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Le poltrone

Enel, Eni, Finmeccanica: tutte le poltrone in ballo
chi entra e chi esce

Enel, Eni, Finmeccanica: tutte le poltrone in ballo 
chi entra e chi esce

 

Il 13 aprile l'azionista Tesoro dovrà presentare le liste per il rinnovo dei consigli di amministrazione dei grandi gruppi, a cominciare da Eni e Enel, da Finmeccanica e Terna. Più in là le scadenze per Enel (27 aprile) e Terna (2 maggio). Ma, pur avvicinandosi a grandi passi questa scadenza, il mosaico delle poltrone che scottano (complessivamente 350) sembra ancora tutto da comporre con tanti tasselli ancora da collocare. Tanta, dunque, l’incertezza ma tanta anche la fibrillazione intorno a quello che, in questa fase, è uno dei dossier più cruciali e imminenti nell’agenda di governo, insieme alla presentazione del Def prevista per questa sera e il nodo da sciogliere sulle coperture di 7 mld per finanziare le detrazioni ai lavoratori portando 80 euro in più in busta paga da maggio per i redditi inferiori ai 25mila euro l’anno. E, rispetto alle altre tornate di nomine del passato, la partita dei rinnovi al vertice costituisce un vero e proprio banco di prova dove si misurerà la portata innovativa dell’esecutivo guidato da Matteo Renzi. Il quale ha voluto chiarire i criteri che guideranno la scelta dei top manager pubblici. Le nomine, ha puntualizzato, "non si fanno tirando un nome a caso ma sono conseguenza dei progetti industriali delle imprese”. Ed è "alla luce di questi progetti che decideremo”. L’indicazione che sembra emergere è che possa esserci discontinuità nella nomina delle guide operative, e che in qualche caso gli attuali amministratori delegati possano essere dirottati verso la presidenza.

Le poltrone ambite - Intanto, il totonomine impazza. Per la guida del gruppo del "cane a sei zampe", circola il tandem composto da due ex, Stefano Cao e Franco Bernabè. Ma è considerata forte una candidatura interna, quella del direttore generale Claudio Descalzi. Circola anche il nome di Lorenzo Simonelli, fiorentino, capo della General Electric Oil & Gas: nonostante abbia già fatto sapere di voler restare al suo posto, le sue quotazioni restano alte. Un cambio della guardia è dato per scontato anche ai vertici dell’Enel: secondo i rumors, al posto dell’ad Fulvio Conti, che potrebbe traslocare alla presidenza, in salita sono le quotazione dell’attuale amministratore delegato di Enel Green Power, Francesco Starace, ma ha delle chances anche il dg della Rai, Luigi Gubitosi. Secondo la stampa spagnola, in corsa ci sarebbe anche l’attuale Ad di Endesa, Andrea Brentan.

E su Finmeccanica...Giorgio Napolitano sorveglia che in Finmeccanica non ci siano troppi scossoni. Tra le ipotesi sul tappeto, in caso di mancata riconferma dell’ad Alessandro Pansa, una soluzione interna, con una promozione dell’attuale ad di Alenia Aermacchi, Giuseppe Giordo, e una soluzione esterna, con Francesco Caio che potrebbe avere buone chances. Per la presidenza si parla di una riconferma di Gianni De Gennaro, nominato nel luglio scorso. Il nome di Bernabè viene fatto anche per la presidenza della holding dell’aerospazio e difesa. Del resto, quello di Bernabè non è l'unico caso in cui il nome venga indicato per più società. Ad esempio, di Caio si parla anche per il vertice delle Poste, al posto di Massimo Sarmi e Gubitosi viene indicato come successore di Flavio Cattaneo sulla poltrona di ad di Terna. Nel totonomine, spunta anche il nome di di Domenico Arcuri, oggi alla guida di Invitalia, per il quale potrebbero aprirsi le porte di Finmeccanica.

 

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Commenti all'articolo

  • maxgarbo

    14 Aprile 2014 - 19:07

    solita giostra, soliti rimpasti fra di loro! Ma di gente con le palle ce n'è, basta alzare la testa, smetterla di fare il giochetto con le 3 carte!

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  • Bolinastretta

    08 Aprile 2014 - 15:03

    il gioco delle tre carte... meti quello al posto di qusto, che va al posto dell'altro che prende il posto di quello... cosa cambia NULLA - i nomi sono sempre gli stessi cambiano solo ufficio poltrona e segretaria!!!

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  • raf1943

    08 Aprile 2014 - 14:02

    E' la solita corsa e la solia giostra delle poltrone!Tutto si vuole cambiare perchè nulla cambi!E il PD,con alla guida Renzi,muove e guida la giostra!!Altro che riforme!!Bastano gli 80 euro in busta paga ai lavoratori dipendenti per gettare fumo negli occhi della gente comune,quella che produce e che lavora e che non vede seri spiragli per uscire dal tunnel della crisi?

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