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I tirocini

Stage, ecco il "congruo compenso":
un minimo di 400 euro (lordi)

C'è l'intesa sulle linee guida, ora manca il via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni. Quindi gli enti locali declineranno le norme

Eliminata la norma che serviva ad evitare "l'occupazione mascherata". Limiti da sei a 24 mesi. Il rischio: non più stage gratis, ma disoccupazione gratuita...
Stage, ecco il "congruo compenso":
un minimo di 400 euro (lordi)

 

Rivoluzione stage. Arriva (anche se in tempi non brevissimi) il compenso minimo. Che, in effetti, risulta essere proprio minimo: a partire da 400 euro mensili lordi, cifra al di sotto della quale non si può scendere. E' in rampa di lancio la "congrua retribuzione" per chi è impegnato nei tirocini, di solito un ponte tra lo studio e il lavoro. Un ponte che però, troppo spesso, si trasforma in lavoro vero e proprio, ma senza retribuzione: il compenso è pari a zero euro nel 52,4% dei casi. Come detto, ora, le cose potrebbero cambiare: 400 euro lordi al mese come minimo. Ma il piano per riformare i tirocini nasconde delle insidie: il compenso, i limiti alla reiterazione del lavoro nella stessa azienda e i limiti temporali, infatti, rischiano di condannare gli stagisti (che lavoravano gratuitamente) alla disoccupazione assoluta e altrettanto gratuita.

La mossa della Fornero - Il primo passo risale a quest'estate, alla riforma del Lavoro di Elsa Fornero che prevedeva la "congrua indennità anche in forma forfettaria in relazione alla prestazione svolta". La riforma prevedeva che la somma andasse fissata entro 180 giorni dall'entrata in vigore della legge, con un documento che mettesse d'accordo governo e Regioni (a cui aspetta la declinazione ultima del congruo compenso). E i 180 giorni scadono alla fine di gennaio: l'intesa sulle linee guida sembra ora a buon punto. Il via libera da parte della Conferenza Stato-Regioni è atteso per la prima riunione dopo le feste, che con tutta probabilità si terrà il 24 febbraio.   

Le norme - La novità dello "stipendio" dello stagista è prevista dalla bozza delle linee guida sui tirocini che il ministero del Welfare ha tratteggiato la scorsa settimana. Rispetto alla bozza iniziale, è stato eliminato il limite massimo al rimborso mensile (una misura che aveva l'obiettivo di evitare un uso distorto degli stage, che potrebbero mascherare un contratto sottopagato). Inoltre il tirocinio standard non potrà durare più di sei mesi; quello di reinserimento per disoccupati e cassintegrati non più di un anno; quello riservato ai disabili non più di due anni. Tutti questi limiti non saranno prorogabili. Inoltre non sarà possibile fare più di uno stage presso lo stesso datore di lavoro e ci sarà anche un tetto al numero di stagisti a seconda delle dimensioni della società.

I tempi - Le norme, però, non andranno subito a regime. Infatti quelle diramate sono delle linee guida che non possono essere disattese, ma ora sarà di competenza delle Regioni scrivere la propria legge (di sicuro, non si potrà scendere sotto la soglia dei 400 euro lordi, che diventerà politicamente vincolante). I tempi dilatati per l'attuazione della congrua indennità sono dovuti al fatto che la formazione professionale è una materia che appartiene esclusivamente alla competenza delle Regioni. Per esempio, due giorni fa, la Corte Costituzionale ha cancellato l'articolo 11 della riforma del 2011 del governo Berlusconi, che pur senza stabilirlo introduceva un compenso minimo per alcuni tipi di stage. Secondo la Consulta, in questo caso, lo Stato era andato oltre le sue competenze. Così, con questo nuovo tentativo, l'esecutivo ha deciso di riprovarci con una linea "soft": le norme infatti non vengono più imposte direttamente su tutto il territorio nazionale, ma prima è necessario trovare l'accordo con le Regioni sui principi base per poi lasciare agli enti locali il compito di stabilire i dettagli. Uno schema che dovrebbe rivelarsi "a prova di Consulta".

 

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