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Governo, Tasi, rinvio rata al 16 ottobre

Governo, Tasi, rinvio rata al 16 ottobre

Dopo il voto Renzi si rimette a lavoro. Il governo accelera sulla riforma della pubblica amministrazione. Il governo sta pensando di anticipare un piccolo pezzo della riforma con un emendamento al decreto legge sul bonus da 80 euro, già all’esame del Senato. Dopo avre letto le migliaia di mail arrivate al ministro Marianna Madia da parte di tanti cittadini che lavorano nel pubblico, Renzi forza la mano e prepara la riforma degli statali. 

La riforma - Il pacchetto urgente contiene tre misure. La prima è l’accorpamento di Aci e motorizzazione, assegnando proprio alla motorizzazione la gestione del Pra, il pubblico registro automobilistico, oggi diviso a metà con l’Automobil club. Le altre due misure riguardano la creazione di una scuola unica della pubblica amministrazione, che fonderebbe le cinque esistenti oggi, e l’istituzione di una banca data unica per le società partecipate degli enti locali, con il controllo affidato al ministero dell’Economia. Oggi si deciderà se allargare i limiti del bonus da 80 euro per le famiglie con almeno tre figli e con un solo stipendio. Ma la strada sembra in salita perché non è facile trovare le risorse. Mentre ha buone probabilità di passare la proposta del presidente della commissione Finanze, Mauro Maria Marino (Pd), che riammette alla rateizzazione dei debiti fiscali chi ha perso questa possibilità.

Caos casa - Sulla Tasi, la nuova tassa sulla casa, sembra caduta sul 16 ottobre la scelta per il rinvio della prima rata nei 6 mila Comuni che non hanno ancora fissato aliquote e detrazioni. La nuova scadenza riguarderà anche le prime case per le quali, altrimenti, si sarebbe dovuto pagare tutto in un colpo solo, a dicembre. Sulle anticipazioni di cassa il ministro dell’Economia Pier Carlo Padaon dice che saranno "temporanee e nell’ambito delle risorse disponibili". Difficile, però, che nei duemila Comuni già in regola con aliquote e detrazioni, dove quindi la prima rata si paga a giugno, arrivino a casa i bollettini precompilati. Secondo il presidente dell’Associazione dei Comuni, Piero Fassino, è "impossibile". Insomma ancora una volta sulla casa è caos e la stangata che preparano i comuni costerà molto più di 80 euro...

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Commenti all'articolo

  • danielagerardo

    10 Giugno 2014 - 09:09

    vorrei far presente ai signori politici che quando una persona ha una pensione da € 1.300 al mese con 2 figli a carico e moglie. come fa a pagare così tante imposte sulla casa? Forse questi signori vivono fuori dalla realtà..Oppure mi sorge un dubbio è iniziato l'esproprio legale dei beni delle famiglie italiane..

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