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Paperon de' Paperoni

La crisi c'è, ma non per tutti
Ecco i ricchi sempre più ricchi

Bloomberg.com ha censito cento ultramiliardari che hanno aumentato in un anno le proprie disponibilità finanziarie anche del 66%

In cima alla classifica il patron di Zara che ha liquidità per 57,5 miliardi di dollari. A seguire il proprietario dell'Ikea e Bill Gates che ha aggiunto 7 miliardi ai suoi averi
Amancio Ortega, l'uomo più ricco del mondo

Amancio Ortega, l'uomo più ricco del mondo

 

Sempre più ricchi, nonostante la crisi, l'aumento delle tasse e l’incertezza per il futuro. Nell’anno appena passato i cento uomini più facoltosi del pianeta hanno aumentato il loro patrimonio complessivo. Secondo il "Bloomberg Billionaires Index" il capitale aggregato dei più benestanti del mondo è salito di 241 miliardi di dollari all’impressionante cifra di 1.900 miliardi. Su cento patrimoni 'censiti', si legge sul sito Bloomberg.com, solo sedici hanno subito perdite rispetto al 2011. 

La classifica - Il primo della classifica è Amancio Ortega, patron (tra l'altro) del celebre marchio d'abbigliamento low cost Zara. In 12 mesi le sue disponibilità sono quasi raddoppiate: sono aumentate di 22 miliardi di dollari a 57,5 miliardi pari a un +66,7%. Meno bene, ma sempre bene è andata al proprietario di uno dei grandi marchi del low cost, ma stavolta fronte arredamento, vale a dire ad Ingvar Kamprad, 86 anni patron dell'Ikea e quinto uomo più ricco del pianeta, che ha visto le sue fortune salire del 16,6% dai 42,9 miliardi di dollari di partenza. Carlos Slim, il magnate delle telecomunicazioni che la messicana America Movil, ha mantenuto il titolo di uomo più ricco della Terra. Secondo l'inchiesta di Bloomberg il suo patrimonio netto è aumentato del 21,6%: 13,4 miliardi in più dell'anno precedente. Anno meraviglioso anche per Bill Gates. Il co-fondatore della Microsoft ha aggiunto 7 miliardi ai suoi averi. 

Facebook non cresce - Tra i nomi noti al grande pubblico quello che piange (si fa per dire) lacrime amare è Mark Zuckerberg fondatore di Facebook il del social network più noto del pianeta. dal momento della sua quotazione in Borsa il titolo del social network più noto del pianeta ha ceduto circa il 30%. Per lui ha voluto dire una perdita di 5,2 miliardi di dollari.

 

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Commenti all'articolo

  • Angela70

    03 Gennaio 2013 - 10:10

    e' vero i ricchi stanno diventando sempre piu' ricchi, stanno facendo affari d'oro con la fame delle persone......Questa e' equita'? perche' Monti e C. non ne parlano di cio'!

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  • Adriano Teso

    03 Gennaio 2013 - 10:10

    Altra dimostrazione che fare industria in Italia è molto più difficile, faticoso, ostacolato che in altri Paesi. E ci si dimentica che occupazione e ricchezza ( della quale ne godono tutti ) la creano solo gli imprenditori di agricoltura, industria, commercio, servizi reali. E sono ex operai, impiegati, tecnici, 90% di prima generazione e non "figli di papà".

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  • Adriano Teso

    03 Gennaio 2013 - 10:10

    Altra dimostrazione che fare industria in Italia è molto più difficile, faticoso, ostacolato che in altri Paesi. E ci si dimentica che occupazione e ricchezza ( della quale ne godono tutti ) la creano solo gli imprenditori di agricoltura, industria, commercio, servizi reali. E sono ex operai, impiegati, tecnici, 90% di prima generazione e non "figli di papà".

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  • Adriano Teso

    03 Gennaio 2013 - 10:10

    Un minimo di conoscenze di economia per commenare, nooo ? Questi signori hanno guadagnato tanto perchè noi(il mercato)abbiamo avuto la convenienza a farli guadagnare:ci hanno fatto vivere meglio di altri,hanno migliorato la nostra vita.Ad esempio il signor Zara e il signor Ikea (alta qualità a prezzi bassisimi).O il sig Microsoft o Apple (tecnologie a qualità e prezzi che nessun altro ci ha offerto). Se qualcuno sa fare meglio, si faccia avanti.Loro smetteranno di guadagnare,i nuovi guadagneranno moltissiomo e noi staremo ancora meglio.Ed i soldi che guadagnano(che finchè non li spendono non sono altro che cambiali da riscuotere)speriamo che li utilizzino subito,facendo cosi produrre beni da altri e dando guadagni e benessere a molti altri,basati sulla capacità di ben lavorare. La migliore forma di democrazia mai esistita,dove ogni giorno "votiamo"scegliendo e pagando il più bravo

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