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Il flop della lotta all'evasione

Altro che 13 miliardi: recuperato meno di uno

Altro che 13 miliardi: recuperato meno di uno

Matteo Renzi ha un merito: avendo per la prima volta utilizzato per il suo decreto 80 euro anche una particina delle famose entrate dalla lotta all'evasione fiscale, ha sollevato il velo ufficialmente su uno dei grandi bluff della finanza pubblica italiana. La somma utilizzata non è granchè: 300 milioni nel 2014, ripetuti anche nel 2015 e nel 2016. Presentando la manovra a palazzo Chigi secondo il suo costume il premier ha incorniciato questa scelta come uno dei fiori all'occhiello: siccome la lotta all'evasione- ha detto- sta andando fortissimo nel primo trimestre 2014, c'era un tesoretto a disposizione. Prudenzialmente i suoi gli avrebbero lasciato usare solo una parte di quello che era già in cassa al 31 marzo 2014. Non essendoci precedenti, era probabile che la Ragioneria generale dello Stato avrebbe faticato a giustificare quella sia pur piccola copertura usata nel decreto. E lo ha fatto arrampicandosi un po' sui muri nella relazione tecnica al disegno di legge 1465 depositato in Senato (quello di conversione in legge del decreto sugli 80 euro). Per poterne fare uso era necessario che quei 300 milioni di euro fossero strutturali, e così la Ragioneria si è messa a verificare, confrontando consuntivo dello Stato 2012, previsioni di cassa 2013 e previsioni di gettito inserite nel bilancio 2014. Dal governo e dalla Agenzia delle entrate ci eravamo sentiti dire che era stata recuperata evasione nel 2013 per oltre 13 miliardi di euro. Cifra un po' più alta di quanto dichiarato nel 2012, ma insomma in questi anni ci siamo sentiti dire numeri roboanti che oscillavano appunto fra i 10 e i 13 miliardi di euro.

Siccome in sette anni si sarebbero recuperati secondo gli annunci ufficiali poco meno di 80 miliardi di euro di evasione, era difficile comprendere perchè mai dieci anni fa l'evasione fiscale italiana era stimata in 130 miliardi di euro e le stime più aggiornate indicano cifre di poco superiori: 138 miliardi di euro. Se uno avesse davvero pizzicato l'evasore fiscale, oltre a incassare more e sanzioni per il passato, dovrebbe recuperare quel gettito sottratto al fisco anche per tutti gli anni successivi. E invece questo non accade. Quanti erano i soldi veramente a disposizione nel 2013? Risponde la ragioneria generale dello Stato: 0,7 miliardi di euro. Vale a dire 700 milioni che consentono a Renzi di spenderne i 300 voluti, ma una somma di gran lunga inferiore ai tesoretti che ogni anno ci annunciano in pompa magna. Da dove deriva questa abissale differenza? Da una cosa molto semplice: non si tratta di evasione fiscale recuperata dal fisco, questo è solo la propaganda ufficiale del governo a dirlo. Quei 700 milioni di euro sono la differenza contabile fra quanto inserito preventivamente nei capitoli di bilancio sulle entrate extratributarie per "le riscossioni a mezzo ruolo incluse quelle relative a interessi e sanzioni delle imposte dirette e indirette".

Il governo di Mario Monti aveva contabilizzato preventivamente come incassi certi dello Stato per il 2013 10 miliardi di euro su quei capitoli. Ne fossero entrati di meno ci sarebbe stato un buco di bilancio, con la necessità di varare una manovra correttiva. Ne sono entrati invece 10,7 miliardi di euro, e avanzano appunto quei 700 milioni. I dati dimostrano esattamente quanto denunciato da Libero nella dettagliata inchiesta realizzata in questi giorni da Giacomo Amadori sulle "tangenti fiscali di Stato": ogni governo decide prima ancora di sapere se questo o quell'imprenditore ha aggirato una dieci o cento tasse, che in ogni caso nelle casse dello Stato quell'anno debbono entrare 10 miliardi di euro dalla attività di accertamento svolta dalla guardia di Finanza e poi certificata dalla Agenzia delle Entrate. Questo metodo costringe tutti a trovare un colpevole per forza. Se hai fortuna ne scovi uno vero, e allora lì recuperi entrate anche per gli anni a venire. Altrimenti devi andare a spaccare il capello in quattro con il primo che ti capita a tiro, perchè lo Stato ha un maledetto bisogno di quei soldi quell'anno lì. Finire o meno dentro quel tritacarne è puro colpo di fortuna: quando hanno raggiunto la cifra che li costringono a portare via, tutti mollano la presa. Al massimo avanzano appunto quei 700 milioni come è accaduto l'ultimo anno.

Ci sono molte sorprese nella relazione tecnica, e non solo questa certificazione formale della pretestuosità della lotta all'evasione fiscale. Fra le tante che raccontano verità assai diverse di quelle narrate dal premier in conferenza stampa c'è la leggenda del taglio degli F35 (la riduzione di 400 milioni non riguarda infatti quel programma di spesa in alcun modo, ma l'intero capitolo degli investimenti per l'ammodernamento militare, che ammonta su base 2014 a 3,2 miliardi di euro. Clamorosa la sceneggiata fatta da Renzi sulla abolizione delle agevolazioni postali per i candidati politici in occasione di campagne elettorali. Il premier aveva esaltato questa misura, dicendo che non avrebbe fatto piacere ai partiti politici e ai loro candidati. La bozza del decreto in entrata in effetti prevedeva che questa agevolazione non valesse per le europee. Ieri il Fatto quotidiano ha segnalato che invece il testo della legge in Gazzetta ufficiale faceva scattare solo dal prossimo primo giugno l'abolizione della agevolazione, di cui quindi avrebbero usufruito tutti i candidati alle europee. La relazione tecnica del decreto finalmente racconta la verità. L'Italia era sotto osservazione della commissione europea per una direttiva del 20 novembre 2012 che chiedeva una data certa in cui fare finire quella agevolazione concessa ai politici da Poste italiane. L'anno limite entro cui l'Italia sarebbe finita in mora se non avesse tolto quella agevolazione era il 2014. Renzi ha beffato tutti: i contribuenti rivendicando una scelta sui costi della politica che non era sua, ma imposta dalla Ue. E la Ue, perchè togliendo il regalino ai politici solo dal 1 di giugno di fatto lo ha concesso per tutto quest'anno. Tanto è che nel 2014 nessun risparmio è previsto: ce ne saranno solo a partire dal 2015 (11,6 milioni di euro) e 2016 (12,7 milioni di euro).

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • sergiofurioso

    11 Giugno 2014 - 18:06

    La circ.nr.8/E dell'Ag d. Entrate del 23.02.06,consente alla grande distribuzione, di emettere scontrini non fiscali(ai sensi dell'art 1 co.429 legge 311/2004) i registratori di cassa,sono privi di memoria fiscale,non devono conservare lo scontr. di chiusura giornaliera,hanno 7 ggdi tempo per inv.i corrispettivi.Date la colpa ai piccoli commercianti per sviare l'attenzione dai veri evasori.SVEGLIA

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  • imahfu

    05 Maggio 2014 - 21:09

    La lotta all'evasione sara' un flop se tutti fanno come Berlusconi.

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  • osicran2

    04 Maggio 2014 - 18:06

    Da quello che ho letto, deduco che siamo in mano ad una massa di incompetenti. Non resta che restare a guardare ed a vedere come s'impiccheranno. Io, da parte mia, ho già deciso! Possono fare mille elezioni, ma il mio voto non lo avrà più nessuno!

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  • encol

    03 Maggio 2014 - 17:05

    Lo stato ovvero l'apparato statale formato da buffoni incapaci ma sopratutto ladri impenitenti, NON capiranno mai che il problema vero sono proprio loro i deputati al parlamento italiano TUTTI, NESSUNO ESCLUSO. Non si taglieranno mai i lauti emolumenti + privilegi accumulati, anche se ciò comporterà il fallimento VERO del paese. Noi siamo nelle mani di questa gentaglia.

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