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I nostri soldi

Energia, lusso e made in Italy:
con lo spread in calo
si guadagna buttandosi in borsa

Energia, lusso e made in Italy:
con lo spread in calo
si guadagna buttandosi in borsa

di Franco Bechis

Il colpaccio l’hanno messo a segno i veri patrioti. Quelli che un anno fa e più venivano presi più o meno per matti, perché acquistarono con lo spread ai massimi livelli titoli di Stato emessi dalla Repubblica italiana. Hanno sfidato il rischio default per difendere il loro Paese fra il novembre e il dicembre 2011, e si sono caricati di Btp e Bot che per essere piazzati offrivano rendimenti che nessun altro investimento poteva concedere. In questi dodici mesi hanno incassato le cedole con soddisfazione, tremando un po’ per le quotazioni nominali che scendevano. Ora con lo spread che scende e che secondo gli esperti di mercato si manterrà mediamente sotto i 300 punti per tutto il 2013, anche quelle quotazioni saliranno, e i patrioti dell’epoca potranno essere certi di avere portato a casa il migliore affare della loro vita. Hanno accettato il rischio per sostenere il loro Paese, e sono stati premiati come non accadrà ad alcun altro investitore (peraltro restando praticamente i soli investitori risparmiati dall’aumento della tassazione sulle rendite finanziarie). Perché d’ora in avanti per guadagnare con lo spread calante sarà opportuno dimenticarsi Bot e Btp. Torneranno ad essere un investimento tranquillo, che se le previsioni sono azzeccate non faranno perdere valore al capitale impiegato, ma avranno in media un rendimento che in gran parte dei casi non riuscirà a difendere nemmeno il potere di acquisto di quel capitale, offrendo cedole che non saranno in grado di recuperare l’inflazione.

Che cosa conviene fare allora se si ha qualche risparmio messo da parte, che magari servirà fra non molto per aiutare qualche figlio pronto a creare una nuova famiglia? In tempi di spread calante bisogna prendere esempio da quei patrioti di fine 2011: affrontare qualche rischio, con buone probabilità di avere rendimenti complessivi superiori all’inflazione. È  un suggerimento che già da qualche mese viene dalle colonne del Wall Street Journal e soprattutto dagli esperti lì consultati: è il momento di tornare a investire sul mercato azionario, e in particolare sui titoli quotati alle principali borse europee. Mediamente già nel 2012, appena si è usciti dalla tempesta finanziaria e lo spread si è stabilizzato, il rendimento netto dell’ indice Europe Stoxx 600 è stato superiore di quasi un punto e mezzo rispetto all’inflazione media dei Paesi dell’area dell’euro. Le principali azioni quotate hanno difeso ampiamente il capitale investito dall’inflazione. E i settori che già sono riusciti a rendere almeno il 50% più dell’inflazione sono stati quelli delle telecomunicazioni e delle utilities (energia, gas, acqua etc…). Naturalmente la situazione varia di Paese in Paese anche per la regolamentazione di questi ultimi settori. Per alcune utilities meglio guardare ad altre borse europee, perché la concorrenza in Italia non sempre aiuta la crescita del valore, e il referendum sui servizi pubblici qualche problema ha creato. Ma il consiglio degli esperti del Wall Street Journal vale al di là dei singoli mercati: con lo spread calante e il costo del denaro che torna basso in quasi tutti i Paesi, per guadagnare qualcosa in sicurezza bisogna investire in azioni stando attenti soprattutto ai titoli che promettono dividendi più alti. Quel rendimento fisso consente infatti di compensare eventuali rischi di minore crescita delle quotazioni dovute a incertezze politiche o a speculazioni momentanee sulle borse. Come sapere in anticipo quali società offrono dividendi più alti? Ovviamente seguendo le notizie finanziarie, guardando la loro capacità di esportare, la qualità del prodotto, l’andamento del titolo nell’ultimo anno e la forza del cash flow generato. Alcune grandi società hanno già reso pubbliche le loro politiche di dividendo, e le informazioni sono ben note al proprio consulente finanziario (sia un professionista indipendente o il bancario di fiducia a cui solitamente ci si rivolge). Alcune utilities (gas e petrolio resteranno un settore sicuro), le società classiche del lusso e del made in Italy possono essere gli obiettivi più consolidati per i propri investimenti. Diverso il discorso sul settore bancario. La stabilità internazionale allontanerà il rischio di fallimento degli istitutivi credito, ma bilanci e dividendi ne risentiranno un po’. Lo spread basso infatti è una ottima notizia per chi vive a debito, ma riduce sensibilmente il guadagno di chi eroga prestiti. Le banche insomma guadagneranno un po’ meno sulla principale loro attività.

Per chi deve indebitarsi invece arrivano buone notizie. La caduta dello spread non si riflette automaticamente in migliori condizioni per chi si è già indebitato, ma la prospettiva di stabilizzazione dei mercati nel medio periodo porterà qualche vantaggio anche alle famiglie che avevano un mutuo casa da pagare (specie se a tasso variabile) o un prestito da restituire. In un tempo ragionevole (bisognerebbe attendere almeno l’esito della campagna elettorale italiana e vedere le possibilità di stabilizzazione politica), potrebbe essere più conveniente indebitarsi. Ad esempio accendere un nuovo mutuo casa a tasso fisso seguendo le nuove condizioni dello spread. Il mercato del mattone è ancora inquieto, ma i prezzi nell’ultimo biennio sono scesi, e si può strappare qualche buon affare. Se poi viene finanziato a un tasso ragionevole, anche il debito può diventare un piccolo investimento. Certo, anche qui sarebbe meglio attendere qualche settimana dopo l’elezione del nuovo parlamento per avere chiari gli orientamenti sulla tassazione degli immobili ed eventuali patrimoniali in modo da potersi fare qualche calcolo ragionevole.

C’è anche un altro settore di investimento che potrebbe interessare dopo le elezioni. A guardare i primi programmi elettorali, sembra certo che chi vincerà abbia intenzione di offrire vantaggi fiscali interessanti agli investimenti in prodotti integrativi alle nuove pensioni. Meglio attendere il dettaglio delle misure, naturalmente. Ma se si avrà un pizzico di pazienza, quello potrà diventare uno dei settori più interessanti in cui difendere i propri risparmi garantendosi anche una vecchiaia più dignitosa.

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Commenti all'articolo

  • claudionebridio

    29 Dicembre 2012 - 11:11

    Dopo un anno di montismo, lo spread era al punto di partenza, così è intervenuto Draghi, per evitare a Monti la palese evidenza del suo fallimento totale. Draghi, altro massone del GOI (come Monti) e vecchio "marinaio" del panfilo reale Britannia (assieme a Prodi) approdato nel '92 con tutti i peggiori speculatori europei e non, fra cui George Soros, massone sionista, per usufruire dei "saldi": acquisto cioè a prezzi stracciati dei nostri gioielli dell'industria. Così iniziando a picconare, attraverso l'impegno di tutti gli altri massoni sinistrosi e non, l'Italia come sistema Paese per assimilarla gradatamente nel processo di globalizzazione mercantilista, attraverso l'Euro, le truffe delle crisi economiche inventate a tavolino e leraffinate tecniche di manipolazione mentale usate dai media asserviti. E saràdifficile ormai una Quarta Guerra d'Indipendenza, a meno che i Popoli europei, scuotendosi da decennidi propaganda devirilizzante, politicamente corretta non comincino a sgamare

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  • MATRIX2011

    29 Dicembre 2012 - 01:01

    anche il mago Zurlì e Topolino pensate allo spread mentre ci stanno affamando e privando della libertà i massoni e l'opus dei insieme ai comunisti amici degli omosessuali ed islamici assassini di donne e bambini.

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  • sempre-CDX

    28 Dicembre 2012 - 16:04

    l'ennesima prova dell'inconsistenza di Monti: o c'è o non c'è non cambia nulla.

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  • sempre-CDX

    28 Dicembre 2012 - 16:04

    per quelli come lei NULLA è un imbroglio, con i neuroni in letargo secolare cosa vuoi pretendere. Chissà forse un giorno riusciranno a svegliersi, nel frattempo continui a giocare a biglie ....

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