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Lotta all'evasione

Scontrini, bonus fiscale
è appeso a un filo

Il provvedimento domani all'esame del Senato, ma dovrà poi tornare alla Camera e potrebbe non farcela per la fine legislatura. E il governo teme una perdita di gettito

Per "rientrare" lo Stato dovrebbe far emergere dal sommerso almeno 865 euro per ogni mille euro di spesa
Scontrini, bonus fiscale
è appeso a un filo

Il bonus fiscale per chi chiede scontrini e fatture è appeso a un filo. Domani il disegno di legge per la delega fiscale, nel quale è contenuto il provvedimento, è atteso all'esame del Senato. Ma, scrive il Sole 24Ore, le possibilità che diventi realtà entro la fine della legislatura sono assai limitate. Ma il testo, modificato rispetto alla prima versione, dovrà comunque tornare alla Camera. E con la fine della legislatura ormai imminente potrebbe non farcela. Il governo, poi, è tutto tranne che favorevole. Le perplessità le ha espresse il sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani. Per il quale l'applicazione del bonus (ipotizzato al 30%) a tutte le spese in chiaro porterebbe a una perdita di gettito sicura per lo Stato. Per intenderci, per "rientrare" del bonus fiscale, lo Stato dovrebbe far emergere dal sommerso almeno 865 euro per ogni mille euro di spesa. senza contare che se le procedure e i tempi per l'ttenimento dello sconto dovessero essere troppo "penalizzanti", i consumatori potrebbero essere scoraggiati comunque a chiedere scontrino o fattura al venditore nell'ipotesi in cui questi dovesse offrirgli 8come accade oggi) l'alternativa "niente fattura-niente Iva". Da qui il suggerimento - contenuto nell'emendamento al quale il governo ha dato l'ok - di concentrare gli sforzi sui settori economici nei quali c'è più margine di recupero. L'altra opzione potrebbe essere quella di una rotazione tra i diversi settori di anno in anno.

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Commenti all'articolo

  • falegname

    28 Novembre 2012 - 17:05

    concordo il commento Postato da uffa del 27/11/2012 e il commento Postato da neronederoma.

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  • bruno osti

    27 Novembre 2012 - 10:10

    e questo dove lo hai letto?

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  • uffa

    27 Novembre 2012 - 09:09

    Lo insegna la storia, la repressione non funziona. La strada giusta è che il consumatore diventi controllore, ricevendo da questo un vantaggio naturalmente. E' sempre stato così, ma in periodi di crisi il fenomeno si accentua: si va ad es. dal meccanico e con fattura il prezzo è X ma senza è X - y. E' matematico un risparmio sicuro pari ad "y". Altrettanto matematico: se la fattura fosse detraibile i misura adeguata, la fattura verrebbe emessa, il cittadino avrebbe il suo risparmio e lo Stato incasserebbe le sue tasse. La domanda è: Politici incapaci o in malafede?

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  • neronederoma

    27 Novembre 2012 - 09:09

    ....non sanno più come pagarsi gli stipendi d'oro e i loro privilegi !!!!!!Vogliono pure sapere cosa abbiamo nel piatto !!!!!!

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