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La crisi

Europa, il default del Banco Espirito Santo fa tremare l'Euro

Europa, il default del Banco Espirito Santo fa tremare l'Euro

Un'altra crisi alle porte come quella del 2008? Difficile dirlo. I segnali sinistri ci sono tutti. La ripresa che non parte nella zona euro e i governi che ritornano a guardare i valori dello spread. Ad allertare i mercati è stato il default del Banco Espirito Santo portoghese. Questa volta, però, l’epicentro del terremoto non è a Manhattan come nel caso di Lehman Brothers, ma a Lisbona. I problemi della banca portoghese sono subito fuoriusciti dai confini nazionali. Giovedì scorso, come racconta Francesco Guerrera del Walla Street Journal la sonnolenza estiva nei mercati è stata scossa proprio dalle vicende del Banco Espirito Santo. Le azioni delle borse europee, Milano inclusa, sono andate in caduta libera, le obbligazioni "sicure" quali i buoni del tesoro americano e tedesco sono immediatamente cresciute mentre i prezzi di altri beni-salvezza, come l’oro, sono saliti.

L'allarme - Gli investitori sono tesissimi. La paura che bussa alle porte dei mercati l’ha spiegata Nick Lawson al Wall Street Journal: "E’ il ritorno delle memorie del 2011", ha detto il trader di Deutsche Bank. Quei "ricordi" sono ancora ben visibili sulla pelle di paesi come Grecia, Spagna, Portogallo, Iralanda ed Italia. In quella estate calda del 2011 si consumò proprio il golpe raccontato in Ammazziamo il Gattopardo  di Alan Friedman che costò la poltrona da premier demolita a colpi di spread a Silvio Berlusconi. In casi come questi l'effetto domino è immediato: i governi cadono, gli investitori perdono soldi e la ripresa viene messa sotto terapia della Banca Centrale europea. 
Un altro indicatore del "terrore" dei mercati proviene da Madrid.

Le cause - All’inizio di luglio, i tassi spagnoli erano al 2,65%, poco più del debito venduto dalla Germania, paese molto più solido . Numeri così bassi non sono abbastanza per persuadere gli investitori a rischiare soldi su economie che comunque rimangono deboli, incerte e senza molte prospettive a lungo termine. Gli esperti finanziari parlano di un bivio. La mini-crisi scoppiata a Lisbona potrebbe scemare nei prossimi giorni se il governo portoghese riesce a contenere la situazione e i mercati ritrovano la calma. Oppure, e questa è l'ipotesi peggiore, potrebbe trasformarsi in una maxi-crisi, trascinando l'Europa e l'euro in un'altra estate di passione. Mari Draghi userà ancora il bazooka per portare la calma dopo la tempesta? 

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Commenti all'articolo

  • isthar

    17 Luglio 2014 - 13:01

    chissà perché paesi come la Svezia e la Danimarca,- ove il popolo sovrano interpellato disse no all'euro-, non vivono questa crisi. Idem per la Gran Bretagna. Se a trainare la slitta metti 3 cani Husky forti, seguiti da 10 Cocker è ovvio che la slitta marcia solo in discesa. Non occorre essere economisti per capire che alla prima salita i cocker si siedono. L'euro è la slitta.

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  • davidking

    17 Luglio 2014 - 09:09

    E' proprio vero che le situazioni piu' evidenti non si colgono....fallimenti di banche, risalita dello spreed,conseguente aumento del rigore e della tassazione......disegno luciferino della massoneria-finanziaria statunitense e britannica, coadiauvata da quella dei singoli stati europei.....Il nuovo ordine mondiale e' alle porte......un mondo di schiavi straccioni governato da una elite satanica !

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  • claudionebridio

    17 Luglio 2014 - 08:08

    Chry: ma da dove ha seguito il corso di tali dis-umane vicende? Dal centro lavaggio e massaggio del cervello finanziato da Debenedetti e Scalfari? Prodi dovrebbe essere trascinato a Norimberga e lì, riaperta la famosa aula del famoso processo, giudicato di fronte ad una giuria rappresentante l'intero popolo italiano. Non si faccia menare per il naso con la truffa invereconda dello spread!

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    • Chry

      17 Luglio 2014 - 13:01

      la moneta non è un'insofferenza, la critica puoi solo farla a chi determina il prezzo ed il ricarico e a Berlusconi quando stato introdotto l'Euro, sotto il suo governo, non ha minimamente provveduto a controlli sui prezzi. L'economia è razionale, le persone no

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  • jack1

    17 Luglio 2014 - 07:07

    Chry cazzo sei perspicace.... Infatti adesso abbiamo ridotto il debito pubblico, l'industria va a gonfie vele, la disoccupazione e vicina allo zero ( ma te che frega d.pubblico del capzo)...... Tasse ridotte , tagli alla spesa pubblica, ah dimenticavo, la favolosa riforma della giustizia ed eliminazione della burocrazia.....e già hai proprio ragione quando governava Silvio si stava peggio.. Ahah

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