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La brutta sorpresa

Legge di Stabilità, Regioni: più Irpef e Irap

Per le Regioni salta la possibilità di esentare dal pagamento di una parte delle addizionali i redditi bassi. E non solo: potranno aumentare tutte e due le imposte

Legge di Stabilità, Regioni: più Irpef e Irap

 

L'ultimo step del governo, la legge di Stabilità, è al Senato per il voto finale. Quindi si sposterà alla Camera per l'ultima conta, e dopo Mario Monti rassegnerà le sue dimissioni. Quello del dl stabilità è stato un parto difficile: il provvedimento, infatti, è stato preso d'assalto e contestato aspramente da tutti i partiti, nessuno escluso, della strana maggioranza. Il testo è stato modificato in più parti, e all'ultimo momento sono stati aggiunti i fondi per la Tav Torino-Lione, quelli per Finmeccanica, quelli per la Sla, per i policlinici universitari, per i maestri di sci e per il garante per l'infanzia. Tra le buone notizie, il fatto che salta l'obbligo degli pneumatici da neve in autostrada in caso di abbondanti precipitazioni (sarebbe stato l'ennesimo balzello del governo).

La brutta sorpresa - Peccato però che a fronte di una buona notizia ce ne sia una ben peggiore: l'aumento delle tasse, almeno "in potenza". Il Senato, infatti, ha propeso per allentare alcuni vincoli fiscali ai quali sarebbero state sottoposte le Regioni nel 2013. L'aumento dell'addizionale Irpef sulle persone fisiche oltre lo 0,5% sarebbe stato possibile solo per quelle che non avessero anche aumentato l'Irap sulle imprese. E invece niente. Nel 2013, infatti, le Regioni potranno alzare entrambe le imposte. Sempre nel 2013 era prevista la possibilità per le Regioni di esentare dal pagamento di una parte delle addizionali - quella eccedente lo 0,5% - i redditi bassi, e di tener conto del quoziente familiare nel calcolo dell'imposta. Bene, dimenticatevi tutto ciò: se ne potrà riparlare soltanto nel 2015.

Chi rischia - Le tasse, insomma, potrebbero aumentare ancora. Il rischio non sarebbe molto elevato poiché il tetto di spesa del Patto per le Regioni non consentirebbe agli enti locali di utilizzare il maggior gettito. Ma la possibilità c'è, e in Italia, quando c'è una via per aumentare la pressione fiscale, è difficile che non venga percorsa. In pericolo, soprattutto, ci sono i contribuenti di quelle Regioni che avranno la necessità di far quadrare i conti e di ridurre il disavanzo.

 

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Commenti all'articolo

  • encol

    20 Dicembre 2012 - 17:05

    Ci stanno letteralmente derubando eppure pochi, troppo pochi se ne rendono conto. Ogni giorno siamo sommersi da bugie e falsità. Circa lo spread, ad esempio ha perfettamente ragione Berlusconi è così che la germania sta pagando il proprio debito un bel po' superiore al nostro. Tradotto lo paghiamo noi, greci, spagnoli, portoghesi, irlandesi, belgi ecc.

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  • futuro libero

    20 Dicembre 2012 - 11:11

    che il PDL non dia il suo assenso, anzi faccia cadere il governo con questo, potrà guadagnare in campagna elettorale.

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  • 654321

    20 Dicembre 2012 - 11:11

    Leccano il culetto al Monti, chi saranno i neurolesi che li voteranno?

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  • francoruggieri

    20 Dicembre 2012 - 11:11

    Ripeto ancora. Se si aumentano le tasse aumenta solo il parametro "entrate" del deficit che è il rapporto "(entrate - uscite)/PIL", ma causando un grosso calo del PIL (non lo dico io) e senza influire sull'altro fondamentale parametro costituito dalle "uscite". Buonissima parte di queste ultime sono le spese per il personale della P.A., la cui inefficienza è ampiamente documentata, da ultimo da "Striscia la notizia". Tale inefficienza, oltre a far sì che ci vogliano 10 impiegati dove ne basterebbero 5 (a far tanto), causa letali ritardi nello sbrigare le pratiche che riguardano le imprese, con effetto anche sul PIL. Insomma: retribuire gli impiegati pubblici su base incentivo: 60/40 con il 40% corrisposto in base al raggiungimento di obiettivi stabiliti da persone ESTRANEE ALLA P.A.! Chi manca gli obiettivi per due anni di fila: fuori. Chi li supera venga premiato.

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