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Fiat, la Germania apre su Opel

I sindacati: tagliati 10mila posti

Fiat, la Germania apre su Opel

La Fiat rilancia su Opel e la Borsa vola. E strizza pure l'occhio a Gm America Latina. Il titolo del Lingotto a Piazza Affari era a +8% in chiusura (scambiato oltre il 7% del capitale). «La Fiat stima di aver bisogno circa di 5-7 miliardi di euro di prestiti-ponte» per concludere l'affare Gm Europa, proprietaria dei marchi Opel e Saab, ha detto il ministro tedesco dell'Economia, Karl-Theodor zu Guttenberg al termine del suo incontro con l'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne. E il governo tedesco «accoglie favorevolmente ogni possibile» investitore interessato alla Opel, «senza decisioni predefinite». Lo ha detto Ulrich Wilhelm, portavoce della cancelliera Angela Merkel. Secondo il ministro Guttemberg, Marchionne ha assicurato che le perdite di posti di lavoro alla Opel non saranno drammatiche, ma senza quantificare gli esuberi necessari.

Guttenberg, si è detto a detto «molto aperto a qualsiasi potenziale investitore» e di essere alla ricerca di una strategia di lungo termine per Opel, anche se non si attendono decisioni imminenti. Il ministro - in un incontro con i giornalisti - ha poi riferito che Marchionne ha detto che Fiat vuole comprare Opel senza indebitamento. «Il piano presentato - ha concluso Guttenberg - è interessante». Un avvertimento preciso è stato avanzato dal ministro degli Esteri e vice cancelliere, Frank-Walter Steinmeier: «Tutti gli impianti Opel in Germania devono essere mantenuti e chi punta ad acquistare l'azienda deve anche specificare il luogo della sede della nuova società». Per il ministro degli Esteri, inoltre, il nuovo proprietario di Opel dovrà anche assicurare il futuro dei fornitori di componenti della società, riferisce l'agenzia Bloomberg.

I sindacati frenano - L'acquisizione di Opel da parte del gruppo Fiat non è convincente per i sindacati dello stabilimento automobilistico tedesco. Il loro leader, Klaus Franz, che è anche membro del supervisory board dell'azienda, ha spiegato che i dubbi sono «sul fronte finanziamento» e sul fatto che il piano del Lingotto «prevede tagli al personale per 9.000/10.000 persone in Europa». Franz ha spiegato che l'amministratore delegato di Fiat, Sergio Marchionne, diversamente da quello che ha detto in pubblico, gli ha riferito che l'impianto Opel che produce motori di Kaiserslautern dovrà essere chiuso, così come altri siti in Italia e Gran Bretagna. «Non vogliamo chiudere nemmeno una delle fabbriche in Germania - aveva invece spiegato Marchionne in un intervista alla Bild -: ho bisogno di questi impianti per fabbricare un numero sufficiente di automobili nel futuro. Ma, naturalmente, dovremo ridurre il personale. Questo non può evitarlo nessuno».
Gm America Latina - E oggi il delegato del Gruppo Fiat, Sergio Marchionne, è già negli Stati Uniti. Rientrato alle 20.30 a Torino, ieri sera Marchionne si è concesso una breve pausa e successivamente è tornato all'aeroporto di Caselle da dove è decollato con un volo privato per l'ennesimo viaggio oltreoceano. Tre le tappe previste negli Stati Uniti: New York, Washington e Detroit. Al centro del viaggio colloqui con il Tesoro americano e con il management della Chrysler. La Fiat infatti è "interessata" anche alle attività di General Motors in America Latina, e "sono in corso dei colloqui" al riguardo.

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