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Italiani con i nervi a pezzi:

9 milioni stressati dal lavoro

Italiani con i nervi a pezzi:
Sono 9 milioni, il 41% del totale, i lavoratori italiani che soffrono di stress per la qualità o quantità del lavoro. A rivelarlo è una ricerca della SCS Consulting, società di consulenza strategica particolarmente attiva nel settore della valorizzazione delle risorse umane, realizzato su dati ISPESL e Istat: il risultato è decisamente peggiore rispetto a quello della Gran Bretagna, dove la percentuale di lavoratori stressati è pari al 27% del totale della forza lavoro, della Germania (25%) e della Francia (24%), e comunque ben al di sopra della media europea (22%). Dai dati si evince che i più stressati sono i professionisti, 40%, poi i "tecnici", 35%, e i manager, 32%. "Il fenomeno - sottolinea Cinzia Toppan, responsabile dell'area People management di SCS Consulting - è molto più diffuso e grave di quanto si possa pensare e comporta implicazioni economiche: a livello europeo è il secondo problema sanitario legato all'attività lavorativa, con un costo quantificato in oltre 20 miliardi di euro.

 

 

 

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Commenti all'articolo

  • nicola.guastamacchiatin.it

    16 Novembre 2009 - 19:07

    Ha ragione giovannib,il lavoro ti impegna e ti fa passare il tempo utilmente e inoltre è un bagno di contattabilita' umana con i tuoi compagni. Quello che invece temo è la mancanza di interesse da parte dei giovani per tutto quello che attualmente la società offre ed offrirà. Ai nostri figli e nipoti,sono state permesse cose che a noi rimanevano solo un sogno.L'amore con la ragazza,la sera,qua ndo la incontravi era meraviglioso;oggi,a molti dà fastidio solo a vederla e poi,ho notato che manca qualsiasi attrazione,ideologica e sociologica. Mancano gli incentivi che ti fanno sognare perchè,l'uomo ha bisogno di sognare e molte volte se nascono le condizioni,i sogni,possono diventgare anche realtà. Chi governa questa società sia politica che economica,sono diventati aridi,menzogneri ed egoisti,pensano solo al potere e ai soldi per loro come se gli altri,sono solo pecore da tosare.Insomma manca quell'eccitabilità che rappresenta il carburante affinchè l'uomo rischia il tutto per tutto affinchè il sogno diventi reale. Questo nichilismo,se non avviene un miracolo sociale,porterà moltissimi giovani a perdere quell'equilibrio necessario per continuare a vivere. La vedo brutta.

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  • giovannib

    15 Giugno 2009 - 09:09

    forse sono quelli che non lavorano ma vorrebbero essere pagati senza faticare sveglia popolo bue la pacchia è finita datevi da fare meno medici e più sudore favoriscono una sana vita

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