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La manovra di Monti

Più Iva meno Ipref, ecco le nuove tasse
Confindustria: nulla di incisivo

Confermata la retroattività dal 2012 delle detrazioni, salve le pensioni di invalidità
Più Iva meno Ipref, ecco le nuove tasse 
Confindustria: nulla di incisivo

 

di Sandro Iacometti 

Sulla sostanza, non è cambiato nulla. L’aumento dell’Iva di un punto partirà dalla seconda metà del 2013, il taglio degli sconti attraverso franchigie e tetti sarà rettroattivo sul 2012, mentre il calo dell’Irpef per le prime due aliquote di un punto (dal 23 al 22% la prima e dal 27 al 26% la seconda) scatterà solo dal primo gennaio 2013. Su qualcosa, però, il governo ha fatto marcia indietro. E non si tratta di questioni di poco conto, visto che a saltare è stata la tassazione sulle pensioni di invalidità (ma resta per quelle di guerra) e il giro di vite per i permessi di assistenza ai disabili per i lavoratori pubblici. Provvedimenti che avevano fatto saltare sulla sedia anche i più accaniti sostenitori del governo Monti. «In attesa di valutare nel suo complesso la legge di stabilità giudico una prima nostra vittoria la cancellazione della assurda tassa sulle indennità di invalidità. Mortificare una fascia debole sarebbe stato inaccettabile», ha detto il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri.

 

Tobin Tax Tra le altre cose, è rimasta la Tobin Tax sulle transazioni finanziarie, che vale un miliardo di euro. Per le banche, inoltre, lo slittamento di 5 anni del riallineamento dei valori ai fini di alcune imposte sostitutive comporterà il pagamento di 800 milioni in più per due anni, mentre per le assicurazioni l’aumento dell’acconto sulle riserve tecniche vale invece 623 milioni nel 2013 e 375 nel 2014. Tutti soldi che rischiano di essere scaricati sugli utenti finali.    

Fin qui il testo uscito da Palazzo Chigi e consegnato alle Camere. La sensazione, però, è che la partita sul provvedimento sia appena iniziata. Al di là delle contestatissime norme su cui il governo ha deciso di intervenire in corsa, sono molti i nodi ancora da sciogliere e su cui i partiti si preparano a dare battaglia. «È davanti agli occhi di tutti il fatto che la legge di stabilità ha diversi punti critici che vanno necessariamente corretti», ha detto Maurizio Lupi (Pdl), spiegando che «tra le misure che vanno assolutamente corrette c’è quella che prevede un aumento dell’Iva, dal 4 al 10 per cento, per i servizi sociali ed educativi». «Non faccio minacce», gli ha fatto eco il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, «credo si possa convincere a modificare e poi vediamo. Le misure sulla scuola sono inaccettabili e così le misure per le fasce di disagio e disabilità». Perplesso anche Francesco Rutelli. «Sul ddl stabilità», ha detto, «vedo ancora qualche zoppia, un po’ come quei tavolini dove occorre mettere sotto qualche pezzo di compensato o di carta per farli stare dritti. Ci sono, insomma, un pò di cose da aggiustare».

Il commento di Confindustria  Sintetico e duro Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria: «Ci sono segnali positivi, altri meno, la riduzione dell’Irpef, per esempio, è un fatto positivo e va bene per le famiglie, ma non è una misure a favore delle imprese», ha detto il presidente di Confindustria, aggiungendo che nel complesso, guardando all’azione di governo, «non ci sono provvedimenti incisivi per la ripartenza, in particolare per quanto riguarda ricerca, innovazione e infrastrutture». Almeno, ha aggiunto Squinzi, il governo finisca il suo lavoro. Considerato che «in prospettiva non c’è tempo per altri provvedimenti, portare a compimento quelli varati sarebbe già un discreto segnale». Quanto alla continua polemica sui vizi italici, Squinzi ha tagliato corto: «La corruzione c’è dappertutto. Dal mio punto di vista di imprenditore che ha aziende in 29 Paesi posso dire che non è un fenomeno che identificherei come prevalentemente italiano».  Al governo chiediamo di completare i provvedimenti avviati: la legge di stabilità, la semplificazione burocratica e amministrativa, una minima revisione del titolo V della Costituzione. Ma non possiamo dimenticare che questo è un governo che fra tre mesi al massimo avrà esaurito il suo compito e non credo riuscirà a fare provvedimenti incisivi”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, ai giornalisti che, a margine dell’assemblea dell’Unione industriale del Verbano-Cusio-Ossola, gli domandavano che cosa chiedessero le imprese di Confindustria al governo Monti. “Sarebbe importante - ha aggiunto Squinzi - che riuscisse portare a compimento i provvedimenti avviati, sarebbe già un discreto segnale. Quanto alla continua polemica sui vizi italici, Squinzi ha tagliato corto: «La corruzione c’è dappertutto. Dal mio punto di vista di imprenditore che ha aziende in 29 Paesi posso dire che non è un fenomeno che identificherei come prevalentemente italiano». Il governo, comunque, non chiude la porta al confronto. Anzi. «Ogni suggerimento ed eventuale modifica, all’interno dei vincoli di bilancio votati dallo stesso Parlamento, sarà il benvenuto», ha detto il ministro dell’Istruzione, Francesco Profumo. Sulla stessa linea Elsa Fornero. Intervendo al Giornale Radio Rai, il ministro del Welfare ha detto di augurarsi che «le Camere modifichino eventualmente accentuando ancora il carattere di equità della manovra, ovviamente senza allentare il carattere di rigore finanziario che non possiamo permetterci di ridurre».

 

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Commenti all'articolo

  • ALFONSOVITALE

    22 Ottobre 2012 - 11:11

    Sono dei pezzenti; come hanno rubato agli inapienti l'imu sulla prima casa così stanno tentando di rubare aglistessi 100 o 200 euro senza considerare le continue ruberie perpetrate sull'aumento dell'iva e sulla retroattivita delle detrazioni. La categoria degli incapienti (pensionati in genere la cui pensione si attesta fra € 7500 e € 8000) che mentre l'anno scorso non pagavano irpef né addizionali regionali e comunali con la modifica dell'irpef a 22% corrono il rischio(se non intrevengono variazioni) che dovranno pagare l'irpef non solo sull'intervallo di 500 euro ma anche addizionali regionali e comunali che scattano in automatico non appena il reddito diviene imponibile. per queste ragioni dico che sono dei pezzenti. Rubano fra imu ipef e addizionali 200 o 300 euro a tutta questa vasta categoria. Loro (i professori) se ne fottono perchè non hanno di questi problemi. E' in questo modo che monti vuol risanare i conti dello stato? Ma mi faccia il piacere!!!!(TOTO'dixit)

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  • cavallotrotto

    17 Ottobre 2012 - 17:05

    ha dimenticato che ammazzando quelle persone , anche i familiari finalmente riposano . la mia è carognata , ma io sono una di quelle persone che sono prima morte per 36 aore , poi in coma farmacologico per 3 settimane , poi mi hanno rimessa in piedi , sì dopo 2 anni . non ho mai chiesto niente a nessuno , mia figlia , per fortuna lavora a turni , quando dovevo andare all'asl per l'analisi del sangue , faceva in modo di avere il turno al pomeriggio . mai chiesto la 104 perchè ho una dignità mia . credete che tre giorni al mese siano una soluzione ? e poi vedo la vicina di casa , che a 45 anni ti sforna due gemelli , e sono quasi tre anni che non lavora , però , poverina lei , ha una donna che viene a tenerle i gemelli . non sono soldi gettati ? anche se hai due gemelli perchè pagare il doppio la maternità ? e giustamente gettiamo dalla rupe i vecchi ,gli invalidi , e gli ammalati senza speranza . cio futuro libero , mi hai fatto sorridere , volevo dirti che ho solo l'80% di invlidit

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  • ciannosecco

    17 Ottobre 2012 - 17:05

    Dovrebbero ringraziare la stronza che li dirigeva prima.

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  • PARADISO59

    17 Ottobre 2012 - 13:01

    Nenche nelle dittature kimuniste e fasciste succede quello che succede in italia siete dei ladri e bastardi dentro Ma dove sono gli italiani Ci vuole la rivoluzione bisogna mandarli al rogo a calci in culo sveglia italiani questi ci stanno ucidendo

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