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Sotto esame

Fisco, arriva la pagella del contribuente
Chi è bocciato è a rischio evasione

L'Agenzia delle Entrate darà un voto sull'affidabilità di tutti i cittadini

Attilio Befera

 

 

 Ora il Fisco ci dà anche i voti. Allo studio dell’Agenzia delle Entrate c’è un sistema che permette di dare un  voto al contribuente, un voto che esprimerà il grado di affidabilità dei cittadini e permette di individuare i soggetti a rischio evasione su cui andare a colpo sicuro per effettuare controlli e accertamenti. Lo spiega il Sole 24 Ore in edicola domenica 13 gennaio: questo sistema permetterà di migliorare la capacità di selezione dei soggetti da sottoporre a controlli fiscali. Ovviamente otterranno punteggi più bassi quei contribuenti che, nella loro dichiarazione dei redditi indicano valori troppo assi rispetto ai redditi effettivamente percepite. La pagella sarà uno strumento utile anche per il funzionamento del nuovo redditometro per cui , secondo il Sole, “l’amministrazione finanziaria elaborerà a breve le liste selettive con cui far partire i controlli già dalle prossime settimane”.

 

In OLe difficoltà Ogni cittadino riceverà un voto che sarà calibrato in base a determinati parametri (come l’area geografica, l’anno di imposta o, nel caso di società, eventuali perdite nel triennio).  Le attenzioni del Fisco si concentreranno su chi ha i voti più bassi.  I controlli anti-evasione per il 2013 partiranno proprio sulla base dellle liste selettive dei contribuenti a rischio eevasione  Il quotidiano di Confindustria evidenzia tuttavia un problema con cui questo metodo dovrà inevitabilmente scontrarsi. Scrive: “ le 128 banche dati di cui dispone l'amministrazione finanziaria presentano ancora una serie di problemi strutturali. Il principale è che la mole enorme di informazioni disponibili spesso non può essere intrecciata, perché i dati sono disomogenei o immessi ancora in modo manuale all'interno. Ecco perché la commissione parlamentare caldeggia la necessità di standard comuni per tutte le amministrazioni oltre a quella di formare il personale addetto”. L’Agenzia delle Entrate sta per questo già lavorando a una revisione di software e delle banche dati per “migliorare la qualità delle notizie disponibili”: 

 

 

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Commenti all'articolo

  • Pasmim

    16 Gennaio 2013 - 08:08

    La cosa che mi fa incazzare è che tutte ste diavolerie non serviranno a risanare lo stato. Fino a quando ci saranno parassiti come i nostri politici e i loro (amici) direttori generali, manager e altri protetti della "Cosa Pubblica" (oramai divenuta COSA LORO) i costi aumenteranno sempre e insieme le tasse. Loro non rinunceranno mai ai loro cazzi e non gliene frega assolutamente niente dei nostri figli. La verità è che ce li meritiamo visto che non facciamo nulla. Gli evasori, poi, non li acchiapperanno mai. Tutti li conosciamo, inclusa la GDF e Befera, ma nessuno fa nulla altrimenti il parlamento si svuoterebbe quasi del tutto...

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  • LapuLapu

    15 Gennaio 2013 - 14:02

    Se uno paga tutte le tasse che è tenuto a pagare, ed è quindi in regola, che glie ne importa del redditometro? Gli fanno l'accertamento? E chissenefrega, è in regola! Diverso è il caso di un evasore. Ma se è un evasore non può lamentarsi perchè lo beccano.

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  • rosablulibero

    15 Gennaio 2013 - 12:12

    Giusto pagare le tasse se tutti i lavoratori avessero stessi diritto, stessi trattamenti, stesse protezioni, stesse responsabilità, stessi controlli......... A lei non sfugge sicuramente che il lavoratore autonomo non ha nulla di quanto sopra descritto. I lavoratori autonomi che evadono le tasse dovrebbero bloccare il proprio lavoro per tre giorni e richiedere allo Stato gli stessi diritti degli autonomi. Poi garantire allo Stato il pagamento corretto di tutte le tasse richieste, avendo in cambio uno stipendio garantito rispetto alle ore di lavoro svolte. Es.: dichiaro di guadagnare 5000 al mese. Pago 2500 di tasse. Se sono malato l'Inps mi elargisce la mutua rispetto alla mia dichiarazione dei redditi. Se fallisco lo Stato si prende carico dei miei debiti. Se lavoro senza guadagnare, perché non si vende più niente, allora lo Stato mi elargisce uno stipendio dignitoso in linea con gli stipendi dei lavoratori dipendenti. Cosa ne pensa?

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  • Baronedel Carretto

    14 Gennaio 2013 - 14:02

    Si fa confusione. Un conto è la richiesta legittima di un paese civile ai propri cittadini di pagare le tasse e di accertarne il pagamento, una altra questione è inseguire i parenti che pagano la badante alla vecchia zia levandosi letteralmente il pane di bocca,per poi sentirsi dire "hai lo scontrino per due paia di scarpe del 2010 altrimenti Befera mette in conto 300€ e i paghi pure le tasse". Ormai Befera serve solo a strizzare i lavoratori per levargli il sangue per pagare i pingui stipendi dei 200.000 manager di stato e dei 300.000 superpensionati.

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