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Fiat-Opel, Berlino ora apre

Il Lingotto vola in Borsa: + 8%

Fiat-Opel, Berlino ora apre

Missione Opel. Dopo l’affare Chrysler l’ad di Fiat Sergio Marchionne si trova ora a Berlino per cercare di realizzare un nuovo matrimonio: quello appunto con la Opel. Che, spera il numero uno del Lingotto, possa avvenire entro fine maggio. “Dal punto di vista industriale e ingegneristico, è un matrimonio perfetto”, ha sottolineato Marchionne, in un'intervista al Financial Times. L’amministratore delegato della casa automobilistica torinese si augura - scrive il quotidiano - di “completare l'operazione entro la fine di maggio e quotare le azioni della nuova società, provvisoriamente chiamata Fiat/Opel, entro la fine dell'estate”. Il piano presentato da Marchionne è piaciuto al governo tedesco, che "accoglie favorevolmente ogni possibile" investitore interessato alla Opel, "senza decisioni predefinite". Lo ha detto Ulrich Wilhelm, portavoce della cancelliera Angela Merkel. Analoga la posizione spressa dal ministro dell'Economia, zu Guttenberg, "molto aperto a qualsiasi potenziale investitore" e alla ricerca di una strategia di lungo termine per Opel. Secondo quanto riferito dal ministro,  Fiat vuole comprare Opel senza indebitamento: "Il piano presentato - ha concluso Guttenberg - è interessante". Un avvertimento preciso è stato avanzato dal ministro degli Esteri e vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier: "Tutti gli impianti Opel in Germania devono essere mantenuti e chi punta ad acquistare l'azienda deve anche specificare il luogo della sede della nuova società". Per il ministro degli Esteri, inoltre, il nuovo proprietario di Opel dovrà anche assicurare il futuro dei fornitori di componenti della società, riferisce l'agenzia Bloomberg.

Missione Opel - Marchionne stamattina si è recato nella capitale tedesca per presentare “il piano per trasformare il panorama automobilistico globale attraverso - prosegue il Financial Times - lo spin off di Fiat Group Automobiles, e la sua unione cpn Chrysler e General Motors Europe”. La nuova società avrebbe un fatturato di circa 80 miliardi di euro e vendite per 6-7 milioni di auto all'anno, divenendo così la seconda casa automobilistica al mondo dopo Toyota.
Ma se l’operazione Chrysler è stata agevolata anche dall’aperta ‘sponsorizzazione’ del presidente degli Stati Uniti Barack Obama quella con Opel, dicono gli addetti ai lavori, sarà più complicata. E mentre il governo tedesco sta definendo le condizioni di vendita per i potenziali acquirenti di Opel, sindacati e dipendenti sembrano più ostili verso il gruppo italiano che, dicono, per diventare partner di maggioranza della società simbolo dell'industria automobilistica tedesca, ha preparato un'offerta inferiore a 750 milioni di euro, e "vuole mettere al sicuro la rischiosa acquisizione della Chrysler con i miliardi dei contribuenti tedeschi". "L'amara esperienza dimostra che queste due società non contribuiscono niente l'una all'altra", ha detto al quotidiano Tagesspiegel il responsabile del potente sindacato Ig Metall di Francoforte e membro del consiglio di sorveglianza di Opel, Armin Schild. A insidiare la Fiat c'é però Magna, il gruppo austro- canadese che il 28 aprile scorso ha incontrato zu Guttemberg presentandogli quella che il ministro ha definito una "prima interessate bozza di piano". E che, secondo indiscrezioni di stampa, assieme al costruttore russo Gaz e alla banca russa Sberbank, sarebbe disposto a investire nell'operazione Opel cinque miliardi di euro.

“Adesso dobbiamo concentrarci sulla Opel: sono loro i nostri partner ideali”, aveva detto Marchionne solo due giorni fa. Opel "sarebbe per noi una straordinaria opportunità, sarebbero i nostri partner ideali, nascerebbe un gruppo molto forte", ha ribadito Montezemolo in un'intervista al Corriere della Sera.
In pratica,se le nozze andassero in porto, si verrebbe a creare una società in cui confluiscono da un lato Fiat, Lancia, Alfa Romeo, Fiat Professional, Abarth e, ora, anche Chrysler e dall'altro Opel (la quota General Motors Europe comprende infatti solo la casa tedesca). Intanto,. I ministri dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg, e il titolare degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier - scrive la stampa tedesca - dicendosi equidistanti dai vari candidati alle nozze con Opel, avrebbero fissato una serie di paletti, primo fra tutti quello relativo alla sopravvivenza nel lungo periodo degli stabilimenti Opel in Europa. Affermando che "il governo federale si accinge ai colloqui in maniera del tutto aperta: decisivo è che le imprese si accordino", Zu Guttenberg ha anche detto che lo Stato non vuole acquistare azioni Opel.

Il Lingotto vola in BorsaVola Fiat in Piazza Affari. Nella giornata dell'avvio ufficiale delle trattative su Opel il titolo della casa torinese ha chiuso una seduta di forti acquisti in rialzo dell'8,05% a 8,12 euro, riagguantando la soglia degli 8 euro che non vedeva dallo scorso ottobre. Boom di scambi: sono passate di mano oltre 80 milioni di azioni, pari al 7,3% del capitale, contro i circa 63 milioni della media giornaliera dell'ultimo mese di contrattazioni.

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Commenti all'articolo

  • atripalda

    04 Maggio 2009 - 19:07

    Mentre Marchionne presenta progetti-Paese trattando direttamente con i governi in USA (con successo) e in Germania (mica il Suriname con rispetto parlando), Berlusconi si trastulla a Casoria. Naturalmente la stampa, ligia all'aureo assioma "i fatti separati dalle pugnette", per adesso si occupa diffusamente delle seconde. Che ne dice, direttore? Paolo, AV

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