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La rapina

Tasse sulle rendite finanziarie, la guida agli investimenti per evitare il salasso

Tasse sulle rendite finanziarie, la guida agli investimenti per evitare il salasso

Matteo Renzi lo aveva annunciato prima del giuramento nelle mani di Napolitano: "La tassazione sulle rendite finanziarie al 26 per cento". Una promessa quella del premier che verrà mantenuta sulle spalle di chi investe e dei risparmiatori.Dall'innalzamanto saranno esclusi Bot e Btp, che hanno però rendimenti ormai molto marginali. Gli italiani iniziano allora a virare su altre tipologie d'investimento per i propri risparmi. L'obiettivo è evitare il salasso preparato da Renzi, Padoan&Co. Ecco dunque una breve guida agli investimenti per far fuori il salasso fiscale.

I libretti di risparmio - I libretti di risparmio, postali o bancari, sono strumenti simili ai conti correnti, molto pratici e semplici da usare, utilizzati spesso per la pensione o comunque in sostituzione del conto.La tassazione sugli interessi dei libretti resta al 20% e non aumenta al 26% come per le obbligazioni bancarie, le azioni, i bond societari, i dividendi, i pronti conto termine, le polizze di investimento, i fondi comuni.
Sui libretti di risparmio la prima tassa che si paga è l'imposta di bollo (bollo sulle comunicazioni finanziarie): si tratta di un onere fisso pari a 34,20 euro.

Conti deposito - Tra gli strumenti bancari che negli ultimi anni hanno contribuito all'innovazione del settore ci sono i conti deposito.Sui conti deposito vige un'imposta di bollo progressiva, una mini-patrimoniale che si calcola in base alle liquidità, alle somme depositate (vincolate o meno, in base che si sia scelto un conto deposito vincolato o libero, che per questo aspetto non fa differenza): da gennaio 2014 l'imposta di bollo sul conto deposito è dello 0,2% delle liquidità. La tassa sugli interessi dei conti deposito rimane invece al 20%.

I buoni fruttiferi - Poi tra gli investimenti in cima alle preferenze degli italiani ci sono i buoni fruttiferi postali. La tassazione sui buoni e soprattutto sui rendimenti resta sostanzialmente invariata. Il governo Letta ha aumentato l'imposta di bollo progressiva sugli investimenti dallo 0,15% allo 0,20%. Tra i prodotti che rientrano in questa categoria ci sono appunto i buoni fruttiferi postali. La tassazione sui rendimenti resta invece al 12.50%.

Obbligazioni - Infine per resistere alla stretta del fisco voluta da Renzi è possibile investire sulle obbligazioni sovrane degli altri stati. Come ricorda Qui Finanza conviene puntare su quelli a fiscalità privilegiata, appartenenti alla cosi detta 'white list', per i quali esistono accordi di libero scambio di informazioni fiscali. Gli interessi delle obbligazioni sovrane emesse da questi stati restano, per legge, assoggettabili al prelievo fiscale del 12,50%, come per i BTP italiani. Quindi, sconfinando, è ancora possibile ottenere rendimenti netti in grado di battere l'inflazione e anche di guadagnare qualcosa, magari investendo in titoli di stato in valuta. Così è possibile ottenere ancora dei rendimenti intorno al 6% investendo, senza troppi rischi.

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Commenti all'articolo

  • romelux

    06 Agosto 2014 - 18:06

    Sarà un caso ma da alcuni anni noto che non se ne indovina una in campo economico?Come mai avviene cio',andando avanti di questo passo,l'Argentina è dietro l'angolo anche per noi,e già sarebbe un mezzo successo.

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  • gianvalle22

    11 Aprile 2014 - 13:01

    Ottimo riferimento alla white list nella quale ci sono titoli europei ed extra europei con cedole interessanti. Ho già notato, in base alla quotazioni degli ultimi giorni, movimenti di questo tipo, che si rinforzeranno quando la legge entrerà in esecuzione. Di fatto l'obiettivo di introito previsto da Renzi, debole in economia (per non parlare di Del Rio) non sarà rispettato !

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  • fausta73

    30 Marzo 2014 - 17:05

    ma lo sapete che un buono postale dà lo 0,25% lordo, cioè lo 0,21 netti e che aggiungendo il bollo di stato dello 0,2% sui soldi investiti non ci si guadagna niente? O meglio su 100000 euro 200 euro vanno allo Stato e 19 euro all'investitore. C'è ancora chi investe in poste?

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