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Le nostre tasche

Bot, fondi,azioni: i renziani vogliono 7 miliardi

Matteo Renzi visto da Benny

Matteo Renzi visto da Benny

Una bilancia: da una parte le tasse sul lavoro, dall’altra quelle sui titoli di Stato. Ma anche sulla previdenza. Annunciata (domenica in diretta tv), sterzata (con una nota di Palazzo Chigi), risbocciata (ieri dal responsabile economico del Pd, Taddei), la tassazione dei Bot (e titoli vari), si ripresenta. Ma il disegno generale è ben più complesso e articolato. L’obiettivo è di un taglio del 10% dell’Irap alle imprese (2,3 miliardi), a cui aggiungere altri 5 miliardi a favore dei lavoratori. Così su uno stipendio mensile di 1.600 euro netti si potranno avere circa 50 euro netti in più in busta paga al mese, 500-600 all’anno.

Non si cercano solo i famosi 10 miliardi che servono per abbattere il cuneo fiscale (Renzi si è corretto in corsa: non 10%, ma parlava di 10 miliardi), sul costo del lavoro, ma si vuole anche mettere in piedi un sistema diverso che comprenda la tassazione sulle speculazioni, quella sulle rendite e sugli investimenti previdenziali (anche integrativi).

Si vuole implementare, secondo fonti vicine al dossier Risparmio & Previdenza, una complessiva rimodulazione della tassazione degli investimenti finanziari (distinguendo il fine: speculativo e non), e di quelli previdenziali (primo e secondo pilastro). Una rimodulazione che porterà a pescare soprattutto dalle tasche di chi effetua le operazioni speculative (tipo intraday), e, al contempo, a calmierare i prelievi fiscali oggi applicati sulla previdenza di base (tassata al 20%) e su quella integrativa (all’11,5%).

Obiettivo? Portare in cassa a stretto giro (12 mesi) un budget di 5/7 miliardi, tenendo anche conto, nell’applicazione e rimodulazione delle nuove aliquote fiscali, della durata dell’investimento (scadenza), del tipo di sottoscrittore (cassettista, fondo previdenziale o speculatore), in funzione proprio del fine ultimo dell’investimento. Non è escluso, dalle simulazioni in mano a Renzi, anche un intervento per il rilancio della previdenza integrativa (oggi solo il 25% dei lavoratori ha una seconda pensione), abbattendo anche l’aliquota minima (che oggi può scendere fino al 9% dopo decenni di adesione), proprio per favorire un welfare privato che non costringa lo Stato a ripianare il deficit (come con l’Inps che naviga con un rosso di oltre 12 miliardi l’anno). Ipotesi che fa sorridere i gestori di fondi e banche.

L’Italia oggi è l’unico Paese dell’Ue dove gli enti previdenziali pagano un doppio balzello che tocca sia la pensione erogata sia i rendimenti dei patrimoni accantonati. Una doppia imposizione che erode pesantemente il “tesoretto” messo da parte faticosamente dai singoli lavoratori.
Per il momento il dibattito politico sulla “tassazione dei Bot”, non ha avuto contraccolpi. Ieri la prima delle tre aste di questa settimana - per complessivi 20 miliardi - è andata bene (il Tesoro ha venduto tutti i 2,5 miliardi di euro di Ctz 12/2015 al minimo storico dello 0,822% e un miliardo di Btp con tasso all’1,20%). A normativa fiscale corrente (portando la tassazione dall’attuale 12,5% all’ipotizzato 20%), il gettito fiscale sarebbe limitato (da 500 milioni a circa 1,5 miliardi). Diverso il discorso se si applicasse un ventaglio di aliquote a seconda della finalità, della durata e dell’operatore (famiglia o professionale). Al Tesoro sono ben consapevoli che ci si muove in una cristalleria. Un aumento della tassazione sui titoli di Stato «avrebbe un impatto sui piccoli risparmiatori», ha spiegato l’altro ieri il direttore generale del Tesoro Maria Cannata, che ha proprio la responsabilità di piazzare il debito pubblico.

Il prudente ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha il suo bel da fare per contenere, smorzare, rintuzzare ipotesi fantasiose e insostenibili (finanziariamente). Per il momento l’ex capoeconomista dell’Ocse parla quasi a monosillabi, facendo da contraltare ai tanti che si lasciano andare: «Il meccanismo lo dobbiamo ancora precisare», risponde telegrafico Padoan ai giornalisti che chiedevano lumi, ad esempio, sul saldo dei debiti della Pa (50 miliardi).

Chi è più loquace sulla nuova tassazione dei Bot è invece il responsabile economico del Partito democratico: «L’ipotesi che stiamo valutando in questo momento», spiegava ieri Taddei intervistato da Radio Popolare, «è se vale la pena tenere una tassazione differente per i titoli di Stato e gli investimenti che non siano titoli di Stato, attualmente sono tassati i primi al 12,5% gli altri al 20%». E qui scatta “la bilancia”, lo scambio tra investimenti e lavoro: «Noi», spiega Taddei, «dobbiamo spiegare a questo Paese che, se uno compra dei Bot, viene tassato al 12,5%, mentre, se uno va a lavorare, viene tassato almeno al 23%. Noi abbiamo una difficoltà a spiegare questo al Paese nel momento in cui la gente vive del proprio lavoro e fatica a vivere del proprio lavoro». Quanto alla futura “rimodulazione a ventaglio” arriva la prima conferma che si intende salvare «quella parte del risparmio previdenziale, sul quale vorremmo operare una riduzione della tassazione. Stiamo valutando», anticipa Taddei, «un’ipotesi di riduzione sul fronte del risparmio previdenziale e di uniformare per quello che riguarda l’aliquota su altro tipo di investimenti».

Antonio Castro

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Commenti all'articolo

  • sergiopadalino

    01 Marzo 2014 - 10:10

    Ma questi illuminati della finanza sanno che esiste anche l'imposta di bollo che ormai è diventata una patrimoniale nascosta ed è calcolata al 0,2%?

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  • milibe

    26 Febbraio 2014 - 18:06

    e' un copione già troppo recitato: per favore vogliamo dare un taglio alle spese ma IMMEDIATO?Il popolo italiano aspetta ma la pazienza ha un limite

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  • fausta73

    26 Febbraio 2014 - 17:05

    x enio26/02/2014 11:29. sarebbe una grave ingiustizia se fosse vero. Sei sicuro? Diffondiamo la notizia se è vera!

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    • fausta73

      12 Marzo 2014 - 18:06

      é verissima!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  • miketutunaru

    26 Febbraio 2014 - 15:03

    Personalmente di farmi rapinare i risparmi di una vita di sacrifici da un bocciato al concorso e fallito come il Sig.Taddei non sono d'accordo:ci stiamo già organizzando con migliaia di risparmiatori ad un bel Btp-Day al contrario;tutti in lettera sincronicamente e poi gli ipocriti e ladri della nouvelle vague vetero classista vedremo se impareranno a stare al mondo.

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