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Il terrore

Renzi nel dramma per il Pil Ora ha paura per gli 80 euro

Renzi nel dramma per il Pil Ora ha paura per gli 80 euro

Sì, è stato un mezzo dramma. Quando l’Istat ha comunicato a Matteo Renzi il dato del Pil del primo trimestre 2014, il volto del presidente del Consiglio «si è fatto nero». Parola di un esponente del governo che ci confida la botta arrivata sull’esecutivo. «Non se lo aspettava, anche se qualcuno di noi nelle riunioni preparatorie della manovra sugli 80 euro avevano avvertito il presidente del Consiglio: se si vuole dare una scossa subito all’economia servono interventi magari meno eclatanti, sicuramente meno costosi, ma subito efficaci. Lui però non ha voluto nemmeno discuterli». Quella caduta della ricchezza degli italiani in tre mesi in cui prima Renzi come segretario del Pd era il maggiore azionista delle scelte dell’esecutivo (di fatto già non più guidato da Enrico Letta), e per metà del periodo pure il premier, è stata una doccia fredda davvero non immaginata. Un inciampo forse per la campagna elettorale, perché anche quello spread immediatamente girato verso l’alto fa effetto sugli elettori. Ma quella paura del premier «on è legata al voto del 25 maggio», confida il membro dell'esecutivo, «ma ai mesi successivi.

Alla reazione psicologica che potrebbe contagiare gli italiani. È la grande corsa verso la fiducia che è a rischio. E questo potrebbe incidere anche sulle scelte che si faranno anche per quegli 80 euro». Secondo il suo collega di governo era talmente lontano dall’idea di quel -0,1% del Pil da avere pensato sulle prime che si trattasse «di un errore dell'Istat». Reazione ingenua, ma nelle ore successive il premier sembrava «quasi prostrato, certamente preoccupato di quel che potrà accadere». Ingenuità e forse anche un pizzico di presunzione, Renzi aveva davvero immaginato «che la sua presenza e il suo stile avrebbe come diceva lui cambiato verso all’economia italiana. Ora è chiaro che così non è.

Ma il dato negativo del Pil - purtroppo anche uno dei peggiori nella Ue - e lo spread che risale possono fare danni gravi, e sono quelli di cui il presidente è davvero preoccupato. Se prevale la sfiducia, se anche i giornali ora faranno titoloni negativi, sarà un disastro per quegli 80 euro. Perché il rischio serio è che la gente cominci a temere una manovra correttiva dei conti pubblici in autunno. Insomma, il solito film a cui si è assistito in questi anni. Se temono quello, quei soldi che diamo loro non verranno spesi, ma tenuti da parte temendo giorni peggiori assai vicini. Noi avevamo bisogno come il pane di quel dato sul Pil. Se a giugno non spenderanno quegli 80 euro, se non si sbloccano rapidamente almeno un po’ dei pagamenti alla pubblica amministrazione, rischiamo un dato non positivo anche nel secondo trimestre. E se arriva quello, la frittata sarà seria.

Secondo le ricostruzioni non ufficiali di queste ore, il dato sul Pil che pone l’Italia anche nella curva bassa dell’area dell’euro, ha creato anche qualche tensione interna alla stesa maggioranza di governo. Perchè il Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano aveva messo in guardia il premier e consigliato interventi più semplici, mirati e di immediata efficacia. Lo stesso Maurizio Lupi aveva avvertito che il dato positivo del Pil nell’ultimo trimestre del 2013 era dovuto proprio al pacchetto di misure sulla casa varate dall’esecutivo di Enrico Letta e che portavano la sua firma. Le ristrutturazioni casa agevolate hanno avuto un effetto quasi immediato sul Pil, e più di 2 miliardi di euro hanno inciso proprio sul dato del quarto trimestre dell’anno scorso, drogandolo un po’. «È vero», ammette la fonte governativa, «proprio sulla base di quella esperienza loro avevano proposto un pacchetto di misure simili nei primissimi giorni di governo. Ma Renzi è stato pressochè irremovibile. Lui puntava sui soldi della pubblica amministrazione alle imprese e su quello sconto fiscale ai lavoratori dipendenti di classe medio-bassa. Non solo, ma anche pensando alle elezioni europee».

Tutti i dati rilasciati da Eurostat nell’ultimo mese fotografano una realtà macroeconomica italiana che non dà alcun segno di miglioramento. Sempre più gravi i dati del mercato del lavoro, ma anche l’ultimo sulla produzione industriale è preoccupante: a marzo è caduta dello 0,5% pur in un contesto generale negativo (la media Ue è stata una flessione dello 0,3%). Che nel vecchio continente la ripresa non abbia acceso un motore simile ad altre zone del mondo è per altro un fattore di aggravamento della situazione italiana, che alle debolezze strutturali endogene non può nemmeno accompagnare quel minimo di traino della locomotiva dell’euro.

di Franco Bechis

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Commenti all'articolo

  • seve

    22 Maggio 2014 - 09:09

    Come si fa a non capire che il continuo saccheggio del fisco,Banche,Equitalia ,mancati interventi sullamiriade di orpelli della burocrazia ,mancati tagli di spese ,tutto ha contribuito a far si che in Italia ogni iniziativa economica non lascia margini per chi rischia .Il tornaconto non c'è più ,meglio andare a pescare. Si continua a non capire e si continua a rubare .

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  • irucangy

    22 Maggio 2014 - 08:08

    Solo gli imbecilli, i collaborazionisti, i prezzolati non capiscono qual'e' il vero problema, o meglio, fanno finta di non capire. Poi ci sono le truppe cammellate del Pd alla scalfarotto che non si rendono conto neanche di quello che dicono ma amplificano un disco registrato che gli e' stato registrato in testa come un cd. L'euro e' sopravvalutato per noi e sottovalutato per i crucchi.

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  • nick2

    21 Maggio 2014 - 20:08

    A mio avviso Renzi ha fatto un colossale errore di valutazione. Spera di far man bassa di voti dei berlusconiani pentiti e se ne frega del fatto che la base del PD non possa sopportare chi si pone come uomo della provvidenza. Il risultato sarà che gli ex berlusconiani e molti PD voteranno Grillo e l’Italia finirà nel caos più nero.

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  • piero.garuti1964

    21 Maggio 2014 - 19:07

    Io non sono un economista ma ogni giorno vedo aziende che chiudono negozi che falliscono. Poi capisco che se domani vendono 500.000 corde per impiccarsi il pil risale , ma dove la vedono sta ripresa ?

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