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Manovra di monti

Tasse, rapporto tra Irpef e Iva
Ecco chi ci perde e chi guadagna

Monti cede al pressing del partiti: Grilli apre alle modifiche, spiragli sulle detrazioni

Tasse, rapporto tra Irpef e Iva
Ecco chi ci perde e chi guadagna

 

Il governo continua a dire che i saldi dovranno restare invariati, ma l'assedio della poltica sulla legge di stabilità si è ormai intensificata al punto che ormai nessun ministro intende puntare i piedi sul testo uscito da Palazzo Chigi. Grilli ha aperto alle possibilità di modifiche. Ma ecco, stando così la legge di stabilità, chi perde e chi guadagna dall'effetto combinato della riduzione delle aliquote Irpef e dell'incremento delle aliquote  Iva secondo uno studio realizzato dal Sole 24 ore. I contribuenti sono stati divisi per fasce di reddito. 

Fino a 8 mila euro. Sono esenti da Irpef,  per loro la diminuzione della aliquota non sposta il bilancio ma  dovranno affrontare l’aumento dei prezzi. Un aumento che la Cgia di Mestre presume andrò dai 23 euro nel 2013 per un contribuente senza familiari a carico, ai 60 euro nel 2014 per una famiglia monoreddito con coniuge e figlio a carico. 

Fino a 15 mila euro. Per loro si può calcolare un risparmio di 150 euro dalla diminuzione dell’aliquota Irpef. Più difficile calcolare l’impatto dell’Iva: il Sole 24 Ore deduce una maggiorazione dei costi in 42 euro per chi spende mediamente 720 euro al mese. Fino a 15 mila euro la legge stabilità ha preservato i redditi non prevedendo tagli alle agevolazioni fiscali sia per gli oneri deducibili che per quelli detraibili. Saldo per 108 euro in un anno.

Fino a 28mila euro  Risparmio di 280 euro dalla diminuzione dell’aliquota Irpef. L’aumento dell’Iva vale un esborso di 90 euro, considerando una spesa media mensile di 1400 euro. Il taglio delle detrazioni non li riguarda se consideriamo per esempio gli interessi passivi sul mutuo per 2000 euro: sulle detrazioni, infatti, è stato posto un limite di 3000 euro. Come detto interessi sul mutuo, ma poi anche spese funebri, spese universitarie, beneficenza ecc, non possono superare i 3 mila euro-

Sopra i 28 mila euro. Oltre questa soglia non si applica l’abbattimento di un punto dell’Irpef, ma per la progressività delle tasse, il risparmio è lo stesso che per le categorie con meno reddito (c’è un’altra aliquota che si applica sulla parte eccedente i 28 mila euro, ma fino a quella cifra valgono le aliquote che precedono). Quindi 280 euro di risparmio dall’Irpef. Il sole 24 ore fa riferimento a un contribuente da 50 mila euro l’anno.Tra interessi sul mutuo di 3000 mila euro, i costi di riscatto della laurea, i contributi alla colf, supera il tetto dei 3000 mila euro per la detraibilità: il saldo alla fine sarà negativo anche se di 36 euro. In generale, a parte i redditi fino ai 15mila euro, il saldo della manovra per i cittadini che dovranno fronteggiare un aumento delle aliquote Iva, potrebbe rivelarsi negativo. 

 

 

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Commenti all'articolo

  • osicran2

    26 Ottobre 2012 - 15:03

    Ho letto delle valutazioni di maggiore spesa che l'aumento IVA arrecherà a tutti noi. Come al solito si fa un calcolo matematico, approssimativo e poco realistico; non si tiene conto, insomma, del fatto che l'aumento dei prezzi al consumo subiranno un aumento ben maggiore dell'1% a causa dell'inevitabile speculazione.Così come si è verificato per il prezzo dei carburanti. A proposito, avete notato anche Voi che da qualche tempo nei TG non viene più comunicato il prezzo del greggio, nè in dollari nè, tanto meno, in euro?

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  • bombaci

    23 Ottobre 2012 - 13:01

    Dopo averci perso con l'imu, non avendo nulla da poter detrarre, almeno compensavo l'aumento iva con la diminuzione irpef. Ora sento che il solito predicatore Casini, il primo sostenitore dell'attuale salasso vuole anche togliermi quel poco di vantaggio dall'irpef. Prima o poi, spero prima, questo personaggio pagherà per le sue ipocrisie

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