo Stato non sono agevolabili, mentre per i professionisti sì. E finiamo con le avvertenze: cosa serve per ottenere la certificazione? Uno: l'attestazione di un tecnico abilitato che in alcuni casi può essere sostituita dalla ceritficazione dei produttori. Due: l'atto di efficienza energetica dell'edificio in cui sono stati effettuati i lavori. Tre: la scheda informativa degli interventi realizzati. Quattro: il pagamento. Che deve essere effettuato con un bonifico bancario e postale. Cinque: la conservazione dei documenti per un periodo almeno pari a quello in cui si usufrisce dell'agevolazione. Sei: l'invio all'Enea della documentazione attestante l'intervento.

Terzo capitolo: nuovo fisco per vendite e affitti - Ultimo capitolo riguarda la modifica del trattamento fiscale per le vendite e le locazioni di immobili nuovi. Prima della modifica, la norma prevedeva che le imprese che non riuscivano a vendere o affittare gli immobili residenziali nei ciqnue anni successivi alla fine dei lavori dovevano applicare l'onerosa imposta di registro al posto dell'Iva. Oggi, il limite temporale è stato eliminato e le imprese di costruzione possono continuare ad applicare l'Iva per gli immobili venduti e locali oltre il quinquennio. Morale della favola: non sono più penalizzate.

 

 

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Commenti all'articolo

  • fatti neri

    11 Settembre 2012 - 08:08

    mi associo a lei e aggiungo che questo male è il nocciolo principale da eliminare affinchè emerga in tutto il sistema fiscale la reale transazione di denaro in qualunque campo: perchè solo datrazione a non un credito per chi non ha l'imponibile da detrarre? almeno che si usi il credito per qualunque tassa corrente italica-regionale-comunale no?...tanto abbiamo l'imbarazzo della scelta. cordiali saluti da fatti neri

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  • elioselios

    22 Agosto 2012 - 18:06

    Il bello è poi, che le famose detrazioni le fai, se hai delle tasse da pagare. Figuratevi uno che ha la fortuna di possedere una vecchia casa e prende 629 euro al mese di pensione. Come può pensare di ristrutturare. Quindi lo fanno solo chi ha dei redditi alti. Insomma alla fine agli onesti poveracci non li aiuta proprio nessuno.

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  • firmatodiaz

    21 Agosto 2012 - 22:10

    Vedi oggetto: che paese di cacca! Per forza non avete combinato un cazzo nell'ultimo ventennio, con delle teste cosi'...

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  • guido.blarzino

    21 Agosto 2012 - 19:07

    Il fatto è che abbiamo subìto l'aumento delle tasse pagate e/o da pagare sulla casa e non. Ora, con i soldi che non abbiamo, se spendiamo ancora soldi in 10 anni possiamo risparmiare qualcosa. Intanto il debito pubblico aumenta perchè non c'è stato alcun taglio della spesa e avremo ancora nuove tasse. Chi garantisce il contrario ?

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