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La mossa

Bce, tassi, prestiti e titoli di Stato: così le banche possono "fregare" Draghi

Bce, tassi, prestiti e titoli di Stato: così le banche possono "fregare" Draghi

Per ora, sorridono solo le banche. La mossa della Bce e di Mario Draghi, che ha tagliato i tassi centrali allo 0,15% e penalizza (-0,10%) i depositi degli istituti presso la Banca centrale europea (circa 125 miliardi), sulla carta vuole essere un incentivo alla crescita e alla ripresa dell'Eurozona. Sulla carta le banche dovrebbero essere invogliate a investire nelle aziende, a riaprire il credito, "ritirando" parte di quei soldi depositati e, soprattutto, utilizzando i 400 miliardi di prestiti promessi da Draghi e vincolati, appunto, agli aiuti alle piccole imprese. Sulla carta, appunto, perché nei fatti le cose potrebbero andare diversamente. 

Come aggirare la Bce - Gli istituti che non "gireranno" i prestiti della Bce per fare credito agli imprenditori andranno incontro a una "penalizzazione", che a conti fatti potrebbe non incidere sulla reale destinazione di quei soldi. Federico Fubini su Repubblica prospetta un futuro meno ottimistico: il prestito è a due o quattro anni, con tasso (bassissimo) dello 0,25 per cento. Una volta incassato, facciamo un esempio, il 7% del proprio portafoglio-prestiti, le banche in debito d'ossigeno potrebbero scegliere di investire quei miliardi in titoli di Stato a rendimento sicuro (3%) come Btp italiani o Bonos spagnoli, contribuendo ad abbassare per anni lo spread rispetto ai Bund tedeschi. Pagheranno, sì, la penale alla Bce ma nel frattempo avranno guadagnato a sufficienza e, conseguenza incidentale, faranno sì che saranno i cittadini, investendo in titoli di Stato, ricapitalizzino involontariamente le stesse banche. E in questo modo l'Italia, che oggi paga 15 miliardi di interessi sui titoli di Stato emessi, pagherebbe di più. 

Euforia in Borsa - Quella di Draghi restava l'unica mossa da fare per cercare di far ripartire l'economia, e qualche ricaduta positiva contro la deflazione potrebbe portarla, a medio termine. Di fatto però tra 2013 e 2014, mentre i Paesi europei arrancavano, le Borse brindavano. E a sorridere sono stati proprio i titoli bancari, il cui indice è salito dell'1,34 per cento. In particolare, in Italia l'aumento è stato del 2,14%, con il listino delle imprese finanziarie a Piazza Affari che ha toccato addirittura il più 46%, il 25% nei soli primi sei mesi del 2014. Una distanza dall'economia reale sempre più straniante: chi vive di rendita ha guadagnato 100 miliardi, chi vive di lavoro e di impresa ha perso tutto o quasi. 

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Commenti all'articolo

  • Sessantottino

    06 Giugno 2014 - 17:05

    La BCE può portare il tasso anche allo 0,00%, non cambierà nulla per le famiglie e le PMI. Qualche mese fa mi sono recato in banca (nella banca in cui ho il conto corrente da oltre 30 anni) per chiedere un piccolo finanziamento di 12.000 Euro, sapete quanto mi applicavano di TAEG? Il 12.80% nonostante il tasso BCE fosse allo 0.25% (con un piccolo aumento, in favore della banca, del 12.55%) Azz....

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  • ilsognodiunavit

    06 Giugno 2014 - 13:01

    Certo il sapere che vengono dati soldi alle banche affinchè rilancino l'economia finanziando l'industria e queste ultime acquistano invece titoli di stato, è molto triste, in pratica Draghi finanzia lo stato passando attraverso le banche, ma la voragine statale non sarà mai colma con questo modo di fare, tappi un buco e ne scopri un altro ancora più grande. Solo molte belle parole vengono dette ma

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  • contenextus

    06 Giugno 2014 - 10:10

    Allora, 10 anni fa se si chiedeva un prestito ,lo spread applicato dalla banca al tasso euribor a 3 o 6 mesi era molto ridotto, 1,5 % o giù di lì. Oggi è pari al triplo, quando va bene è attorno al 4,5%. Una volta l'euribor era più alto e oggi è ridottissimo. Dieci anni fa 20mila mi costavano il 4,5% in totale, oggi il 5,8% in totale. Le banche ci fanno pagare i loro errori e ci derubano.

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    • lopocu

      07 Giugno 2014 - 00:12

      Se Draghi pensa di rilanciare l'economia omaggiando le banche non ci siamo proprio. E' l'ennesima regalìa perchè le banche, come già dimostrato in passato, non hanno nessuna voglia di prestarlo a chi può incentivare l'economia. Nonostante il danaro costi sempre di meno, continuano ad applicare tassi da usura sui prestiti e sull'utilizzo delle carte revolving che, come strumenti di credito, sarebbe

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