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Produttività, c'è l'accordo: ma la Cgil non firma

Monti: 2,1 miliardi per detassare i salari che saranno legati ai risultati aziendali

Produttività, c'è l'accordo: ma la Cgil non firma

 

Governo e parti sociali - tranne la Cgil - hanno firmato l'accordo sulla produttività. Mario Monti ha parlato di un "passo importante per il rilancio dell'economia, la tutela dei lavoratori e il benessere soaciale" e ha auspicato che la Cgil "arrivi a sottoscrivere l'intsa nell'interesse del Paese", ma Susanna Camusso non ha alcuna intenzione e ha sottolineato che "l'accordo è deludente". Il governo, intanto, stanzia 2,1 miliardi per detassare i salari ma non le tredicesime. Era previsto, prevedibile che finisse con il no secco del sindacato della Camusso anche se il governo ha cercato fino alla fine l'accordo di tutti. Ovviamente la mancata firma potrebbe in sede di rinnovi dei contratti creare dei problemi: ne sono consapevoli sia il governo che gli industriale. Ecco, in sintesi, quali sono i più dell'accordo: 

Rischiano di saltare i minimi salariali Gli aumenti retributivi con i prossimi contratti nazionali potrebbero essere anche inferiori all'indice Icpa (l'indice dei prezzi al cosumo armonizzato a livello europeo ma depurato dei prezzi petroliferi) che dal 2009 viene utilizzato per guidare la contrattazione nazionale. Una parte degli aumenti potrà essere collegata al raggiungimento in azienda di obiettivi di produttività. In questo modo potranno beneficiare degli sgravi fiscali con l'imposta secca del dieci per cento prevista dalla legge di Stabilità (2,1 miliardi lo stanziamento). Ma in questo modo i minimi della categoria potrebbero non essere più uguali per tutti.

Rappresentatitività con soglia del 5% Entro la fine di quest'anno imprese e sindacati stabiliranno nuove regole per eleggere i nuovi rappresentanti sindacale sulla base dei principi già conconrdati con la Confindustria il 28 giugno del 2011. La rappresentatività di ciascuna sigla sindacale sarà misurata attraverso un mix di criteri: da una parte i voti ottenuti tra i lavoratori per l'elezione delle Rsu, dall'altra parte il numero degli iscritti. Per poter essere ammessi al tavolo negoziale si dovrà superare la soglia del 5 per cento. 

Arriva una nuova flessibilità La parti sia imprese che sindacati potranno definire nuovi orari ma anche cambiare le mansioni di un lavoratore e, quindi, ridurgli la retribuzion, cosa che attualmente è impossibile per i vincoli del codice civile. Potrebbe quindi anche essere superato il divieto di videosorveglianza sui lavoratori introdotto con lo Statuto dei lavoratori del 1970. 

 

 

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Commenti all'articolo

  • rendagio

    22 Novembre 2012 - 21:09

    pazzesco chiedi troppo, sapere gli stipendi dei sindacalisti ...vedi camusso, rischi una querela per violazione della privacy... e noi paghiamo sti pezzi di Mer.....@

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  • imahfu

    22 Novembre 2012 - 19:07

    io le ho date ed ho esperienza in materia. Non ci si accorge che da decenni l'unico elemento di costo preso in considerazione é il costo del lavoro? E li si va a cadere. Con bassi salari, si incentiva la carenza di investimenti e innovazione (quello che é accaduto). Ricordo che il famoso 'miracolo italiano' tra gli anni '50 e '60 avvenne con salari crescenti. Poi sii piu' deducato.

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  • bepper

    22 Novembre 2012 - 19:07

    oltre alle lungaggini della giustizia, la depenalizzazione del falso in bilancio scoraggia gli investimenti stranieri. Molte aziende sanno che in Italia deve comportarti contra legem per essere concorrenziale, che spesso vuol dire fare nero per bustarelle, ed in Germania ed USA, per es., falsificare i bilanci non sarà reato nel Bel Paese, ma lo è nel paese d'origine.

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  • sommesso49

    22 Novembre 2012 - 19:07

    Assolutamente degni di rappresentare se stessi ma assolutamente indegni di rappresentare anche un solo lavoratore. Già con il governo Berlusconi si erano posizionati a pecorina e ora stanno mantenendo la posizione con maggiore gusto di prima. Con i sindacati compatti non ci sarebbero simili aborti legislativi che ci fanno tornare storicamente indietro. Neppure al tempo dei podestà c'era tanto sbilanciamento fra datore di lavoro e lavoratori. Andrebbero presi a sterco in faccia!

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