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La mossa

Agenzia delle Entrate verso la fusione con Equitalia

Agenzia delle Entrate verso la fusione con Equitalia

Sta circolando l’idea - rilanciata dal Corriere della Sera - di fondere Agenzia delle Entrate con Equitalia. Ne nascerebbe una delle più grandi imprese del Paese, con circa 48mila dipendenti. Tutti pubblici. Un pericoloso leviatano fiscale nel cui ventre sparirebbero del tutto i confini tra chi si occupa di norme e di lotta all’evasione e chi - a valle - dovrebbe gestire la riscossione dei tributi. Il tutto sembrerebbe dover avvenire all’insegna di una spending review che però non convince nemmeno gli addetti ai lavori. D’altronde la recente incorporazione dell’Agenzia del Territorio nelle Entrate non sembra aver prodotto particolari risparmi. Ma c’è un motivo politico per cui i cittadini dovrebbero dire no con fermezza all’ipotesi di fusione. Sarebbe la definitiva abdicazione da parte dei partiti e della politica alla gestione del Fisco. In Italia - negli ultimi anni - tutto è stato affidato ai funzionari di Stato e la fusione sarebbe la sublimazione di questa logica. Esattamente il contrario di quanto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha promesso da quando è in carica.

Potrebbe comunque non essere un caso che tali indiscrezioni siano state diffuse proprio assieme alla notizia dell’abbandono da parte di Attilio Befera, attuale numero uno dell’Agenzia. Ne nascerebbe un vorticoso giro di poltrone e l’eventuale fusione con Equitalia renderebbe più facile la supervisione del manuale Cencelli. A rassicurare sulla situazione ci pensa Enrico Zanetti, Sottosegretario all’Economia e deputato di Scelta Civica: «Né in sede di governo né in sede ministeriale si è affrontata la questione di una ipotetica fusione. Quello che va fatto, semmai - aggiunge Zanetti - è togliere Equitalia dal controllo dell’Agenzia delle Entrate e portarla sotto il diretto controllo del Mef. Così come al Mef vanno ricondotte le funzioni di interpretazione delle norme, risposta agli interpelli dei contribuenti e audit. Qui la spending review c’entra poco o nulla, mentre c’entra moltissimo - conclude Zanetti - la prosecuzione di un progetto che, con l’avallo di una politica cinicamente interessata solo al gettito, ha trasformato negli anni l’Agenzia delle Entrate in un vero e proprio ministero delle Finanze autonomo da ogni controllo esterno sostanziale».

A rendere pericolosa - a nostro avviso - l’operazione sono anche altri due fattori. Il primo riguarda la tanto attesa riforma del comparto riscossorio. Per la terza volta è stato prorogata la scadenza della gestione dei tributi comunali dal momento che il panorama è ancora molto confuso. Una eventuale fusione prima di aver riformato con chiarezza il metodo e le competenza potrebbe portare a ulteriori allungamenti dei tempi. Ma soprattutto la domanda da porsi riguarda il bilancio di Equitalia. L’azienda dopo diverse fusioni, è diventata nel complesso un gruppo interamente a capitale pubblico (51 per cento dell’Agenzia delle Entrate e 49 per cento dell’Inps). Nonostante i numerosi interventi di natura privatistica, ovvero tagli e risparmi, come ha recentemente sottolineato la Corte dei Conti, Equitalia ha inglobato le magagne del passato e ha visto passare nell’ultimo anno contabile i debiti da 86 milioni a 805, per un passivo totale di 858 milioni, se si considerano anche le altre società della holding. Una parte della colpa va alla sparizione dell’Ici, alla diminuzione delle commissioni e alla dilazione dei sistemi di recupero voluti dal governo Letta. Ma il punto è: che fine farà il buco: verrà inglobato? Attenzione. Ci aspettiamo risanamenti, non vicende che possano ricordare i bilanci (più magri di 12 miliardi) del super-Inps dopo aver inglobato l’Inpdap. Attenzione.

di Claudio Antonelli

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Commenti all'articolo

  • GiorgioBanino

    13 Aprile 2014 - 10:10

    Bisogna azzerare tutto ed emanare poche leggi, in italiano, chiare. Ricavi - spese documentate - detrazioni permesse = totale da tassare. A parete le grandi imprese è molto facile per tutti.

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  • romamaccio

    13 Aprile 2014 - 08:08

    Anch'io sono stato partita iva,e ci sono andato in pensione! Ma non capisco tanta meraviglia affermando di essere stato chiamato 3 volte in 11 anni, (che per me è una tortura!) perchè le avrà creato un'ansia psicologica disturbandola nel quotidiano lavoro. Ho un dubbio, se non è in pensione, aver avuto soltanto 11 anni la partita iva mi sembrano pochini, potrei dedurre che lei professionalmente è

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  • Tobyyy

    13 Aprile 2014 - 01:01

    Toby - Scusate, qualcuno sa dirmi quando cominceranno ad indagare sulla rapina del Monte Paschi di Siena ? C'è qualche giudice che ascoltaaaaa o qualche finanziere in servizioooooo ......?

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  • Tobyyy

    13 Aprile 2014 - 01:01

    Toby - È giusto che comincino a pagare le tasse anche i comunisti ricchi e le cooperative rosse che tanti miliardi hanno sottratto ed evaso.....cominci da lì la guardia di finanza, ed anziché scagliarsi sempre contro gli onesti cittadini, comincino a controllare anche costoro.....!

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