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Dal 1 gennaio 2013

E per i rifiuti gli ortofrutta
pagheranno il 600% in più

Tutta colpa del nuovo tributo comunale, Res che comprende, oltre allo smaltimento dei rifiuti, anche una quota per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade

Allarme di Confcommercio: la norma è contenuta nel decreto Salva Italia

 

Allarme della Confcommercio. Le nuove norme sulla gestione dei rifiuti comportano «un incremento medio dei costi per il servizio urbano dei rifiuti del 290% e per alcune tipologie di attività incrementi medi superiori al 400%, come per la ristorazione, o addirittura al 600%, come per l’ortofrutta e le discoteche». Cose da pazzi.   

Tutta colpa del nuovo tributo comunale, Res, previsto nel decreto «Salva Italia», che sostituisce gli attuali Tarsu, Tia1 e Tia2, e che comprende, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota «servizi» per la sicurezza, l’illuminazione (che poi il governo vorrebbe spegnere) e la gestione delle strade (i cosiddetti servizi indivisibili). Dovrà essere corrisposto da chiunque possegga, occupi o detenga a qualsiasi titolo, locali o aree scoperte suscettibili di produrre rifiuti. Ebbene, spiega Confcommercio, «in attesa dell’emanazione dell’apposito regolamento ministeriale, l’entrata in vigore del nuovo regime tariffario Res dall’1 gennaio 2013   comporterà, dunque, un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti calcolate sulla base dei coefficienti contenuti nel Dpr 158/1999.

Leggi l'articolo integrale di Giuliano Zulin su Libero in edicola oggi 23 novembre

 

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Commenti all'articolo

  • Barbadifrate

    23 Novembre 2012 - 11:11

    e con questi nuovi prelievo dalle tasche di noi tutti, il caro vita aumenterà a dismisura.

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  • Barbadifrate

    23 Novembre 2012 - 11:11

    Che ipocrisia questa EUROPA. Ora le banche si fanno chiamare Europa. Il risultato della entrata nell'euro è stato l'immediato dimezzamento del potere di acquisto. Gli stipendi e le pensioni, che prima lasciavano vivere se non benissimo, almeno con dignità, si sono dimezzati e i prezzi al consumo immediatamente raddoppiati. Per 10 anni ci siamo barcamenati. Ora arriva il colpo di maglio. Non chiamiamo più UE chiamiamoli con il loro nome: Banche, investitori. Sono loro che guardano l'andamento della borsa e guai se i numeri sono in rosso. A loro non importa un fico secco se la gente che non possiede i loro benefici diventa cenciosa, la sola cosa che è importante per loro è il saldo in avere.

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